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Maurizio Felugo: ai Giochi con l'Africa nel cuore (e tanti libri sul comodino)

L'attaccante del Settebello di pallanuoto si racconta mentre prepara le valigie per Londra

Il campione del mondo Maurizio Felugo si allena per le sue prime Olimpiadi (Credits: Enzo Ranieri)

Grazie al titolo mondiale conquistato nel 2011, il Settebello si è guadagnato il pass diretto ai Giochi di Londra. Tra gli artefici di quel risultato straordinario, Maurizio Felugo: a 31 anni, l’attaccante della Pro Recco rappresenta la punta di diamante della squadra di pallanuoto azzurra, con cui aveva già vinto un argento agli Europei nel 2001 e il Mondiale nel 2003. A poco più di una settimana dal debutto olimpico - domenica 29 luglio l’Italia affronterà l’Australia – approfondiamo la conoscenza del fuoriclasse ligure.

Come ha iniziato a dedicarsi a questo sport?

La pallanuoto ha sempre fatto parte della mia vita, ho cominciato a giocare a 7 anni. Nel 1989, la svolta, sotto la guida di Gianni Vassollo, grande uomo e maestro in vasca. All’epoca frequentavo la terza liceo scientifico e decisi di accettare la proposta di Claudio Mistrangelo: entrare nella Rari Nantes Savona, squadra di serie A1! Sono stati quattro anni fantastici, durante i quali ho imparato tantissimo sia a livello sportivo sia a livello umano. Mi sono sentito indipendente, ormai ero un atleta professionista.

La spesa più folle che ha fatto con i suoi primi guadagni?

Non è la prima ma è quella a cui tengo di più: sono andato in Africa a conoscere i bambini della mia associazione Tene Ti Ala, fondata nel 2009. Sostengo le suore francescane missionarie del Sacro Cuore  di Maigaro, un  piccolo villaggio nella diocesi di Bouar, nella  Repubblica Centrafricana. Che felicità incontrarli!

Pratica altri sport?

Mi piacciono molto il tennis e il basket; purtroppo non ho molto tempo da dedicargli. Di recente, mi sono appassionato a CrossFit, che mi mette alla prova con esercizi diversi da quelli a cui sono sottoposto in allenamento. Il programma, in più, mi consente di lavorare sulla potenza e migliorare i punti deboli.

A proposito di punti deboli: l’Italia sembra non averne, da campioni del mondo in carica siete i favoriti per la medaglia d’oro: è un vantaggio o uno svantaggio?

Entrambi. Essere considerati gli avversari da battere riempie di orgoglio ma è anche motivo di tensione: tutti danno per scontata la nostra vittoria.

Secondo lei, quali saranno le squadre che in lotta per il podio?

Purtroppo, la lista è abbastanza lunga: Serbia, Stati Uniti, Montenegro, Ungheria, Spagna e Croazia.

Cosa farà sabato sera, vigilia dell’esordio della Nazionale?

Dormire non sarà facile, è la mia prima partecipazione ai Giochi: per addormentarmi mi aiuteanno le preghiere e leggere.

Colleziona qualcosa?

No, però, tengo moltissimo ai miei libri. Sul comodino ne ho sempre uno: leggere prima di andare a dormire è un rito cui non rinuncio mai. Ora sono impegnato con Le belve di Don Winslow, molto coinvolgente, ma il mio autore preferito resta Alessandro Baricco.

Cosa ama e cosa non sopporta di sé?

Mi piace la mia energia. I difetti? Ho imparato a conoscere me stesso e a scoprirli: cerco di limarli e, più passa il tempo, meno sono un problema. Del mio aspetto, difficile dire cosa mi piaccia in particolare. Facilissimo, invece, dire cosa non sopporto: i capelli ricci. Quando crescono un po’, diventano indomabili.

La prima cosa che nota in una donna?

Gli occhi, perché sono lo specchio dell’anima e il carattere deciso. Però amo anche la dolce e la premurosità.

Preferisce corteggiare o essere corteggiato?

Corteggiare: sono un uomo all’antica io!

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