MotoGP

MotoGP. Al Cavatappi Rossi cade, Stoner vince

Negli Usa dominio Honda, male il Dottore che a giorni deciderà il suo futuro

Valentino Rossi ed Hayden sul circuito statunitense (Credits: LaPresse)

Il leader del mondiale Jorge Lorenzo aveva così profetizzato “A Laguna Seca vincerà chi è più in forma” e, nella teoria, la sua previsione non faceva una grinza, trattandosi di uno fra i circuiti più corti nel calendario della MotoGP, con un rettilineo-non-rettilineo che costringe a stare “sdraiati” per un lunghissimo non-curvone, con salite, discese e soprattutto con quella gran trappola del “Cavatappi”, che se lo sbagli sono guai.

Invece la profezia dello spagnolo non ci ha azzeccato perché, ancora una volta, ha vinto chi ha scelto le gomme più adatte, ovvero Casey Stoner.

L'australiano, che non vinceva dal GP di Assen, cioè da tre gare, per una volta ha lasciato nel cassetto istinto ed elettronica e ha estratto tattica e strategia: ha scelto la gomma posteriore morbida, quella che nelle prove scivolava di più
ma aveva anche più grip ed è partito dalla seconda casella in griglia mettendosi subito dietro a Lorenzo e a Dani Pedrosa, concentrandosi su una guida meno aggressiva che lo avrebbe portato dritto dritto sul podio.

“E' stato un week end duro – ha detto l'australiano  -  nelle prove ho dovuto lottare per trovare il grip ma eravamo certi di potercela fare. Poi, durante la corsa, ho deciso di puntare su una strategia diversa con la gomma morbida. All'inizio slittavo un po' troppo, allora ho rallentato per raffreddare la gomma; a quel punto è venuta fuori una gara davvero fantastica. Dopo gli errori che ho fatto nel GP di Germania e anche al Mugello è chiaro che sono rimasto indietro rispetto agli altri e ho perso diversi punti in classifica. Il mio obiettivo quindi era di vincere, gli altri sembravano essere più a loro agio con la gomma dura, io ho scelto quindi di sfruttare la morbida cercando di avere una guida più morbida anch'io. Ma è chiaro che non possiamo fare una gara come questa ogni domenica. Anche se non sarà facile, per la seconda parte della stagione punteremo a migliorare. Ho provato il nuovo telaio al Mugello ma non mi è piaciuto, quindi direi che ad oggi non abbiamo delle componenti nuove e in effetti ci servirebbe qualcosa in più, specialmente per risolvere il problema delle curve a destra”.

Con questa vittoria, Stoner (Honda HRC) è terzo nella classifica del mondo con 173 punti.

Il GP di Laguna Seca (decima prova della stagione) cela però un vincitore occulto: Jorge Lorenzo. Partito dalla terza pole position stagionale e viste le reazioni della sua M1 in prova, lo spagnolo può far altro che montare una gomma posteriore dura e al 20° giro (su 32) mentre è in testa, rallenta in rettilineo e guarda Stoner cedendogli il passo come dire: “Visto che mi stai incollato dall'inizio della gara, passa tu che mi riposo”.

Invece da quel momento i poi  Stoner è imprendibile e va a  vincere distaccandolo di 382 millesimi; ma Lorenzo (Yamaha Team) vince in strategia, poiché con questi 20 punti allunga nel mondiale raggiungendo quota 205 e ampliando ulteriormente il distacco con Dani Pedrosa, ora secondo con 182 punti.

“Ci ho provato ad andare via – ha detto “Porfuera” - il problema è che ho fatto un errore e lì Casey si è motivato e mi ha preso. Secondo me è stata questa la chiave della gara. La gomma dura non è stata la scelta giusta, lui aveva la morbida e ha finito meglio la gara. La gomma posteriore dura dall'inizio mi avvisava che non teneva il grip e ho pensato che rischiare di cadere non aveva senso, per il mondiale. La verità comunque è che Casey è stato impeccabile”.

Ancora un terzo posto per Dani Pedrosa (Honda HRC), scattato benissimo dalla terza casella in griglia dalla quale si è messo subito all'inseguimento di Lorenzo, in seconda posizione. ma poi Stoner...

“E' la prima volta che uso questa moto nuova – ha detto il pilota Honda - Penso che quando Stoner ha scelto la gomma morbida si sia preso dei rischi, perché in prova scivolava molto. Ma poco dopo ho rischiato io di scivolare e ho perso tanto terreno, così ho spinto tantissimo perché non volevo arrivare terzo, ma oggi Casey è andato fortissimo, non ho ancora capito come abbia fatto, con una morbida. Essere sul podio è sempre una cosa buona, però bisogna vincere. Oggi sono andato al limite troppe volte, ma ho dato tutto, non ne avevo di più”.

