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Pellegatti e Crudeli sull'affare Ibra-Thiago Silva

Per due giornalisti-tifosi del Milan "non sarà più la stessa cosa"

Thiago Silva e Ibrahimovic ai tempi dei successi nel Milan (Credits: Fabio Ferrari - LaPresse)

E' la trattativa più calda del calciomercato estivo 2012. Ibrahimovic e Thiago Silva a un passo dal Psg di Leonardo. Che sarebbe disposto a versare nelle casse del club rossonero la bellezza di 60 milioni o giù di lì per avere entrambi i giocatori. 60 milioni a cui si aggiungerebbero, ovviamente, i circa 110 milioni che il Milan risparmierebbe sui loro ingaggi faraonici. Insomma, un affare da fantamercato, quasi irripetibile. Berlusconi traballa, pare sia prossimo a dire di sì. Meglio, se Ibrahimovic dovesse dare il suo benestare al trasferimento parigino, l'operazione si potrebbe dire conclusa.

Il Milan cambia pagina, quindi. Rinuncia ai due fuoriclasse per mettere ordine nei conti. In attesa di tornare grande, evidentemente. Perché l'intenzione è sempre quella, fare bene in Italia e in Europa. Ma con mezzi e modi diversi. Finché gli sceicchi avranno disponibilità economiche di questa portata, difficile se non impossibile dargli battaglia, almeno sul piano economico. Abbiamo chiesto l'opinione a proposito di due giornalisti-tifosi che seguono da vicino le vicende del club rossonero, Tiziano Crudeli e Carlo Pellegatti. Anche per loro, sono giornate buie...

Giusto per fare chiarezza, di cosa stiamo parlando? Dell'offerta a cui nessuna squadra al mondo potrebbe dire di no, oppure di una resa incondizionata di fronte alle necessità di un bilancio da sistemare?

Crudeli: "Bella domanda. Sicuramente, c'è un bilancio da sistemare. Di fronte a una offerta di questa entità è difficile dire di no. Almeno, presumo che sia così. Il tesoretto che potrebbe mettere da parte il Milan con questa operazione ha finito per influire sulla decisione della società, che da tifoso non posso condividere. Però, oltre ai sentimenti, c'è pure la ragione. E a volte è difficile rifiutare proposte di questo genere".

Pellegatti: "Resa incondizionata è una parola brutta e pure grossa. Indubbiamente, 170 milioni di euro tra offerta del Psg e ingaggi risparmiati sono una cifra che non lascia indifferenti. Si parla di qualcosa come 300 miliardi delle vecchie lire. Insomma, tanti, tantissimi soldi. Siamo sempre di fronte a questo bivio: è amorale non accettare un'offerta del genere, oppure è una dimissione del club rossonero dalle grandi squadre europee? Rispondo: bisognerebbe trovarsi in una situazione del genere. Come se ti proponessero 700 per casa tua che ne vale 300. Difficile dire di no. Sul piano sportivo, è chiaro che si tratta di una bruttissima perdita. Non lo dico io. L'aveva detto Allegri qualche settimana fa, quando si parlava della possibile cessione di Thiago Silva. 'Sarebbe un fatto gravissimo', le sue parole".

Secondo lei, come andrà a finire? Fosse in Galliani, darebbe il via libera all'operazione?

Crudeli: "Forse dovremmo chiederlo al presidente, più che a Galliani. Perché quest'ultimo magari potrebbe anche dire di no, se ragiona da tifoso. Per quanto riguarda il sottoscritto, se prima avevo delle certezze, adesso non ne ho più. Sono deluso, non sono pronto ad accettare una simile notizia, questa è la verità...".  

Pellegatti: "Il fatto è che sembra che abbia già dato il via libera. Pare ormai acclarato che il Milan voglia cedere entrambi i giocatori. Se Raiola, che in questo momento è sull'isola svedese a 40 km da Stoccolma, ottiene l'ok da Ibrahimovic, che ovviamente avrebbe le garanzie di prendere una certa cifra a Parigi, l'operazione è chiusa, finita".

Via Thiago Silva e Ibrahimovic, Milan da rifondare. Chi prendere per non far rimpiangere la loro assenza?

Crudeli: "Non c'è la possibilità di rimpiazzare giocatori di questa forza. Puoi andare a prendere Tevez, ma non vale per numero di gol lo svedese. Puoi andare a prendere Dedè, peraltro reduce da un infortunio, è considerato un buon giocatore ma non vale certo Thiago Silva. Sicuramente, la squadra rispetto a prima sarà indebolita. Poi, i miracoli nel calcio ci stanno".

