Valentino Rossi
MotoGP

MotoGP, Valentino Rossi si infortuna in enduro: addio Mondiale

Il "Dottore" si frattura tibia e perone a 6 gare dalla fine della stagione: il decimo titolo resta un sogno

"L'intervento è riuscito e io mi sento già bene. Farò del mio meglio per tornare in moto al più presto". Sono le prime parole di Valentino Rossi di questa mattina, dopo l'operazione che ha subìto durante la notte (tra le 2 e le 3) per ridurre la frattura scomposta a tibia e perone della gamba destra.

Il campione marchigiano si era infortunato nel pomeriggio durante un allenamento con una moto da enduro a Parchiule, vicino a Urbania: trasferito dall'ospedale di Urbino a quello di Ancona, è stato operato dal dottor Raffaele Pascarella. Il chirurgo dichiara: "Abbiamo utilizzato un chiodo endomidollare in titanio per stabilizzare la frattura. Valentino inizierà subito la fisioterapia e spero di dimetterlo in due o tre giorni. Il chiodo dovrebbe essere tolto non prima di un anno".

Decimo Mondiale sfumato

I tempi di recupero non sono definiti con precisione, sembrerebbero di un mese circa: di sicuro il pilota del team Movistar Yamaha salterà la gara di casa, a Misano Adriatico (10 settembre) e il Gran Premio di Aragón (24 settembre). Lo stop forzato lo esclude dalla lotta per il titolo, il decimo in carriera, a 8 anni dall'ultimo: Rossi è quarto nel ranking a 26 punti dal leader Andrea Dovizioso (Ducati) e mancano soltanto 6 gare alla fine del campionato.

Incidenti fuori pista

Per il "Dottore" è il secondo infortunio lontano dal circuito della stagione: il 25 maggio, poco prima della gara al Mugello, si procura un trauma toracico addominale in motocross, sulla pista di Cavallara a Mondavio, una quarantina di chilometri da Pesaro. Nonostante la contusione, partecipa al GP d'Italia e si piazza quarto.

Il 15 aprile 2010 il fenomeno di Tavullia cade facendo cross a Pesaro: la distorsione alla spalla gli permette di correre tutte le tappe del Mondiale, ma va sotto i ferri a metà novembre, conclusa la stagione.

Incidenti in pista

Dal suo debutto nel Motomondiale, nel 1996, fino a metà 2010 "Vale" non perde una gara: ne corre 228 consecutive.

Il primo GP cui non partecipa è quello del Mugello, a giugno 2010: durante le prove libere, alla curva Biondetti 1 un highside gli causa la frattura scomposta di tibia e perone. Dopo 4 Gran Premi e poco più di un mese, torna sulla griglia di partenza e termina il Mondiale al terzo posto, dietro a Jorge Lorenzo e Dani Pedrosa.

Nel 2011 Rossi debutta con la Ducati. A Jerez rimonta dalla dodicesima posizione: quando cerca di sorpassare Casey Stoner, secondo, azzarda la manovra, perde il controllo della moto e trascina l'australiano a terra insieme a lui. Valentino torna in sella e conclude quinto; Stoner, invece, deve ritirarsi.

Mugello, 2013: alla curva Poggio Secco Álvaro Bautista tenta di chiudere la traiettoria al pesarese e, in accelerazione, lo centra. Ad alta velocità entrambi finiscono contro le barriere, senza conseguenze.

Ad Aragón, nel 2014, la M1 di Rossi scivola sull'erba sintetica: l'impatto con l'asfalto è fortissimo e il pilota resta a terra. La caduta, però, gli provoca solamente un trauma cranico.

 

Danni agli sponsor (e al motocircus)

Il 9 volte campione del mondo è la superstar del Motomondiale: a 38 anni, guadagna 7 milioni e mezzo di euro e vanta ancora sponsor prestigiosi come Movistar, principale finanziatore del team ufficiale Yamaha, di cui Rossi è il rider di punta, e JX Nippon Oil & Energy Corporation. Nel paddock Valentino ha tutti gli occhi puntati addosso: se non corre, la visibilità dei marchi che lo supportano diminuisce drasticamente.

Non solo: l'asso delle Marche vale il 30 per cento degli incassi della Dorna, società organizzatrice del Motomondiale. In soldoni, 90 milioni di euro. Basti pensare che, da quando lotta per vincere il Mondiale (secondo nelle ultime tre stagioni), gli sponsor sono aumentati del 15 per cento e la sua assenza alle gare comporta il crollo delle vendite dei biglietti e degli ascolti tv.

Rischi da fuoristrada

Oltre a Valentino ci sono tanti piloti, da Marc Márquez a Jonathan Rea, rispettivamente campione del mondo in carica di MotoGP e WorldSBK, che si allenano con le moto da cross ed enduro e spesso incappano in infortuni anche gravi. Perché si prendono rischi che possono compromettere la stagione? Il motivo è semplice e sostanziale: i regolamenti limitano i test in circuito e le moto fuoristrada sono l'unica alternativa valida alle due ruote da pista per fare pratica e progressi. 

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