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Perché il Monaco non sta violando il fair play finanziario

Falcao, Rodriguez e Moutinho: Rybolovlev ha già investito 130 milioni di euro e punta a raddoppiare. Senza infrangere le regole Uefa - Il calciomercato in diretta

Il presidente dell'Uefa Michel Platini – Credits: Afp

E adesso caro Platini? Cosa farà l'Uefa davanti al mercato a due velocità che sta animando l'Europa del calcio con club che si permettono spese multimilionarie e altri che tirano la cinghia? Nulla perché formalmente tutto va bene e, soprattutto, i controlli stanno procedendo e le prime sanzioni, che hanno colpito il Malaga e pochi altri pesci piccoli, sono il segnale che il massimo organismo del football non scherza.

In realtà questo mese di maggio sta mettendo in luce le molte omissioni del fair play finanziario con grande preoccupazione della stessa Uefa e dei top club riuniti nell'Eca in cui si guarda con crescente sospetto alle campagne faraoniche dei nuovi ricchi del calcio. La domanda che gira in queste settimane è semplice: come è possibile che il Monaco, neopromosso in Ligue1 e con le dimensioni di una società medio piccola, possa permettersi investimenti da centinaia di milioni di euro?

La risposta è semplice e sconfortante al tempo stesso. A mettere i soldi è il magnate russo Dmitry Rybolovlev, uomo dal patrimonio quasi sterminato e che sogna di portare il Principato nell'elite del calcio europeo. La notizia che non tutti conoscono è che lo sta facendo senza infrangere il fair play finanziario ma, semplicemente, sfruttandone alcuni articoli. 

Trattandosi di un accordo stipulato dall'Uefa con i club che partecipano alle competizioni europee, il regolamento vale unicamente per questo ambito e, in ogni altro caso, fa fede la legislazione delle singole federazioni o dei singoli Stati. Il Monaco viene dalla serie B francese, non deve iscriversi ad alcuna coppa e, dunque, in questo momento non deve sottostare ad alcuna limitazione nei suoi investimenti. Ecco perché Rybolovlev può spendere 70 milioni per prelevare Moutinho e Rodriguez dal Porto, 60 circa per Falcao e mettere sotto contratto Carvalho.

Il bilancio 2012-2013 chiuderà il prossimo 30 giugno ed entro quella data il magnate russo potrà ripianare qualsiasi uscita senza alcun problema. Lo stesso accadrà con il bilancio 2013-2014 anche nella migliore delle ipotesi e cioé con il Monaco qualificato tra dodici mesi per Champions League o Europa League. Il monitoraggio triennale con obbligo di non sforare i 45 milioni complessivi di passivo vale, infatti, solo per i club già inseriti nel meccanismo Uefa.

Come potrà poi reggere le spese per ingaggi e altro è un mistero, ma è anche un problema che il Monaco affronterà tra più di un anno, quando il monte ricavi sarà certamente cresciuto rispetto ai 21 milioni del 2011-2012. Possibile che la strada sia quella già seguita da Psg e Manchester City che sono nel mirino dell'Eca e della Uefa: sponsorizzazione e partnership fuori mercato per coprire versamenti dell'azionista. La partita è aperta e il Psg farà da capofila.

Piuttosto l'Uefa (e gli altri club) attendono con impazienza di capire come finirà la lite tra il Monaco e la Lega francese a causa della fiscalità di favore del Principato di Monaco. Falcao percepirà uno stipendio da 14 milioni di euro netti a stagione che per una qualsiasi società francese costerebbe 24,5 milioni lordi grazie alla tassazione Hollande. A Monaco non è così e la Lega ha chiesto di uniformarsi o di versare 200 milioni di euro una tantum da suddividere tra tutti gli altri. Questione di vecchi accordi e gentleman agreement saltati. Si andrà per Tribunali ma l'Uefa è costretta a stare a guardare. Esattamente come due anni fa con gli sceicchi di Parigi.

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