Pellegatti: "In difesa non ci sono. Parliamo di Astori e del giovane Dedè, che mi hanno detto essere un buon giocatore ma ancora acerbo tatticamente. Con tutto il rispetto... Ogbonna? Cairo vuole 15-20 milioni, non credo si possa fare. Anche perché non credo che il Milan voglia reinvestire 120 milioni sul mercato. Il denaro servirebbe per ripianare il bilancio, non per acquistare giocatori. In attacco, pensavo potesse arrivare Dzeko, che ad Allegri piace molto. Ma mi dicono amici in zona Manchester che potrebbe essere vicino Tevez. A me l'arrivo dell'argentino sembra strano. Per la ragione che per averlo servirebbero 20 o 30 milioni da dare al City più i 8-9 milioni di ingaggio da corrispondere al giocatore. Una volta si diceva: 'se non è zuppa, è pan bagnato'. Che senso avrebbe a livello economico? Dare via un giocatore che guadagna tantissimo per prenderne un altro che incassa quasi quanto il precedente. Discorso diverso sarebbe invece per Dzeko, che costa meno. Altrimenti, bisognerebbe guardare al campionato italiano...".

Come pensa che potrebbero e dovrebbero reagire i tifosi rossoneri alla notizia della doppia cessione? Opportunità o catastrofe?

Crudeli: "Il primo impatto è indubbiamente di forte delusione. Gli era stato promesso per l'ennesima volta che Thiago Silva sarebbe rimasto. Tanto è vero che gli era stato aumentato l'ingaggio. Una promessa che non verrà mantenuta. Una settimana fa Galliani si lamentava degli abbonamenti che a oggi sono meno della metà rispetto all'anno scorso. Ma è una reazione normalissima quella dei tifosi. Perché al di là del fatto che ci sono meno possibilità economiche in generale, è chiaro che la voglia di andare allo stadio in questo momento non è altissima. Se poi arrivano giocatori del calibro di Pelè o Maradona, come ai tempi di Baggio, e c'è un rilancio all'ultimo momento, allora, beh, le cose cambiano. A proposito, Maradona ha lasciato l'Al Wasl, potrebbe arrivare a parametro zero, potrebbe essere una soluzione (ride)".

Pellegatti: "Uso spesso nelle mie telecronache una frase di Sir Arthur Conan Doyle, l'inventore di Sherlock Holmes, eccola: 'L'emozione ostacola il ragionamento'. E' chiaro che se in questo momento fai prevalere l'emozione, siamo tutti in lutto strettissimo, perché perdiamo due enormi campioni che difficilmente riusciremo a sostituire. Sul piano sportivo, la squadra è depauperata, certo. Se ci sforziamo di ragionare, invece, cambiano gli scenari. La doppia cessione significa bilancio pulito e chissà che questo non possa favorire l'arrivo del fantomatico compratore arabo che arriva molto più volentieri se i conti sono in ordine. Quindi, emozione, un disastro. Ragionamento, vediamo di trovare il positivo. Galliani l'ha detto, 'viviamo in un'Italia in crisi', come si può dire no a tutti quei soldi? Io andrò a vedere il Milan lo stesso. Indubbiamente, però, sarà tutta un'altra cosa".

Qualche tempo fa, era l'Italia a dettare le regole del mercato internazionale. Ora sono la Francia e la Spagna. Ci siamo già abituati all'idea di non essere più la prima scelta?

Crudeli: "Certo, facciamo ancora fatica. E poi, più della Spagna e della Francia, io parlerei degli sceicchi che hanno deciso di acquistare squadre in quei paesi. La Spagna ha una crisi economica pari alla nostra, se non arriva lo sceicco disposto a investire dei soldi, c'è poco da fare, anche da quelle parti. E Barcellona e Real Madrid certi investimenti non se li potranno più permettere, anche se hanno una struttura societaria diversa. In Francia, c'è il Psg. Sembra che per loro non valga il fair play finanziario, spende e spande e continuerà a farlo. In Italia, siamo diventati poveri e dobbiamo fare di necessità virtù. Che poi al Campionato europeo siamo arrivati secondi dietro alla Spagna, il livello tecnico della nostra nazionale è stato più che buono, quindi le cose a ben guardare non vanno proprio così male".

Pellegatti: "Adriano Galliani lo dice da anni. Per la fiscalità, per gli stadi, per tutte queste cose che ha ripetuto diverse volte, siamo destinati a essere un passo indietro. L'aveva previsto, la verità è questa e dobbiamo farcene una ragione".

Dunque, a conti fatti la soluzione per colmare il gap con gli squadroni che la fanno da padrone sul mercato è una sola. Nel caso del Milan, augurarsi che uno sceicco decida presto di investire sui colori rossoneri...

Crudeli: "Prima di arrivare a un accordo di questo tipo, magari prima si possono acquistare giocatori come Nocerino e Montolivo a parametro zero. Insomma, si possono fare affari di questa portata. Anche se, ripeto, i miracoli nel calcio ci stanno, ma anche no. E parlo di giocatori che paghi poco o nulla e poi fanno la differenza. Pirlo? Ecco, a proposito di colpacci che rinforzano le squadre avversarie".

Pellegatti: "No, parlare di speranza sarebbe sbagliato. Questo lo dico per rispetto per il presidente Berlusconi, che farà come sempre il bene del Milan. Se secondo lui è giusto andare avanti così, va bene, io sono dalla sua parte. In questo senso, sono presidenzialista al massimo. Se invece ritiene che un investitore arabo, russo o cinese possa servire al Milan, d'accordo lo stesso. Lascio fare al presidente, lui saprà fare il meglio per il club, la scelta è solo sua".

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