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Ma se vinciamo tutti giù dal carro degli azzurri

Nome per nome tutti gli indesiderati in caso di successo. Da Monti a Beretta passando per Travaglio, Lippi, De Laurentiis e Zamparini. Prandelli: "Pronti a qualche tackle"

Festa azzurri a Varsavia

La festa degli azzurri dopo la vittoria contro la Germania – Credits: La Presse

Siccome abbiamo la certezza che, in caso di vittoria, al fischio finale la coda per salire sul carro di Prandelli sarà lunga quanto quella da esodo estivo al casello di Melegnano, preferiamo muoverci per tempo. Breve manuale d'uso per politici, presidenti, ministri e tutti gli altri che tenteranno il salto triplo... Almeno questa volta astenersi perditempo. Almeno per una volta meglio lasciar stare. Il carro è piccolo e il rischio è di finire col culo per terra e fare brutta figura.

Il ct l'ha già preannunciato: "Mi piace tenere tutti i sassolini nelle scarpe: così ricordo meglio. Non so se ora qualcuno salirà sul carro. Siamo bravi nel tackle, e diamo anche qualche calcione". Parole che nascondono la convinzione che tutti saranno capaci di raccontare dopo di averci sempre creduto prima. Anche quando erano impegnati a sparare contro, tifare per gli altri, fare la morale alla nazionale in volo per Polonia e Ucraina.

Quello che segue è un breve elenco di persone (diviso per argomento di critica) cui non converrà presentarsi nei pressi del carro dei vincitori. O quanto meno meglio munirsi di parastinchi.
CALCIOSCOMMESSE, ETICA E DINTORNI

Mario Monti (presidente del Consiglio, 29 maggio 2012) - "Bisogna riflettere e valutare se non gioverebbe per due o tre anni una totale sospensione di questo gioco... Trovo inammissibile, e me ne sono occupato anche quando svolgevo il ruolo di commissario europeo, che vengano usati soldi pubblici per ripianare i debiti delle società di calcio".

Gad Lerner (giornalista, 30 maggio 2012) - "Non ha tutti i torti Mario Monti: fermare il calcio corrotto potrebbe essere una buona terapia d’urto per gli italiani".

Giuseppe Narducci (ex pm Calciopoli su convocazione Buffon e Bonucci, 14 giugno 2012) - "Era opportuno, così come nei Mondiali del 2006, non portare nella competizione persone rimaste coinvolte nelle inchieste. Il calcio non può ogni volta solo a parole predicare estremo rigore nei confronti di tutto e di tutti, proporsi di cambiare. Ci vuole coerenza tra i buoni propositi e i fatti. Questa coerenza non sempre c'è".

Dario Ginefra (Partito Democratico, 2 giugno 2012) - "Bonucci e Buffon restino a casa. Si abbiano comportamenti coerenti con le scelte già assunte negli ultimi giorni. A volte vanno compiute scelte coraggiose e dolorose per evitare che gli errori di alcuni possano penalizzare tutti. Non si puo usare la fascia di capitano della nazionale per chiamarsi fuori dalle responsabilità che in questo caso non sono solo quelle giudiziarie. Occorre sobrietà e rigore".
NAZIONALE, QUESTA SOPPORTATA

Maurizio Beretta (presidente Lega Serie A, 16 marzo 2012) - "Abbiamo deciso all'unanimità di non poter accogliere la richiesta del ct e della Federcalcio di mettere a disposizione i giocatori per gli stage. Pur con la massima attenzione per le esigenze della nazionale con poche giornate dalla fine e un calendario così complesso, non era possibile".

Aurelio De Laurentiis (presidente Napoli, 8 marzo 2012) - "Prandelli ha i suoi problemi, capisco che voglia sperimentare i giocatori ma il mondo è cambiato. Basta con le Under 21, la nazionale deve fare venire fuori i talenti del futuro. Facessero giocare gli Immobile, gli Insigne, ma non facessero giocare chi ha responsabilità".

Adriano Galliani (amministratore delegato Milan, 8 marzo 2012) - "Non ho capito quando dovrebbero essere questi stage, ma credo che il problema per noi non ci sia perchè i prossimi quattro martedì e mercoledì saremo impegnati in Coppa Italia, nell'andata e nel ritorno dei quarti di Champions League e per un turno infrasettimanale di campionato".
PRANDELLI SANTO SUBITO O MEDIOCRE?

Diego Della Valle (patron Fiorentina sul divorzio da Prandelli) - "Questa società, fino a pochi mesi fa, era legata ad un motto: 'tutti per uno, uno per tutti. Poi è venuto a mancare un tassello e la situazione è cambiata ed ha destabilizzato. Quando ho avuto la certezza che Prandelli stava tentando di andare alla Juve immaginatevi come mi sono sentito".
BALOTELLI SI' O NO?

Marcello Lippi (ex ct della nazionale, 20 giugno 2010 dopo la figuraccia contro la Nuova Zelanda senza Cassano e Balotelli nemmeno convocati) - "Non sono affatto pentito delle scelte fatte, anche perchè ribadisco che di giocatori in grado di cambiare il nostro destino non ne ho lasciati a casa".

Arrigo Sacchi (ex ct, 5 marzo 2012) - "Io ho sempre pensato che nella vita ci fossero delle regole. Io credo che Balotelli debba maturare e spero che lo faccia velocemente perchè Dio gli ha dato tanto a livello calcistico, che lui in parte sta sperperando attraverso comportamenti non proprio consoni ai professionisti".

Mourinho (allenatore, 10 giugno 2012) - "Balotelli non cambierà mai".

Maurizio Zamparini (presidente Palermo, 22 giugno 2012) - "Io non ritengo Balotelli una super punta per questa incostanza che ha. Ritengo più importante Cassano: se è in forma fa la differenza con alcune giocate. Non ritengo Balotelli determinante".

Paolo Ciani (politico del Fli su Facebook durante Italia-Eire, 20 giugno 2012) - “Entra fa un fallo di reazione da cartellino rosso, segna e inveisce contro la panchina e gli chiudono la bocca. Nei campi a lavorare deve andare questo pagliaccio”.

Flavio Tosi (sindaco di Verona dopo che Balotelli ha denunciato insulti dal pubblico del Chievo, 6 gennaio 2010) - "Balotelli è un ragazzino immaturo e presuntuoso. Non sarà mai un campione. I veri campioni sono tali quando sono anche umili e hanno buon senso. Balotelli non possiede queste caratteristiche".

Francesco Totti (capitano della Roma dopo aver preso a calci Balotelli nella finale di Coppa Italia, 5 maggio 2010) - "Sul campo non si riescono sempre ad ignorare offese così pesanti, dirette ad infangare una città ed un intero popolo. Soprattutto poi quando questi continui e costanti insulti provengono sempre dalla stessa persona, che fa della provocazione sistematica il suo biglietto da visita".

Roberto Renga (giornalista, 3 marzo 2009) - "Balotelli potrebbe essere figlio di quest’epoca senza ideali".

FORZA GERMANIA...

Marco Travaglio (giornalista, 14 giugno 2012) - "Io non tifo Italia, tifo per la Germania. Se dovessimo vincere ci dimenticheremmo subito dello scandalo come nel 2006 ai mondiali. Insomma, spero che l’Italia venga eliminata subito, immediatamente".

Matteo Salvini (Lega Nord, 30 giugno 2012) - "Balotelli mi sta simpatico, lo vorrei al Milan, ma domani sera non guarderò la partita, approfitterò della città deserta per andare fuori a cena con la mia fidanzata. Per me il calcio inizia e finisce con il Milan".

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