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Moratti, Julio Cesar e l'ipotesi Milan

Appelli dei tifosi, rabbia del giocatore e valutazioni tecniche non terranno il brasiliano all'Inter. La scelta per abbettere il monte stipendi. E i milanisti sognano di fare uno sgarbo ai cugini

Julio Cesar rescinde

Julio Cesar è all'Inter dal gennaio 2005 – Credits: La Presse

Alla fine deciderà Moratti come è sempre stato in casa Inter e come sarà a maggior ragione adesso che la politica dell'austerity appare ai tifosi in tutta la sua crudezza. Le strade di Julio Cesar e del club che ha contribuito a rendere grande si separeranno malgrado gli appelli, le difficoltà a piazzarlo sul mercato, la rabbia del giocatore e del suo entourage e anche il rischio di subire una beffa.

Nemmeno l'apparente divergenza di opinioni tra il numero di uno di Palazzo Saras e il direttore dell'area tecnica Branca può lasciare dubbi. Nell'arco di mezz'ora dopo il vertice di mercato i due si sono apparentemente contraddetti. "Julio Cesar in ritiro? Vediamo... Ci sono ancora sei giorni di tempo" la risposta di Moratti. Branca? "Julio Cesar resta con noi". Chi ha ragione?

Leggendo la storia recente e non solo dell'Inter meglio prendere per buone le parole di Moratti. Accadde anche nell'estate del 2004 quando Facchetti confermava Zaccheroni e il presidente aveva già messo sotto contratto Mancini. O quattro anni più tardi con il cambio Mancini-Mourinho. La scelta di accelerare il processo di ringiovanimento della rosa e taglio del monte stipendi è della proprietà e Julio Cesar non rientra più nei piani.

Il giocatore sta aspettando di capire quale sarà la soluzione della vicenda. E' amareggiato per quanto sta succedendo. Il messaggio via Twitter della moglie Susana ha solo svelato una cosa che era ovvia e comprensibile: "Ci vuole rispetto per le persone". Molti tifosi si stanno mobilitando su internet chiedendosi perché si debba chiudere a tutti i costi il rapporto con chi ha reso grande l'Inter negli ultimi anni. La spiegazione è unicamente di carattere economico.

All'inizio della passata stagione l'Inter aveva il secondo monte stipendi della Serie A con 145 milioni lordi. L'ultimo bilancio si è chiuso con un passivo vicino ai 70 milioni di euro e il prossimo soffrirà per la mancata qualificazione in Champions League. Impossibile restare così nei parametri del fair play finanziario e impossibile anche proseguire su questa strada in un momento di crisi globale che interessa anche le attività della Saras.

Lasciando partire Lucio (3,5 mln netti fino al 2014), Julio Cesar (4,5 mln per due anni), Maicon (4 fino al 2013), Forlan (3,5 fino al 2013), magari Pazzini (2,5 fino al 2015) dopo aver salutato Cordoba (3) e Zarate (2) consentirà un risparmio di 46 milioni di euro lordi nella prossima stagione, oltre 80 in due anni. Se poi partisse anche Stankovic (3 mln netti fino al 2014) potrebbe non essere necessario il sacrificio di Sneijder che pure resta sul mercato.

L'obiettivo imprescindibile è attestarsi poco sopra quota 100 milioni di euro per il monte ingaggi. Significherebbe riuscire finalmente a contenere il costo del lavoro in meno del 50% del fatturato sul modello del Bayern Monaco e delle maggiori società europee virtuose. Il rischio è impoverire la rosa, ma è un rischio che Moratti è disposto a correre dopo aver vinto tanto.

Il destino di Julio Cesar rischia, però, di essere legato a doppio filo a una suggestione di mercato. Per il momento è solo una voce, ma se il portiere brasiliano rescindesse il suo contratto in molti lo vorrebbero al Milan dove ha amici brasiliani ed estimatori. In fondo i rossoneri hanno Abbiati in scadenza tra un anno e potrebbero essere interessati a fare uno sgarbo all'Inter.

Moratti ha spiegato bene parlando di Lucio che "è nella logica del calcio che se uno rescinde poi è libero di andare dove vuole". Eventuali clausole hanno un costo che i nerazzurri in questo momento non sono disponibili a riconoscere. Attenzione, dunque, ai colpi di scena. Julio Cesar e la signora Susana Werner si trovano benissimo a Milano e non vorrebbero andarsene. Se l'unica soluzione fosse saltare dall'altra parte del Naviglio quale sarebbe la loro risposta?

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