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MotoGP

Chiara Fontanesi: "Il mio sogno? Lorenzo"

La bella e brava regina del Motocross lancia una sfida al campione spagnolo

Chiara Fontanesi con la sua moto

Fino a pochi giorni fa era una biondina platinata, oggi invece è una morettina tutto pepe; gli inconfondibili occhi scuri sbirciano furbi sotto la visiera del berretto dello sponsor... Scrutano. E ridono!

Ha da poco vinto il titolo di campionessa del Mondo di motocross femminile, ma il cambio di look, assicura, non è figlio di una scommessa.

“E' stata una necessità – ha detto Chiara Fontanesi - tra le decolorazioni e il casco, i miei capelli si stavano distruggendo, per cui ho deciso di tagliarli e di farli di un colore deciso, per dare loro un senso”.

Nata a Parma 18 anni fa, Chiara (oppure Kiara, Kiki o Fonta) subito dopo essersi messa in tasca il titolo, è volata in America dove ha esportato il suo talento 100% Made in Italy sul fango di Lake Elsinore. E nell'ultima prova del Campionato Americano Motocross, ancora una volta ha sbaragliato tutte le avversarie, facendo vedere anche laggiù di che pasta è fatta.

Chi la conosce (uno fra tutti papà Massimo, che la segue sempre) non può stupirsi di questi risultati, considerando che lo scorso anno la diciottenne di Parma si era classificata al primo posto nel Campionato Italiano Femminile Motocross (vincendo tutte le gare) e al secondo posto in quello del Mondo.

E adesso?

Sono molto contenta, perché mi rende felice vedere che i sacrifici che ho fatto per ottenere questo risultato, mi hanno portato ad avere tante emozioni, sia positive che negative. Essere campioni del mondo non è da tutti e quest'anno io lo sono! E' una cosa che mi sta cambiando la vita e che da un lato faccio fatica ad accettare...

Che cosa è difficile da accettare?

E' faticoso stare dietro a tutte le interviste, tra Roma, Milano e girare a destra e a sinistra. La vita dopo il mondiale è cambiata, ma solo sotto questo punto di vista; non è cambiata dal punto di vista personale perché io mi sento assolutamente come prima, sono solo più contenta.

La tua autostima quindi è uguale a prima?

No, penso di essere forse più convinta mentalmente. Mi è servito vincere il mondiale per andare in trasferta in America, perché se prima non ero nessuno, lì mi sono detta: 'se sono arrivata fin qui e ho vinto un mondiale, vuol dire che proprio piano non vado”

...E le hai suonate tutte, le americane!

Sì, ed è stata la conferma; la cosa che mi è piaciuta molto è aver vinto in America dopo aver vinto il mondiale, perché se non avessi vinto entrambi, gli americani avrebbero potuto dire che io avevo vinto il mondiale ma che erano più forti loro e viceversa: nel mondiale avrebbero potuto pensare che io avevo vinto in America ma qui non ero nessuno.

Generalmente le bambine sognano di indossare un giorno l'abito bianco. Tu da piccola sognavi l'abito bianco o di vincere il mondiale motocross?

Non sognavo nessuno dei due. La moto è cresciuta con me come un bambino che nasce, poi inizia a gattonare, poi cammina e poi corre. Io e la moto siamo cresciute così, insieme, come quando impari ad allacciarti le scarpe da sola. Non l'ho mai considerata uno sport, un lavoro o un obiettivo. Era un gioco ed è questo che mi ha portato fin qua, perché mio papà in primis non mi ha mai imposto di arrivare.

Quali sono stati gli svantaggi di essere una donna in uno sport da sempre così maschile? Oppure i vantaggi: magari gli sponsor sono arrivati principalmente per quello...

Gli sponsor guardano molto alla persona che sei; devi farti piacere perché se non piaci è difficile fare strada; devi essere un po' personaggio altrimenti non hai nemmeno le basi per diventarlo sempre di più. L'avere ottenuto quello che sto ottenendo adesso non fa che confermarmi che sono considerata una bella persona e questo mi fa ancora più piacere dell'aver vinto un mondiale.

Usando un aggettivo o un sostantivo, come ti definiresti?

Una testa di ca...! Chi mi conosce, a sentirmi descrivere non ci crede, però io so come sono e sono timida al primo approccio e per questo motivo spesso rischio di passare per una che ti guarda dall'alto, ma non è così. Se mi entri in simpatia io do l'anima. Però in ogni cosa, indipendentemente dalla moto, devo arrivare fino in fondo e se si tratta di una gara devo vincere. Sono testona, perché devo sbattere la testa contro il muro mille volte per iniziare a capire  cose che magari qualcuno mi ha già spiegato. E poi sono egoista perché c'è un posto solo per essere campioni del mondo e io corro per me stessa, infatti non farei mai uno sport di squadra: se vinco o se perdo deve dipendere da me e dai miei errori, non da quelli di altri.

