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Mazzarri e il nodo contratto: rinnovo o addio?

Il tecnico ritiene imprescindibile un prolungamento fino al 2016, la società aspetta. E gli scenari si fanno complessi...

Walter Mazzarri – Credits: Ansa

Walter Mazzarri ritiene di aver fatto un'impresa nell'aver condotto l'Inter in Europa League con un turno d'anticipo e al quinto posto della graduatoria. Non stiamo caricando iperbolicamente le considerazioni dell'allenatore nerazzurro, bensì esplicitando le sue profonde convinzioni. Per questo ha accolto in maniera insofferente le polemiche di parte della tifoseria nei suoi confronti e l'hastag imperante su Twitter #MazzarriVattene che addirittura per alcuni giorni si è insediato al primo posto del noto social network. In un anno di transizione e mutamenti societari l'allenatore di San Vincenzo è convinto di aver, nettamente, migliorato la compagine nerazzurra.

I numeri in parte gli danno ragione. Negli ultimi due anni il club di Corso Vittorio Emanuele aveva perduto rispettivamente quattordici e sedici volte in campionato; mentre in questa stagione le debacle sono state appena sette. Ben quindici invece i pareggi totalizzati, record della Serie A. L'ex trainer del Napoli ha limitato al minimo anche gli infortuni di una squadra che appena dodici mesi fa era stata flaggellata da un ecatombe di problemi muscolari. Insomma un lavoro positivo e che ha riportato il Biscione in Europa, seppur dalla porta di servizio.

Mazzarri non ha gradito affatto la pioggia di fischi che sabato l'ha accolto al suo ingresso in campo a San Siro. Per questo motivo si aspetta un gesto importante da parte di Erick Thohir. Oltre alla riconferma, si attende un allungamento del contratto sino al 2016. Il magnate indonesiano è orientato a confermarlo alla guida della squadra, ma al momento è poco propenso al rinnovo del rapporto. Avanti a vista, insomma. Anche perchè il Maz guadagna 3,5 mln netti a stagione e il club ha a libro paga per un altra annata anche Andrea Stramaccioni.

Al lordo delle tasse un esborso complessivo per entrambi di 11 mln. ET e l'allenatore appaiono su direttrici differenti per quanto riguarda il mercato. Il club lavora su due colpi low-cost come Fernando Torres e Patrice Evrà; mentre l'allenatore preferirebbe innesti roboanti quali Dzeko o Hamsik. Fondamentale sarà il summit che avverrà la prossima settimana, allorquando le parti si confronteranno apertamente sui progetti tecnici e di mercato. Mazzarri sottolineerà come lavorare in una piazza delicata come la Milano nerazzurra ad un anno dalla scadenza del contratto sarebbe quantomai pericoloso e difficile.

Al tempo stesso la dirigenza della Beneamata evidenzierà come dal tecnico ci si attenda una maggior valorizzazione dei giovani quali Icardi e Kovacic e i rientranti Mbaye e Bardi. Un tema da non trascurare sarà quello tattico: la retroguardia a tre mazzariana non è ritenuta congeniale per un salto di qualità, dato che nessuna delle big europee adotta tale sistema difensivo. Dal cambio di modulo al rinnovo di contratto: Mazzarri difficilmente rigetterà convinzioni insite in lui da oltre un decennio. Per questo motivo non sono da escludere colpi di scena all'orizzonte e neppure un clamoroso, per certi versi, addio.

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