Podio sfiorato da Andrea Dovizioso, quarto. Il pilota di Forlimpopoli innesca un bel duello col suo compagno di squadra Crutchlow chiudendogli saldamente l'accesso al quarto posto in gara. Ora lì, quarto anche nel mondiale (con 121 punti): ancora una volta migliore pilota italiano.
“Oggi il massimo era arrivare quarti – ha detto Andrea - il distacco era troppo. Non è stata una gara facile e la caduta di Ellison ha sporcato un po' la pista. Non capisco perché non riusciamo a girare all'inizio, quando abbiamo le gomme nuove, è una cosa che va capita. Noi dobbiamo guidare diversamente dalla Honda: loro riescono e devono guidare con una moto un po' dritta quindi la gomma morbida per loro va bene, noi abbiamo scelto la dura, anche se il concetto di dura e mrbida in Bridgestone è un po' strano...”.

Rossi, invece, scivola proprio al “Cavatappi”, a due giri dalla fine.
“Alla frenata del Cavatappi – ha detto - appena ho toccato i freni, la moto mi si è chiusa davanti. Non stavo spingendo, stavo solo andando per arrivare alla fine; abbiamo guardato i dati che dicono che avevo fatto esattamente quello che avevo fatto nel giro prima. Fortunatamente non mi sono fatto male, perché ero veloce! Credo che la gomma davanti avesse dei problemi a entrare in temperatura".

Rossi è stato poi riportato ai box dalla seconda guida Nicky Hayden sul “sellino del passeggero”.

LE PAGELLE
Stoner. Un tempo fu solo istinto puro, oggi è perfino stratega. Vedergli fare per l'ultima volta in carriera il Cavatappi è una coltellata a chi ama profondamente questo sport. Ci mancherai, australiano! Voto 10 e lode

Lorenzo. Una mano sul gas e una sulla calcolatrice: i mondiali si vincono sempre e comunque per somma di punti. E avanti così! Voto 10

Pedrosa. Dani è come la Luisa, la signora della pubblicità di un detersivo per sanitari che tempo fa arrivava presto, finiva presto ma che non puliva mai il water. Lui arriva presto, finisce presto ma non va sul primo gradino del podio. Quella di Honda nei suoi confronti più che fiducia assomiglia ora a una fissazione: Dani è un pilota fortissimo, ma dopo sette anni in MotoGP con Honda evidentemente i suoi limiti sono già scritti, no? Voto 7

Dovizioso. Bravo Dovi, continua così. Con una Yamaha Clienti e con quei tre lì davanti, un podio è possibile solo con un gran colpo di fortuna. Un quarto posto con una moto Clienti vale come un primo su una moto ufficiale. Tieni duro e continua a dimostrare quello che sai. Voto 8

Crutchlow. Dopo un week end “scivoloso”, un quinto posto dietro al compagno di squadra non è niente male. Voto 7

Hayden. E' stato per anni il “mostro della Laguna”, quello che in quel tracciato non ce n'era per nessuno. Fresco di rinnovo contrattuale, onora la sua squadra chiudendo la gara da migliore pilota pilota Ducati. E come se non bastasse,   passa perfino a raccattare il compagno di squadra Valentino, caduto poco prima della fine, per riportarlo ai box. Voto: 7

Rossi. A due giri dalla fine, mentre Stoner è in testa, cade rovinosamente proprio in quel Cavatappi che nel famoso sorpasso su Stoner nel 2008 produsse la massima “là, dove la terra ha un buon grip”. Ma da ieri sera c'è un nuovo detto che circola nel web : “Chi di cavatappi ferisce, di cavatappi perisce...” . Voto: 4

Ben Spies. Salito in sella con una contusione al tallone e alla spalla a causa di una brutta caduta nelle qualifiche di sabato, scivola sul circuito di casa al Cavatappi “a causa di un guasto tecnico al forcellone”. Stagione da dimenticare. Ma chi ha saputo conoscerlo non sta (affatto) dimenticando il calibro del suo grandissimo talento. Speriamo che presto dia un annuncio confortante sul suo futuro professionale. Voto: /

Bridgestone. Tutti con la morbida al posteriore tranne Lorenzo, Spies, Pedrosa, Dovizioso, Crutchlow e Edwards. Un tempo, quando non c'era il monomarca, si parlava solo di gomme, che erano la prima e più importante discriminante in gara. Oggi, che c'è il monomarca, si parla comunque solo gomme. Con la differenza che lo sviluppo tecnico è rallentato dalla mancanza di contraddittorio. Forse si stava meglio quando si stava peggio... Voto 5/6

Spettacolo. Partono in 22, arrivano in 14, con un punto non assegnato che rimane a galleggiare vacante nella nebbia di Laguna Seca. Fra caduti e ritirati, tutti a punti, per una gara che non ha fatto strappare i capelli dall'emozione. Voto 6

Giulio Rangheri. Il cronista di Mediaset azzecca in diretta (non è una novità per chi lo segue da anni) il guasto tecnico di Spies. Un fotogramma a tutta velocità che sfreccia sfuocato sui monitor. Ma lui lo stana al volo e lo riporta ai microfoni. Di questo passo arriverà a prevedere guasti prima che avvengano. Altro che i Maya! Voto 8

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