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MotoGP: Pedrosa ritorna. Yamaha, giorno di paga

Rossi: “Audi fa le auto non le moto” - Le nostre pagelle

AP Photo/Jens Meyer

Il Gran Premio di Germania al Sachsenring (ottava prova della stagione) è stata una gara dallo spettacolo mediocre, che però verrà ricordata per gli ultimi due giri, nei quali incredibili emozioni e colpi al cuore si sono concentrati nell'entusiastico finale.

Ha finalmente vinto Dani Pedrosa (Repsol Honda Team), che non vinceva dal GP del Giappone dello scorso anno, davanti a Jorge Lorenzo (Yamaha Factory Racing) e dal bravissimo Andrea Dovizioso (Yamaha Monster Tech3).
 

La gara.

Dopo le qualifiche sul bagnato, i 30 giri del GP di Germania si sono corsi sull'asciutto, fino a quando...

Allo spegnersi del semaforo scatta benissimo Pedrosa dalla terza casella in griglia e si porta al comando fino alla metà del secondo giro, quando viene passato da Stoner. Segue Ben Spies (Yamaha Factory Racing, partito 2°), tallonato da Jorge Lorenzo. Alvaro Bautista, partito 21° a causa della penalty inflitta domenica scorsa (per aver abbattuto Jorge Lorenzo nel GP di Olanda), è già 13°.

Al 3° giro Michele Pirro (Honda Gresini) si ritira perché - dice -  gli salta la catena, inconveniente già successo alla prima gara, in Qatar.
Al 4° giro Lorenzo passa Spies e si porta al terzo posto, ma anche Dovizioso comincia a farsi sotto con il texano; nello stesso giro Mattia Pasini (ART Speed Master) viene messo ko da Yonny Hernandez (BQR Avintia Blusens).

All'8° giro, Dovizioso passa Spies conquistando la 4a posizione: conduce Stoner seguito da Pedrosa e Lorenzo. Dietro il 4° posto di Dovizioso se la giocano Spies, Crutchlow, Bradl, Hayden, Barberà, Rossi e Bautista (già 12°).

All'11° giro, Héctor Barberà (Ducati Pranac) passa anche la Ducati di Nicky Hayden e raggiunge l'ottava posizione, nel frattempo anche Crutchlow ha passato Spies ed è 5°.

L'attacco di Pedrosa su Stoner inizia a 12 giri dal termine, quando lo spagnolo scavalca il compagno di squadra australiano; contemporaneamente Hayden passa Barberà, guadagnando l'ottava posizione (per poi retrocedere in nona nel giro successivo).

A 5 giri dalla fine, c'è un dritto di Cal Crutchlow mentre è 5° e in bagarre con Dovizioso e Spies; nello stesso giro iniziano i doppiaggi delle CRT: è la volta di Danilo Petrucci (Ioda).

A 2 giri dalla fine, Stoner mette nel mirino Pedrosa: le due Honda non sono mai salite sopra l'1'23 e hanno quasi 15 secondi di distacco dalla terza moto, la Yamaha di Jorge Lorenzo. Mentre viene doppiato anche il bresciano Franco Battaini (sulla Ducati AB Cardion dell'assente Karel Abraham), lì davanti  succede di tutto: Valentino Rossi (Ducati Team) che era 8°, scavalca la Ducati di Barberà mentre quella di Hayden scivola in 11a posizione.
Pedrosa sente la pressione dell'australiano e ferma il cronometro in quello che è il giro più veloce assoluto della gara: 1'22”304!

Contemporaneamente, inizia a scendere qualche goccia di pioggia e Casey Stoner scivola clamorosamente nell'intento di acciuffare il compagno di squadra: per l'australiano la gara termina nella ghiaia.
 

Sotto la bandiera a scacchi passa l'imprendibile Pedrosa, seguito da Lorenzo e Dovizioso, che si ritroveranno insieme sul podio.
“Alla fine la vittoria è arrivata, mi mancava – ha detto Dani Pedrosa - E' stata una gara difficile, Stoner era veramente forte. Quando sono riuscito a passarlo, ho visto che lui stava tranquillamente nella mia scia e ho capito subito che avrei dovuto lottare con lui per la vittoria. Alla fine io ho spinto al massimo, ce l'ho messa tutta e lui ha commesso un errore”.  

Lo spagnolo è il vero e proprio re del tracciato del Sachsenring nel quale ha già riportato ben 6 vittorie in carriera. Con questi 25 punti, Dani  scala la classifica del mondiale salendo in 2a posizione con 146 punti.