Quindi mi sembra di capire che il mondiale lo vedi più come un punto di partenza che un punto di arrivo.

A dire il vero nessuno dei due, perché nella vita non ci sono punti di arrivo e nemmeno punti di partenza. Il mio punto di partenza è stato il 10 marzo 1994, quando sono nata. Da lì posso solo crescere e migliorare.

Cosa fai nel tempo libero?

In generale mi piace molto ascoltare la musica. Non quella classica ma quella commerciale. La musica mi accompagna sempre. Mi piace un sacco anche lo snow board: lo adoro davvero!

...Ma so che adori anche qualcuno, nel settore delle moto...

(arrossisce e sorride) Diciamo di sì, dai! Jorge Lorenzo! Ormai te lo dico, anche se lo sapevi già! A parte tutto, penso che lui sia davvero un gran campione perché ha dimostrato e sta dimostrando di avere una gran testa... E soprattutto un gran polso!

Però non è l'unico che ha dimostrato di avere testa e polso. Lui che che cos'ha di speciale?

Ha la faccia da testa di cazzo un po' come la mia! L'ho conosciuto al Mugello; la cosa è nata per il fatto che siamo entrambi piloti Yamaha e quindi non è stato difficile. Però mi è piaciuto da subito, perché a differenza di tanti altri che magari non si fanno vedere nei paddock, lui c'era sempre e quando gli hanno chiesto di fare una foto con me pensavo se ne andasse, invece è rimasto lì a parlare e a scambiarci un po' di pareri sulle moto. Ho capito che oltre ad essere un grande campione è anche una bella persona.

Però al GP del Mugello tu non avevi ancora vinto il titolo di campionessa del mondo

No. Infatti, parlando, lui mi ha chiesto 'hai vinto due gare?' e io gli ho risposto 'no, me ne mancano due per vincere il campionato' e la sua risposta è stata 'ostia!'. Da quella volta 'ostia' è entrato per scherzo nel lessico di tutti i giorni, perché non mi sarei mai aspettata da uno spagnolo che dicesse 'ostia'... Invece poi ho scoperto che gli spagnoli lo dicono sempre!

Quindi cosa proponi a Jorge Lorenzo?

Penso che potremmo iniziare a conoscerci andando a fare un giro in moto, io con quella da strada, che non ho mai provato e mi piacerebbe un sacco, e lui potrebbe provare la mia moto da cross.

Una gara? Tu con la moto da strada e lui con quella da cross.

Non una gara: una giornata! Una giornata di festa. Sono convinta che quest'anno il mondiale MotoGP lo vincerà lui!

Come funziona: quando si vince un mondiale, aumentano i corteggiatori?

Secondo me no, finora non me ne sono accorta. Certo, c'è sempre chi fa il furbo provandoci spudoratamente su facebook, ma questo succedeva anche prima.

Hai mai provato ad immaginare Chiara Fontanesi quando avrà 40 anni?

Sì. Sarò su una spiaggia di Ocean Drive con un chioschetto, a fare surf e magari avrò due bambini, un maschio e una femmina, due gemelli con nomi americani.

E i tuoi bambini andranno in moto?

Non lo so, perché il mio sogno un domani è quello essere dall'altra parte del cancelletto come fa mio papà oggi; però dipende se avranno la moto nel sangue, come me. Se avranno il mio carattere, un obiettivo da portare avanti nella vita ce l'avranno sicuramente, ma farò quello che a loro piacerà di più.

Si guadagna bene ad essere campionessa del mondo di motocross?

Io posso tranquillamente vivere con quello che faccio. Naturalmente non è uno sport considerato come il calcio in Italia, ma non mi posso lamentare.

Esiste qualcosa che ti fa veramente paura?

Due cose: i serpenti e la morte. I serpenti mi fanno senso, la morte... se mi fermo a pensare... Sono una che ha voglia di fare e che non si fermerebbe mai, ma sappiamo che un giorno ci fermeremo per forza. Anche invecchiare mi fa paura: adesso ho 18 anni e sono un vulcano, ma col passare degli anni ci sarà sempre qualcuno che con i suoi 18 anni sarà sempre più forte di te. Invecchiare e non avere più la stessa energia di prima, questo fa un po' paura, anche se in fondo penso che l'energia stia sempre dentro di noi e nella voglia di affrontare la vita.

Leggendo tutte le recenti interviste su di te, c'è una cosa che non è mai uscita e che vorresti dire?

Una cosa sulla quale mi piacerebbe fare chiarezza con le persone che hanno sempre qualcosa di negativo da dire, è che prima di parlar male delle persone, dovrebbero conoscerle più a fondo. Sono convinta che non si può piacere al mondo intero e so anche che vengono criticati soprattutto i piloti che vincono e che hanno successo. E' un circolo vizioso, ma col mio carattere tendo a fregarmene di quello che dice la gente; però penso che prima di giudicare una persona in generale bisognerebbe conoscere i sacrifici che ha fatto e che fa per essere arrivata lì dov'è.

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