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Ducati: Iannone e Dovizioso suonano la carica

La GP15 di Borgo Panigale ha confermato negli ultimi test invernali in Qatar di avere i numeri per giocarsela con Yamaha e Honda. Ci crede anche Marquez

A Borgo Panigale, quartier generale della Ducati, si respira un'aria nuova. Decisamente migliore rispetto a quella degli ultimi anni, per intenzioni e possibilità. A meno di due settimane dal via ufficiale della stagione della MotoGp, poteva infatti prendere forma il solito rendez-vous di chiacchiere e di promesse tutte da mantenere, del vorrei ma non posso che ha caratterizzato gli ultimi 4 campionati, quelli del doloroso addio di Casey Stoner e del rilancio mai completato sotto l'impero di Valentino Rossi. Sono invece arrivati i numeri che definiscono un percorso ricco di spunti interessanti e di desideri più che mai raggiungibili. "The time is now", cantavano i Moloko. Il tempo è ora. Basta dare un'occhiata ai dati delle due Ducati ufficiali negli ultimi test di Losail (Qatar), sede fra due settimane (29 marzo) della prima gara dell'anno, per capire che qualcosa è davvero cambiato. I due Andrea, Dovizioso e Iannone, hanno marcato stretto le Honda e le Yamaha come non accadeva da quasi un lustro. Tanto che sua maestà Marc Marquez ha già alzato gli scudi per prepararsi alla battaglia: "Se si corresse domani, la Ducati potrebbe vincere", ha detto il campione del mondo in carica. L'ammissione, evidentemente sincera, che riempie d'orgoglio e di fiducia un ambiente finalmente pronto a lottare con i primi della classe.

E' cambiato il pilota, via il britannico Cal Crutchlow, bravo e pure di più eppure pasticcione oltre il sostenibile, dentro l'italianissimo Andrea Iannone, che tanto bene aveva fatto con la Pramac. Iannone è veloce e ha fame di cose belle. Se impara a moderare il suo impeto in gara, farà i fuochi d'artificio. E' cambiato il timone della squadra, che dall'inverno 2013 è passato nelle mani di Gigi Dall'Igna, artefice dei grandi trionfi dell'Aprilia nella Superbike, uomo saggio e capace, virtuoso nei modi e nei tempi dell'azione. In quattordici mesi o giù di lì ha riveduto e corretto i vizi e i limiti della Ducati del dopo Stoner. E oggi chiede già fortemente ai suoi piloti di portarlo sul gradino più alto del podio. E' cambiata la moto. La GP14 è stata sostituita dalla ben più prestazionale GP15 (clicca qui per guardare le foto), migliore in tutto e pure di più. Più compatta, più docile in frenata e nell'ingresso in curva, e soprattutto più veloce. La GP15 vista durante le ultime due sessioni di test ha convinto dal primo istante. Rispetto alla GP14 è un salto in avanti che garantisce gare da vivere fino in fondo. A braccetto con i quattro soliti noti. A confermarsi e ad affermarsi. Per il bene delle due ruote made in Italy. Per il piacere degli appassionati della MotoGp, stanchi di assistere al valzer del moscerino tra Honda e Yamaha. The time is now.

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