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MotoGP

Lucchinelli: 'Valentino in Yamaha, scelta facile'

L'ex campione del mondo dice la sua sulla nuova avventura del pilota di Tavullia. Oggi a Valencia, i primi test per la nuova stagione

La foto del muso della nuova M1 di Rossi postata dal pilota sul suo profilo Twitter (Credits: Ansa)

48 ore e tutto ricomincia. Il tempo di salutare i compagni di viaggio che hanno condiviso mesi di sfide e di battaglie ed è già l’ora di ritornare in pista, pure se in un contesto e con prospettive evidentemente diverse. Valentino Rossi e Andrea Dovizioso hanno cambiato casacca, moto e colleghi di scuderia. Soltanto la voglia di vincere non è cambiata. Quella c’era e ci sarà ancora, sebbene non sia ancora dato sapere se e in quale misura si concretizzerà nel Mondiale 2013.

Il Dottore ha lasciato la Ducati dopo due stagioni travagliatissime e dannate per cadere nelle braccia sicure e fidate della Yamaha campione del mondo con Jorge Lorenzo. Il Dovi ha fatto il percorso contrario. Dalla Yamaha Tech 3 è passato alla Desmosedici della casa di Borgo Panigale, per far vedere che il talento c’è e che in Ducati sanno come sfruttarlo a dovere. Rossi contro Dovizioso, per il titolo tutt’altro che celebrativo di pilota italiano più veloce della MotoGp.

A Valencia, sede dell’ultimo gran premio della stagione 2012, sono iniziati stamattina i test utili per il prossimo campionato mondiale. Ha piovuto per buona parte della sessione di prove e non tutti i piloti sono scesi in pista, possibile lo facciano nel pomeriggio, acqua permettendo. L’ospite più atteso della giornata era comunque senz’altro lui, Valentino Rossi, che ha imbracciato per la prima volta a distanza di quasi 24 mesi la moto che gli ha regalato 4 titoli iridati. Per i tanti tifosi del fuoriclasse di Tavullia, un’emozione da trattare con cura.

Per presentare il nuovo inizio del Valentino tricolore, abbiamo chiesto l’intervento di Marco Lucchinelli, grandissimo della due ruote degli anni Settanta e Ottanta, che con il numero 46 non è mai stato tenero per via di prove, risultati e parole non sempre convincenti.

Rossi in Yamaha con Lorenzo, Pedrosa con Marquez in Honda, Dovizioso e Hayden in Ducati. Sulla pista di Valencia è già cominciata la sfida per la stagione 2013. Troppo facile parlare di favoriti?

Beh, Lorenzo e Pedrosa sono certi di essere davanti a tutti. Valentino lo metterei subito dopo. Poi, bisogna vedere. Se Marquez va come mi aspetto, dimostrando di avere la testa anche per la MotoGp, credo che potrebbe far vedere ottime cose. E chissà cosa farà Dovizioso con la Ducati? Ricordiamoci sempre che quella moto lì c’è stato chi è riuscito a guidarla e portarla alla vittoria (ndr, Casey Stoner). Di colpo non può essere diventata così lenta.

Nei primi test della nuova stagione, la Ducati di Dovizioso ha fatto meglio della Yamaha di Rossi di quasi 4 secondi, un’eternità…

Ecco, ci siamo. E’ un dato di fatto, in due anni Valentino non ha mai fatto prestazioni da ricordare…

"Siamo arrivati alla fine del nostro rapporto senza mai raggiungere i livelli attesi", ha detto Valentino alla vigilia dell'ultimo gran premio del Mondiale 2012. Di chi è stata colpa di un fallimento assolutamente non annunciato?

Sinceramente, non saprei a chi dare la colpa e non ci voglio nemmeno pensare. Per certo, so che la Ducati è stata affidata a Valentino dopo un filotto di tre vittorie raccolte da Stoner nel Mondiale precedente. Questo per dire che non era una moto qualsiasi, si può guidare, è evidente. Come è evidente che Valentino non ci sia trovato. Ma la colpa non è soltanto dei tecnici di Borgo Panigale. Avranno sicuramente provato a sistemare i guai che non hanno fatto correre spedito Rossi, ma da qui a girare tutte le responsabilità a loro, beh, ce ne passa. Anche perché avranno seguito le indicazioni del pilota, che però non sono state sufficienti a colmare il gap con le Honda e le Yamaha.

Se Valentino sapeva dove stava il problema, perché non l’ha risolto? Se la Ducati ha scelto di prendere Rossi è perché credeva di fare benissimo con lui. Io dico che in casi come questi la colpa va divisa a metà. Senza essere cattivi, perché non tutte le ciambelle escono con il buco, credo che se Valentino avesse guidato la moto per scelta e non per necessità, per lasciare la Yamaha di Lorenzo, le cose sarebbero andate diversamente. Ne sono sicuro.

La Ducati, parola del suo nuovo numero 1 del settore corse, il tedesco Wolfgang Dürheimer, ha intenzione di fare le cose sul serio e intende tornare al titolo entro il 2015. Il Dottore però non ha voluto sentire ragioni: troppa la voglia di tornare a vincere?

Diciamo la verità. Con Valentino eravamo tutti convinti che la Ducati avrebbe preso il volo. Io ci avrei scommesso dei soldi, giuro. Si diceva, se la Ducati vince con Stoner, figuriamoci con Rossi. In realtà, è stata una delusione. Ha scelto di tornare in Yamaha perché, via Stoner, chi può mettergli i bastoni tra le ruote? Due piloti, Lorenzo e Pedrosa, fine. Male che vada arriva terzo. Gli è venuto molto più facile che stare in Ducati dove era costretto a inventare soluzioni diverse e doveva avere una grande voglia di fare, tanta tanta.

Tra Rossi e Lorenzo non è mai stato amore incondizionato. Come si troveranno ora a dividere oneri e onori in Yamaha?

Non diventeranno certo amici quest’anno. Anzi, se cominceranno a fare spallate per il Mondiale, dovranno mantenere la calma fuori e dentro la pista. Adesso sono tutti troppo buonisti. Sembra di sentire parlare dei calciatori. Che intelligenza, per carità, che modi eleganti. Io sono diventato pilota perché era uno sport in cui non bisognava dimostrare di essere furbi, figuriamoci un po’. Certo, saranno cambiati i tempi, però chi non capisce un accidenti (ndr, in realtà il termine era un po’ più colorito) c’è ancora. Un esempio? Tutti i piloti che domenica scorsa sono partiti con le gomme da bagnato dovrebbero scendere dalla moto e occuparsi di altro. Perché io, che evidentemente di moto ne capisco poco, sarei partico con le slick.

Un consiglio al suo amico Valentino. Cosa deve e non deve fare il Dottore nella sua nuova avventura con la casa giapponese?

Dovrà imparare a pazientare, anche in Yamaha. Perché non è detto che riuscirà a vincere tutte le gare ma pure i piazzamenti possono essere utili per vincere il titolo. Uno che ha vinto tantissimo come lui, sarà costretto a correre con la testa per evitare di commettere troppi errori. Gli anni passano per tutti. E prima o poi dovrà farsene una ragione anche lui…

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