MotoGP

MotoGP: Rossi vs i “giochi” Preziosi

Il campione in guerra con l'ingegnere che l'ha portato in Ducati?

Valentino Rossi perplesso ai box (Credits: REUTERS/Max Rossi)

A nove gare dall'inizio – e dalla fine – del Motomondiale, il mercato piloti prende forma e i posti liberi, soprattutto quelli in prima fila, sono quasi ormai occupati.

Ieri mattina è stata ufficializzata la firma sui contratti dei piloti di punta del team Honda Repsol, con un rinnovo di Dani Pedrosa per altri due anni (ad un ingaggio ipotizzato di 4 + 4 milioni di euro) e del giovane esordiente spagnolo Marc Marquez, che prenderà il posto del dimissionario Stoner con un accordo economico – si dice - più o meno alla pari di quello del connazionale compagno di squadra.

Entrambi pupilli dello sponsor Repsol, i due costituiscono il dream Team dalle moto più performanti del lotto e rappresentano il presente e il futuro del motociclismo; per costituirlo è stata perfino abolita dal CEO di Dorna Carmelo Ezpeleta, la scomoda regola che vietava ad un esordiente di accedere direttamente alla classe regina in un team ufficiale. Nel nuovo team, Marquez porterà con sé sicuramente il suo attuale capotecnico ma verosimilmente erediterà tutto lo staff del campione del mondo in carica Casey Stoner. Mica poco!

Se Jorge Lorenzo ha già rinnovato il suo contratto con Yamaha per due anni grazie ad un contratto che si aggira sugli otto milioni di euro a stagione, la seconda moto è un sellino ambito e ancora vacante che avrà una definizione in occasione del GP di Laguna Seca. Ben Spies, autore di una prima metà di stagione non particolarmente brillante, è pronto a rinnovare, ma Andrea Dovizioso (attualmente in forze presso il team Yamaha satellite Tech3) potrebbe salire di grado e soffiargli il posto.

Per ciò che riguarda il team Yamaha Tech3, c'è prima di tutto da risolvere un “problemino”: la giovane promessa britannica Bradley Smith è già stata contrattualizzata per salire in classe regina ma Yamaha ci ha ripensato, visti i risultati deludenti dell'inglesino: sulle due Yamaha satellite potrebbe quindi restare (nell'eventualità che non passi al team ufficiale) Andrea Dovizioso e al suo fianco il “povero” Nicky Hayden. Il pilota americano infatti, che ad oggi ha svolto un lavoro eccellente e soprattutto costante all'interno del team Ducati, pare sia destinato a non ricevere un rinnovo, cosa che lascia perplessi un po' tutti gli addetti ai lavori, ma, bando ai piagnistei, la storia insegna che alla dura legge del mercato non si comanda e che business is business.

Il Team Honda Repsol Gresini potrebbe confermare Bautista ma anche prendere un pilota italiano, come Dovizioso o Iannone.

In casa Honda LCR, Stefan Bradl è pronto a scontare il secondo anno di contratto con il team di Cecchinello.

A questo punto, la questione Ducati è quella al momento più difficile da interpretare. Il team Pramac dovrebbe saltare (il periodo è grigio, per non dire nero) ma pare che Ducati farà un secondo team, oltre a quello ufficiale, controllato da Ducati stessa. E con diversi candidati: Danilo Petrucci, Cal Crutchlow, Nicky Hayden, Andrea Iannone o anche Davide Giugliano (SBK) sono i nomi più probabili.

Sempre parlando di Ducati, Karel Abraham pare lasci per passare ad una CRT (Suter BMW).

Non  resta che parlare del team ufficiale di Borgo Panigale. Se Nicky Hayden non verrà rinnovato come pare (ma non è ancora detto), sarà Cal Crutchlow il pilota che prenderà il suo posto: il talentuoso britannico sogna infatti di assicurarsi una sella in un team ufficiale... E che colpaccio sarebbe finire al fianco di Valentino Rossi!

Il lupus in fabula Valentino viene dato per prima guida Ducati ancora per un paio d'anni. L'aria che tira nei paddock e in sala stampa infatti, veicola voci di “unica moto rimasta”, come dire che tutti i piatti più appetibili sono già stati serviti, e che Valentino, rimasto col classico cerino in mano, non abbia avuto troppa scelta (si parla pur sempre di un cerino da 15 milioni di euro: un lato della medaglia a cui, sinceramente, chi rinuncerebbe?).

Ma i piloti, si sa, non corrono per i soldi ma per passione e sono davvero in tanti nell'ambiente a scommettere che Valentino Rossi abbia già un progetto per ritornare competitivo. Si narra di un piano quasi diabolico, che non riguarderebbe direttamente le modifiche alla Desmosedici (le cui modalità, a dire e ribadire del nove volte blasonato, sono indicate da mesi) ma colui il quale, ad oggi, queste tanto richieste e segnalate modifiche le avrebbe impedite. Insomma, si parla di una strategia per togliere la potestà genitoriale al papà della Desmosedici e correggere il tiro sull'aspetto tecnico. Con il podio nel mirino.

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