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Calcio, serie A - 5^ giornata

Cavani ed il Napoli agguantano la Juve (stanca e corta). Boccheggiano le milanesi, male le romane

La tripletta di Cavani lancia il Napoli in testa alla classifica (Credits: AP Photo/Salvatore Laporta)

Il Napoli distrugge la Lazio e prende la Juventus. Ma somiglia più a un ologramma del momento che a una storia destinata a continuare. Ci speriamo tutti, è ovvio, altrimenti ci toccherà raccontare favole per tutta la stagione. Ma la Signora assomiglia sempre alla padrona di questo campionato, anche se qualche ruga di fatica le si disegna sul viso quando deve rinunciare – e dovrà farlo qualche volta – ad alcuni ei suoi intoccabili. Che non sono tanti (Pirlo, Vidal, Vucinic, in questo momento Marchisio), ma ci sono e non si può far finta di no. La squadra al momento è cortina, più nella qualità che nei numeri, e guardando alla montagna delle partite che le toccherà scalare, il dubbio viene e il campanellino suona. Ma non fa tutto questo rumore, almeno nell’orto italiano. Anche se l’oro di Napoli, Cavani, fa la superstar. Il resto è lì da vedere.

Il Milan boccheggia, ma respira con i polmoni di El Shaarawy che sembra uno dei pochi vivi e che ha il talento sufficiente per segnare qua e là, stendendo un velo su mille pecche che restano, perché finchè il Diavolo gioca così non si possono dimenticare. Estemporaneità al potere. Fin tanto che dura e che basta. Discorso non molto diverso vale per l’Inter sul campo di un Chievo fin qui deludente, al di là di tante parole. Si fa male per la centesima volta Sneijder, entra Cassano che ha più voglia in questo momento, ma resta chiaro come il sole che tutti e due insieme non possono giocare; segna in fuorigioco e poi porta a casa la partita che non poteva più sbagliare. Con il portiere migliore in campo e un equilibrio quanto meno accennato, dopo troppe capriole tattiche.

Quanto al resto, la Roma non ha beccato gol a Cagliari, ma solo perché in porta c’era Tosel, giudice sportivo. Che non è stato convocato per la partita con la Sampdoria che infatti il suo golletto da un punto lo ha segnato. Così non si va da nessuna parte, con l’impressione sinistra, fra l’altro, che troppe parole e una slavina di attese, abbiano imprigionato il povero Mattia Destro, che gira per il campo stralunato aspettando che un gol gli caschi addosso.

Santifichiamo Klose, che ha fatto da bravo tedesco, quel che doveva autodenunciandosi dopo un gol di mano. Ed è la solita storia della normalità (o di ciò che dovrebbe essere tale) che diventa fatto clamoroso. Speriamo che il bombardiere della Lazio non faccia la fine di Farina, depauperato dopo un gesto ben più importante e coraggioso, quanto dovuto in un mondo civile.

Intanto non riusciamo a smettere di ridere, ma nel modo più amaro, dopo aver letto della decisione della Rai di non trasmettere più in prima serata pugilato, judo, lotta e taekwondo, per un presunto e incomprensibile rispetto delle 'fasce protette' e per tutelare i minori''. E dalle tivù che strillano calcio con le vene del collo gonfie, dai tuffi in area, dalle minacce agli arbitri e dalle moviole, chi li protegge i poveri minori. Lasciando stare la qualità da bollino rosso di certe, tante, partite.

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