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Enigma Llorente: "Ho bisogno di tempo"

Non si è integrato nel gioco di Conte (che chiede un'altra punta). In Spagna c'è chi scrive di un ritorno nella Liga - Matri-Napoli, le cifre dell'accordo - CALCIOMERCATO IN DIRETTA

E' stato il primo rinforzo in ordine di tempo della nuova Juventus. Corteggiato per un'estate, ingaggiato a gennaio e atteso per tutto l'inverno. Fernando Llorente è stata la risposta di Marotta e Paratici a chi chiedeva un top player per la squadra campione d'Italia. Voluto, preso e difeso quando, in piena corsa a Tevez, molti si erano dimenticati del carrarmato spagnolo sbarcato da Bilbao a parametro zero e, forse per questo, non più considerato un acquisto di prima fascia. Se la forza di un giocatore dipende dal prezzo del cartellino, quello Llorente ha scritto sopra 37 milioni di euro, la sua valutazione prima che il braccio di ferro con l'Athletic lo consegnasse a una stagione da comprimario e poi al trasferimento a Vinovo.

Ora, alla vigilia della partenza del nuovo campionato, Llorente è diventato l'enigma della Juventus di Conte. Anche per il tecnico è una scommessa, non avendo mai avuto nelle sue squadre un giocatore delle sue caratteristiche. Antonio ci ha lavorato su nel ritiro in Val d'Aosta e nella tournée negli Usa. Ha ottenuto poco, quasi nulla e con il passare delle amichevoli il minutaggio di Llorente è calato in maniera inversamente proporzionale al prepotente ritorno di Vucinic nelle rotazioni bianconere.

Llorente non è più un titolare nell'undici che ha in mente Conte, ma non è ancora una riserva. E' un attaccante che non si è integrato negli schemi e che gli stessi compagni non hanno ancora capito nei movimenti. Un po' come Tevez, con la differenza che l'Apache è più leggero e quindi sta entrando progressivamente in forma, mentre Fernando ha un fisico che richiede ancora molto lavoro. Il primo a saperlo è lui e dal ritiro della Spagna che affronta l'Ecuador (per lui rientro in nazionale dopo lunga attesa) si sfoga:  "Il mister fino mi ha utilizzato in attacco con il modulo 3-5-2. Sto facendo cose che non avevo mai fatto con l'Atletico, dunque ho bisogno di tempo per capire cosa l'allenatore vuole da me. Servirà ancora lavorare per trovare il giusto feeling con i miei compagni".

Conte gli ha parlato a lungo nel corso di questo primo mese e mezzo di Juventus. Lezioni private di tattica e movimenti. Pubblicamente non lo ha mai criticato anche se nei vertici di mercato con Marotta e Agnelli insiste sulla necessità di cedere Matri e Quagliarella per arrivare a un altro attaccante con caratteristiche diverse. "Conte non è felice di me? Non è vero, non mi ha mai detto questo. Anzi, è soddisfatto del mi lavoro fatto finora" risponde allora Llorente. La sintesi? "Penso ancora, dopo tutte le polemiche del mio ultimo periodo in Spagna, di aver scelto la squadra giusta. Ora ho solo bisogno di tempo per adattarmi al nuovo modo di lavorare. Devo dire però che sono stato accolto benissimo qui".

Contro la Lazio in Supercoppa partirà dalla panchina anche perché la trasferta della nazionale lo riconsegnerà a Conte troppo a ridosso della sfida per considerarlo abile e arruolato. Poi inizierà il gran ballo di campionato e Champions. Il tempo degli esperimento è finito e in Spagna c'è chi scrive di un possibile ritorno nella Liga. Non è un'ipotesi impossibile dal punto di vista economico (essendo arrivato a parametro zero), ma è difficile che Conte getti la spugna. Llorente è un enigma e una sfida da provare ancora a vincere.

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