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Quando lo sport scende in politica...

Da Amedei e Rivera alla Vezzali. Ecco quelli che ci hanno provato (o stanno per farlo) e com'è andata

Gianni Rivera con Lamberto Dini nel 1996. Il Golden Boy della Nazionale è stato deputato alla camera per quattro legislature (Credits: ANSA)

Con le ultime candidature di Valentina Vezzali e Alessia Fillippi alle prossime elezioni si allunga la lista di atleti, allenatori, personaggi dello sport che hanno deciso di varcare il confine e tentare la carriera politica. E così la fiorettista azzurra più forte di sempre punterà dritto a Montecitorio in testa alla Lista di Mario Monti mentre la Filippi, che ha da poco appeso gli occhialini al chiodo, ha deciso di candidarsi con il Pd come consigliere per il Municipio VIII di Roma. Tutto questo senza dimenticare il redivivo Luciano Moggi, primo candidato alla camera con i Riformisti Italiani (il partito di Stefania Craxi) "per contrastare - dice l'ex dg della Juve - il circo mediatico-giudiziario che in Italia rovina le carriere". Prima di loro sono in tanti quelli che ci hanno provato, alcuni veri e propri pionieri della "discesa in politica" che per primi hanno messo la loro esperienza, i loro successi (e la loro notorietà) al servizio della cosa pubblica e dei partiti che hanno saputo accaparrarseli.

PIONIERI Il primo fu il romanista Amadeo Amadei (234 presenze e 215 gol) addirittura negli anni cinquanta. Il capostipite degli gli sportivi in politica, candidato di Democrazia Cristiana, ricevette quasi 20 mila voti alle elezioni comunali di Roma. Molti anni più tardi sarebbe toccato a Gianni Rivera raccoglierne il testimone entrando in Parlamento nel 1987 proprio con la DC. Per il "Golden Boy" azzurro quattro legislature con incarichi importanti, come quelli di sottosegretario di Stato alla Difesa e segretario di Presidenza alla Camera, seppur con la delusione delle recenti comunali di Milano nelle quali raccolse solo 20 preferenze. Sempre alle elezioni comunali, ma di Firenze, vi partecipò anche il portiere Giovanni Galli il quale come candidato sindaco del Pdl riuscì a portare Renzi fino al ballotaggio.

PARLAMENTO La categoria dei parlamentari ex calciatori, o viceversa, è ovviamente una delle più affollate. Il centrocampista della Lazio Luigi Martini dopo una seconda carriera come pilota Alitalia divenne deputato di Alleanza Nazionale nello stesso periodo (1996-2001) in cui il suo collega Massimo Mauro (oggi commentatore di Sky) sedeva in Parlamento nelle fila dell'Ulivo. Ma persino la medaglia d'oro nei 10 mila metri piani (a Los Angeles '84) Alberto Cova ha avuto un assaggio di Montecitorio: 2 anni tra i banchi di Forza Italia dal '94 al '96. Niente a confronto dei trascorsi politici della pluricampionessa olimpica di sci di fondo Manuela Di Centa che può vantare due legislature alla Camera in altrettante elezioni vinte con il Popolo della Libertà. Il leggendario Pietro Mennea invece grazie ai suoi record (e alle quattro lauree) è stato eurodeputato tra Bruxelles e Strasburgo dal 1999 al 2004.

PRIMARIE Impossibile non includere nella lista la mitica Iosefa Idem, Assessore allo Sport di Ravenna dal 2001 al 2007 e ora capolista del PD in Emilia Romagna grazie alla valanga di preferenze (9300) raccolte alle primarie. Più o meno quello che è capitato all'allenatore Renzo Ulivieri alle primarie di Sel in Toscana: con 2112 voti ha ottenuto il secondo posto tra i candidati a Palazzo Madama nel partito di Nichi Vendola. A dire il vero l'ex tecnico di Bologna e Reggina si era iscritto al Partito Comunista negli anni sessanta portando avanti parallalelamente la professione di allenatore e la carriera politica in un mix del tutto inedito per calciatori e tecnici in attività.

STRANIERI Guardando all'estero salta subito all'occhio l'ascesa del ex difensore del Milan Kaladze, oggi Vicepremier e ministro dello Sviluppo regionale e delle infrastrutture in Georgia. Ma il caso più eclatante (forse anche per il flop) è quello del pallone d'oro Gerge Weah che candidatosi alle presidenziali della Liberia venne clamorosamente sconfitto al ballotaggio dal premio Nobel Ellen Johnson-Sirlea. Non è andata molto meglio a un altro pallone d'oro rossonero, Andrij Schevchenko: il suo partito "Avanti Ucraina!' ha raccolto pocò più dell'1,6% dei voti alle elezioni 2012 rimanendo ben al di fuori del "Consiglio Supremo" (il Parlamento ucraino). Altro contesto e altri risultati per il pugile più forte del mondo Manny Pacquao che nelle sue Filippin, nel 2010, fece letteralmente saltare il banco guadagnandosi l'ambito seggio in Parlamento mentre all'ex culturista Arnold Schwarzenegger è andata persino meglio. Il politico più muscoloso del mondo può vantare un incarico come Governatore della California durato la bellezza di 8 anni (con riconferma nel 2006) e puntare, dice lui, nientemeno che alla presidenza dell'UE. Come dire che in politica i muscoli contano, eccome.

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