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Nba: i Lakers scelgono D'Antoni. Mamoli "E' l'allenatore giusto"

Dopo l'esonero di Mike Brown i gialloviola scelgono l'ex play di MIlano e coach di Phoenix e dei Knikcs

Il neo allenatore dei Los Angeles Lakers, MIke D'Antoni (Credits: AP Photo/Matt Slocum)

A Meno di clamorose sorprese dell'ultim'ora (sempre possibili a LA) Mike D'Antoni è il nuovo coach dei Los Angeles Lakers (l'ultim'ora dagli Usa ). Una scelta a sorpresa, quella dell'ex coach di Phoenix e dei New York Knics arrivata dopo un fine settimana in cui la caccia al sostituto di MIke Brown sembrava diretta altrove. Soprattutto a Phil Jackson, il più grande e vincente allenatore di basket di tutti i tempi, chiamato a gran voce venerdì dai tifosi presenti allo Staples Center.

Quando tutto sembrava vicino al clamoroso ritorno del coach di Jordan nei mitici Chicago Bulls degli anni '90, ecco il no che non ti aspetti e la caccia ad un sostituto. La dirigenza gialloviola ha contattato anche Mike Dunleavy, ma poi ha optato per l'ex play della Milano che dominava in Europa. Ecco cosa diceva a proposito pochi giorni fa un preveggente Alessandro Mamoli, voce dell'Nba per Sky.

Allora Mamoli, per i Lakers obbligati a vincere è arrivata la quarta sconfitta in 5 partite. E' il momento di farsi prendere dal panico in casa gialloviola?

"Di farsi prendere dal panico no. Che però ci siano dei problemi è evidente, e francamente non saprei nemmeno da dove partire: giocano male in attacco, in difesa non tengono nessuno e ci sono Bryant e Howard che non si guardano in faccia. Qualche settimana fa proprio Kobe aveva chiesto del tempo per lavorare. Sono d'accordo con lui ma mi piacerebbe intravedere il progetto e invece per il momento non ho ancora capito come vogliono giocare questi Lakers".

Qual'è il problema principale di questa squadra che sembrava da sogno?

"Sicuramente la posizione di playmaker. Nash è infortunato ma sia lui che il suo cambio Blake vanno sotto, in difesa, con tutti playmaker delle altre franchigie dell'Ovest. Per compensare ci vorrebbero una voglia di aiutarsi e di difendere di squadra che in questo momento faccio fatica a intravedere".

Ma Dwight Howard non era stato votato per tre volte "miglior difensore dell'anno"?

"Certo (ride nda), peccato che quello sia uno dei premi più fasulli dell'Nba. Spero che i Lakers non abbiano pensato a quello quando l'hanno chiamato perchè altrimenti avrebbero preso una cantonata colossale".

Kobe Bryant è apparso "abbastanza" contrariato con il suo allenatore...

"Bryant  è il peggior giocatore dell'Nba quando le cose vanno male. Faccio un esempio della partita con Utah: quando Kobe è rientrato dopo il primo giro di cambi il secondo quintetto era andato sotto di 15 punti. Primo possesso, ha fatto sfondamento in attacco solo per far vedere al coach che era incazzato".

Quindi il problema è l'allenatore?

"Credo che il Lakers abbiano davanti tre soluzioni. La prima è che andare avanti così: mettendo a posto qualcosa faranno i playoff ma senza andare lontano. La seconda è cambiare l'allenatore, ma a quel punto cosa fai? Richiami Phil Jackson? Anche lui quando le cose sono andate male in casa Lakers non è mai riuscito a raddrizzarle. Ho sentito parlare di Jerry Sloan (ex coach degli Utah Jazz ndr) per costruire il pick&roll Nash-Howard sul modello di quello Stockton-Malon. Così però Kobe rimane a giocare sugli scarichi?".

E la terza soluzione?

"Un'alternativa ci sarebbe. L'uomo chiave dei Lakers di quest'anno non è Howard ma Steve Nash. Il problema è che il play canadese ha bisogno di correre e con Gasol e Howard insieme non è chiaramente possibile. Quindi Los Angeles potrebbe scambiare Howard a febbraio, visto che la prossima estate gli scade il contratto, per avere qualche giocatore in cambio e abbassare il quintetto. A quel punto però ci vorrebbe un allenatore che giochi come ha bisogno il canadese e ce n'è in giro uno che giocherebbe esattamente così...".

Vuoi dire che potrebbe essere D'Antoni l'allenatore giusto per i Lakers?

"Nash è diventato due volte Mvp con lui e giocando in quel modo. Non dimentichiamoci poi che lo scorso anno i Miami Heat hanno vinto il titolo spostando Lebron James da lungo. D'altronde il basket mondiale si è spostato in quella direzione: togliere un lungo ed aprire l'area per le penetrazioni da pick&roll o sugli aiuti della difesa. Gli stessi San Antonio Spurs di un integralista come Gregg Popovich si sono adattati a giocare in questo modo. Per questo voglio sottolineare che c'è "un allenatore" (D'Antoni ndr) che, con tutti i suoi errori, ha portato questo tipo di gioco nell'Nba già nel 2004 con i Phoenix Suns. Ora tutti gli altri stanno solo scoprendo l'acqua calda... Comunque che sia D'Antoni, Jackson o qualcun altro, non credo che Brown sarà ancora l'allenatore dei Lakers a fine stagione ".

Cosa ne pensi di Oklahoma senza James Harden?

"Senza Harden i Thunder saranno sempre più la squadra di Westbrook che ha davanti ancora grossi margini di miglioramento. Più che altro deve imparare a gestire la sua velocità perchè nella pallacanestro non basta andare più veloce degli avversari. Oltre ovviamente a Durant, Oklahoma dipenderà molto dai Perkins, dagli Ibaka e in generale dai giocatori di complemento. Comunque sono sicuro che a Ovest saranno lì davanti con Spurs, Clippers e penso Lakers.

Miami, con Lebron senza più l'ossessione del primo titolo, da l'idea di essere "quasi" infermabile...

"Francamente fanno paura. Certo che se Boston arriva "integra", nel senso degli infortuni, a giugno è una squadra con la quale non vorrei mai giocare. Per quanto riguarda il resto, a Est credo che non ci siano problemi per James e compagni. Sono solo curioso di vedere quando e come rientrerà Rose".

Come giudichi l'avvio di regular season un pò opaco degli italiani?

"Belinelli credo che si aspettasse un ruolo diverso nela squadra. Sarebbe dovuto essere il cambio di Hamilton e invece è finito dietro anche a Nate Robinson che fa un casino pazzesco ma mette intensità. Comunque Marco è uno che lotta e se capisce cosa Tibodo vuole in difesa potrà ritagliarsi i suoi minuti. Gallinari invece so di per certo che non avrebbe dovuto giocare le prime partite perchè ha molto dolore alla caviglia. Basti vedere che la maggior parte dei tiri da tre gli vanno corti sul primo ferro. Comunque quando i Nuggets infileranno la loro striscia di dieci partite ci sarà anche lui tra i protagonisti".

E Bargnani?

"Andrea paradossalmente è quello che vedo più in difficoltà a causa del nuovo playmaker dei Raptors: Lawry è uno che in teoria avrebbe dovuto "scaricargli" palloni per il suo tiro da tre ma per il momento sta pensando più che altro a segnare. Temo che se le cose rimarrano così le sue cifre potrebbero scendere rispetto alle scorse stagioni".

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