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MotoGP

La Ducati torna alla vittoria dopo 6 anni con Iannone, 2° Dovizioso

In Austria il pilota abruzzese vince la prima gara in carriera nella MotoGp e riporta la casa di Borgo Panigale sul gradino più alto del podio

L'Austria si fa rossa per rendere omaggio alla doppietta da capogiro della Ducati nella MotoGp. Sulla pista di Spielberg -  come il regista di "Incontri ravvicinati del terzo tipo" e il riferimento va tenuto da conto perché la fantascienza in un'impresa come questa c'entra eccome - i due Andrea Desmosedici tagliano il traguardo davanti a tutti. Risaliva al 2007 l'ultimo valzer Ducati: allora la gloria venne presa a braccetto dalla coppia Capirossi-Stoner. In Austria, la storia si ripete. Primo Iannone, secondo Dovizioso. Poi, le due Yamaha, con un Jorge Lorenzo rigenerato nell'approccio e nella convinzione che precede il compagno di squadra Valentino Rossi, giù dal podio per uno sbuffo. La Ducati torna a dettare legge nella MotoGp, non succedeva dal 17 ottobre 2010, quando Casey Stoner (oggi collaudatore della casa di Borgo Panigale) volò sul circuito australiano di Phillip Island per consegnare alla Rossa d'Italia l'ultimo trionfo prima di passare alla Honda. Una vittoria, quella di Iannone, che mette il cappello a un weekend straordinario per il pilota di Vasto. Pole-position, giro veloce e la cavalcata meravigliosa di Spielberg, costruita giro dopo giro con l'infinito testa a testa con il compagno di squadra. Fa festa anche Belen Rodriguez, l' "amica speciale" di Andrea il "Maniaco", che ha tifato per lui dal paddock. 

 

"E' una sensazione incredibile - ha detto Iannone a fine gara - e difficile da spiegare. Ho cominciato la mia carriera nella MotoGp con questa moto, ho lavorato con un gruppo incredibile che mi ha sostenuto al 100% per quattro anni. A fine stagione, chiuderò la mia esperienza con la Ducati, ma abbiamo un ottimo presente e possiamo ancora fare bene". Il miglior regalo di Iannone alle persone che hanno creduto in lui contro tutto e tutti. Nel 2017 correrà sotto le insegne della Suzuki, per via della scelta di Borgo Panigale di consegnare a Dovizioso il compito di agevolare il lavoro del campione del mondo in carica, quel Jorge Lorenzo che ha detto sì alla proposta del team manager Gigi Dall'Igna e che oggi incassa un sorriso grande così per il pensiero stupendo del domani che verrà. In casa Ducati, tutti felici tranne Dovizioso, convinto di aver gettato alle ortiche una vittoria che era nelle sue ruote. In Austria, Iannone ha avuto il guizzo che fa la differenza. Un guizzo improvviso, crudo e netto. Da pilota vero, come il sorpasso che nei giri finali ha deciso la corsa. 

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