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Valentina Vezzali alla caccia del quarto oro olimpico nel fioretto

Valentina Vezzali ha vinto le ultime 3 edizioni dei Giochi. Mai nessuno nella scherma al femminile era riuscito a centrare l'impresa che vale un posto nella storia dello sport

“Se ci credi, se fai veramente tutto per realizzarli, ci riesci. Nel 2005 guardando ‘Ballando con le stelle’ mi sono detta che mi sarebbe piaciuto imparare a ballare e parteciparvi. Avrei voluto anche fare una pubblicità, ed ecco che l'ho fatta, addirittura con mio figlio. Sognavo di diventare portabandiera dell'Italia ed eccomi a stringere la bandiera consegnata dal Presidente della Repubblica”. Per Valentina Vezzali, gran cerimoniere della spedizione azzurra a Londra 2012, atleta di riferimento dello sport italiano anche e soprattutto per via di quelle 3 medaglie d’oro consecutive messe da parte dai Giochi da Sydney 2000, nulla è impossibile. E la sua carriera dimostra che, in effetti, determinazione o talento, coraggio o destino, lei è sempre al centro della pedana a raccogliere gli applausi del pubblico e dei suoi avversari.

Sempre al vertice, dopo 15 anni di successi in tutto il mondo. Per rinnovare la sfida e rilanciare l’impegno verso traguardi sempre più alti. A 38 anni, la Vezzali si presenta alle Olimpiadi con la voglia fortissima di essere ancora protagonista. Nessuna schermitrice prima di lei era riuscita nell’impresa di vincere 3 appuntamenti a cinque cerchi di fila. E se arrivasse il quarto, beh, altro che storia e leggenda. Nostra signora del fioretto è l’atleta da battere. Gli avversari lo sanno. Passa il tempo, ma non cambia la difficoltà di mettere alle corde la numero 1 della pedana al femminile.

Le premesse ci sono tutte. Agli Europei di Legnano, ultimo appuntamento ufficiale prima delle gare di Londra, è arrivata l’ennesima medaglia d’oro nel fioretto a squadre. Il Dream Team italiano, composto da Elisa Di Francisca, Arianna Errigo, Ilaria Salvatori e Valentina Vezzali, ha sbaragliato (45 a 28, come se una partita di calcio finisse 5 a 0) la Francia nella finale che decideva il primo posto. Il ct Stefano Cerioni ha deciso per l’occasione di cambiare la formazione. La fiorettista plurimedagliata di Jesi non ha chiuso l’incontro, come da tradizione. Al suo posto, la compagna Di Francisca, che ha fatto benissimo. Giustifica la scelta il maestro di Vale, Giulio Tomassini: “Non è ancora la vera Vezzali: è troppo stanca, ma senza dover portare la squadra sulle spalle ha fatto meglio”. Tutto torna. Nella gara individuale, la Vezzali era stata eliminata ai quarti dalla Errigo.

Un’altra medaglia, un’altra grande gioia da consegnare alla memoria. Per raccogliere tutti i riconoscimenti di una carriera ad altissimo livello, la portabandiera azzurra alle Olimpiadi 2012 (“Questa bandiera è un valore che non ha prezzo, noi tutti maschi e femmine, senza distinzione, andremmo a rappresentarlo in un momento difficile per dimostrare che ci si può distinguere come Paese”) non basterebbe una casa a due piani. Eccoli gli allori della Vezzali fuoriclasse del fioretto. Altro che Messi e Ibrahimovic, siamo di fronte a un monumento vivente dello sport tricolore.

Olimpiadi: 3 ori e 1 argento nell’individuale, 2 ori e 1 bronzo nella gara a squadre. Mondiali: 6 ori, 2 argenti e 3 bronzi nell’individuale, 7 ori e 3 argenti in compagnia delle altre azzurre. Europei: 5 ori, 3 argenti e 1 bronzo da sola, 6 ori, 1 argento e 1 bronzo con il Dream Team. Si potrebbe continuare ancora per qualche riga, perché all’elenco stellare andrebbero aggiunte le vittorie in Coppa del mondo, quelle alla Universiadi, ai Giochi del Mediterraneo e, certo, i titoli nazionali. Insomma, un forziere ricco di gioielli dal valore inestimabile. Il bilancio è di quelli che non lasciano dubbi circa le qualità straordinarie della Vezzali. Che combatte, fa la mamma (il figlio Pietro, 7 anni, ha preso l’abitudine di salire sul podio con lei), e si ritaglia uno spazio di tutto rispetto anche per dare sfogo alla sua passione per il mondo dello spettacolo.

Ha partecipato come ballerina a Ballando con le stelle. La si può incontrare in abito da sera agli appuntamenti di gala che prendono forma a Roma, Milano e pure a Cannes. E capita di vederla spesso sul palco delle iniziative a sfondo benefico alle quali partecipa con grande entusiasmo. Cosciente di avere ricevuto tanto dal cielo - in termini di talento, si intende, che la determinazione nel coltivarlo e renderlo speciale e soprattutto vincente è merito soltanto suo – e con quel dolore nel cuore, la scomparsa del padre Lauro quando aveva 15 anni, che ha imparato a trasformare in energia per lottare sempre fino in fondo. Una grandissima la Vezzali. Anche se non dovesse riuscire a salire sul gradino più alto del podio a Londra per vincere la quarta Olimpiade della sua brillantissima carriera.

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