”Al penultimo giro - ha detto Lorenzo, che è arrivato secondo a 15 secondi da Pedrosa - ho visto che una moto Repsol e un pilota con la tuta arancione era caduta e non sapevo se fosse Stoner o Pedrosa. Essendo caduto Stoner, è ovvio che in ottica di campionato abbiamo avuto fortuna, anche perché senza la scivolata di Stoner oggi non ce l'avremmo mai fatta. Questo fa il pari con la sfortuna di domenica scorsa ad Assen, ma ovviamente avrei preferito non essere abbattuto domenica scorsa in gara e che Casey non fosse scivolato in gara oggi”.

Con i 20 punti di oggi, Lorenzo (che era a parimerito di punti con Stoner) conduce il mondiale con 160 punti, mentre Stoner resta terzo dietro a Pedrosa con 140 punti.

Andrea Dovizioso, al suo 4° terzo posto quest'anno, è entusiasta:
“Fare il podio in questo momento è molto importante e lo studio dei tempi in gara fa capire molte cose; qui al Sachsenring non ho mai concluso molto e ne ho buttate via tante, di gare, ma questa volta sono stato calmo e ho cercato solo di girare in maniera costante; questo ha pagato: non so nemmeno dove sia il podio, qui! Ho fatto una gara intelligente!”.
Dovizioso è quarto nel mondiale con 92 punti.

Ottima la prova di Stefan Bradl (LCR Honda), il suo è il secondo 5° posto della stagione: niente male per un rookie!
“Non è semplice avere Valentino Rossi dietro negli ultimi giri. E' stata una gara lunga qui sul circuito di casa, ma è stato bellissimo!”.
Niente male, a conti fatti, la prova di Valentino Rossi, 6°:

“Questa volta abbiamo usato un setting diverso, verso la fine c'è stata un po' di confusione, soprattutto Barberà ha fatto un po' di casino, ma sapevo che comunque non avrei potuto fare molto. Ho attaccato Bradl, ma all'ultimo giro ho visto le bandiere gialle per la caduta di Stoner e ho evitato di passarlo, sennò avrei dovuto comunque lasciargli il posto. Qui non siamo riusciti a fare il famoso step e ad andare più forte.

Adesso andiamo al Mugello dove spero di fare qualcosa di più perché è il GP di casa; poi lunedì ci sono i test e lì speriamo di migliorare un po'. Speriamo di fare un passo in avanti: bisogna essere ottimisti, ma a dire il vero non siamo migliorati. Qui al Sachsenring c'era l'Amministratore delegato di Audi, ci ho parlato: quelli dell'Audi sono interessati a continuare e a tornare competitivi con Ducati e con me, è un progetto ambizioso.

A occhio secondo me è più intelligente cercare di migliorare la moto che abbiamo, invece di crearne una partendo da zero perché a ricominciare daccapo ci si mette più tempo; dobbiamo risolvere le cose nelle quali perdiamo tempo, io e il mio team abbiamo dato le indicazioni molto chiare già da qualche mese e bisogna fare quello. Purtroppo l'Audi fa le auto e non le moto e nemmeno loro hanno la bacchetta magica”.

LE PAGELLE

Dani Pedrosa: fa il tempo record mentre inizia a piovere. L'aspersorio con l'acqua (benedetta) non inficia la 6a vittoria al Sachsenring. Bravo! Voto 10 e lode

Casey Stoner: scivola clamorosamente all'ultimo giro nell'inseguire il compagno di squadra. Dalla gara alla ghiaia, forse lo citerà per Dani... Voto: 10 la gara, 2 la ghiaia

Jorge Lorenzo: con la caviglia stropicciata da Bautista e una Yamaha inferiore alla Honda, aspetta guardingo il colpo di fortuna e lo trova nella debacle di Stoner. Torna in testa al mondiale. Voto 8

Andrea Dovizioso: partito dall'ottava casella, ha guidato con... dovizia di intelligenza! Voto: 9

Ben Spies: dopo l'ottimo turno di qualifiche in 2a posizione, chiude la gara al 4° posto. Rispetto all'esordio di stagione il texano si sta riscattando, ma l'impressione che si ha è che questo non sia il suo anno fortunato. Voto 7

Valentino Rossi: deludente nelle qualifiche bagnate, si riscatta in gara con un 6° posto, che gli conferisce il titolo di migliore delle Ducati davanti alla dirigenza Audi. La “Ducrauti” non ha sfigurato nel GP di casa. Voto: 6 e mezzo

Alvaro Bautista: partito in castigo dall'angolino della griglia, guadagna la settima posizione! La scuola Gresini fa la differenza e prepara gli allievi agli esami più tosti. Voto 7

Franco Battaini: l'importante è partecipare. Voto: 40 (anni: buon compleanno Franco!)

CRT: doppiate a 5 giri dalla fine. Ok, è un tracciato particolarmente corto. Però... Voto: nc

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