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Pazzini, l'ultima follia di casa Inter

Dopo quello di Julio Cesar scoppia anche il caso "Pazzini" che annuncia: "me ne vado"

L'attaccante dell'Inter (fino a quando?) Giampaolo Pazzini (Credits: Alfredo Falcone - LaPresse)

"Amala, pazza Inter amala!". Lo sanno bene i tifosi nerazzurri. Se pure l'inno ufficiale racconta di una squadra "instabile" è perché la situazione è davvero complessa. Decidete voi se c'è da ridere o preoccuparsi, ma di sicuro i dubbi e le nuvole che si addensano sopra Appiano Gentile sono molto dense, e cupe.

Perché questa estate i protagonisti (in negativo) del mercato sono proprio i nerazzurri. Ma non per gli acquisti o le cessioni; nemmeno per le mancate spese folli o il piano di ringiovanimento deciso in sede da Moratti e soci.

Il brutto voto in pagella è dato da quella sensazione di scarsa chiarezza e serietà che sembra ormai essere un marchio di fabbrica indelebile della società di Massimo Moratti.

Qualcuno infatti dovrebbe spiegare come mai il portiere del Triplete e della Nazionale brasiliana, Julio Cesar non sia stato avvisato del fatto che per lui non c'era posto non dico in tribuna, ma nemmeno in ritiro. Una mancanza di comunicazione incredibile che ha mandato su tutte le furie la compagna del numero 1, Susana Werner (ex di Ronaldo) che su twitter ha tuonato "Ci vuole più rispetto per chi ha vinto tutto"... Parole sacrosante.

Quando la polemica sul portierone sembrava finita nel dimenticatoio ieri è successo l'incredibile. Doveva essere la serata della grande festa, della presentazione ufficiale della squadra ai tifosi, giunti in massa al ritiro di Pinzolo, in Trentino. Applausi per cori e per tutti, compreso per lui, Giampaolo Pazzini, il bomber ex Sampdoria, che negli ultimi mesi aveva stentato, e non poco. Mentre le folla lo incitava ecco la dichiarazione: "Non farò parte di questo nuovo progetto. A me piacerebbe restare ma dovrò andare via..." Apriti cielo.

Il buon Scarpini, padrone di casa, ha cercato in qualche modo di salvare il salvabile ma il patatrac era fatto. Mai si era vista una cosa del genere, che un giocatore prestigioso (lo è, piaccia o non piaccia) debba fare lui chiarezza ai tifosi e non uno dei dirigenti sul suo futuro. E, attenti, non è stato il gesto di un "pazzo" ma di un ragazzo che è sempre stato onesto e corretto con tutti.

Una brutta figura che non si spiega. Non ci risultano infatti manifestazioni o blocchi stradali per la cessione di Lucio e Forlan, nemmeno gente che si è data fuoco per la nuova linea verde. Bastava essere chiari, ad esempio, come ha fatto il Milan. Ricordate cosa successe all'ultima partita di campionato della scorsa stagione. San Siro era diventata una valle di lacrime: Gattuso, Inzaghi, Seedorf avevano potuto salutare e piangere con i loro tifosi. Semplicemente perché Galliani aveva parlato chiaro, guardandoli negli occhi. Sapevano che dovevano andare, hanno salutato e sono usciti a testa alta.

All'Inter invece confusione, polemiche, sfoghi, tweet infuocati. "amala, pazza inter amala....."

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