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Londra 2012, arrivano gli atleti: strade bloccate e tanti disagi

City nel caos a causa dell'apertura delle corsie olimpiche. Traffico in tilt e problemi di viabilità per turisti, addetti ai lavori e residenti

La viabilità olimpica (Olycom)

Con l’apertura del villaggio olimpico e l’arrivo delle prime spedizioni nazionali, sono cominciati ufficialmente i Giochi della XXX Olimpiade. Londra sembra un negozio di telefonia mobile alle prese con il primo giorno di saldi estivi. Di tutto e di più, con tanto di spintoni, urla e code infinite per raggiungere le aree che ospitano le strutture olimpiche. Una folla oceanica ha preso d’assalto le strade della city, che prova a reggere il peso di un entusiasmo che a molti, anzi, moltissimi, atleti compresi, pare di gran lunga superiore alle contromisure preparate per l’occasione dagli organizzatori dell’evento a cinque cerchi.

L’ufficio stampa dei Giochi ha fatto sapere che nella giornata di ieri hanno transitato dallo scalo di Heathrow ben 237 mila passeggeri. Per il principale aeroporto di Londra, si tratta del record assoluto in 83 anni di storia. Tanto per capirci, la media giornaliera era ferma a quota 190 mila. E quasi 50 mila persone in più non sono proprio poca cosa. Soprattutto se si considera che il disagio si è spostato sulle strade, che hanno dovuto far fronte a un traffico straordinario in uno spazio decisamente ridotto. Sì, perché da ieri sono operative le prime corsie preferenziali olimpiche (Olympic route network), che dovrebbero consentire agli atleti e a tutti gli addetti ai lavori in genere di arrivare a destinazione senza avere a che fare con il traffico cittadino.

Dovrebbero, perché la stampa di tutto il mondo segnala che si sono già verificati i primi guai. Day 1, il prologo che non dice bene sull’organizzazione made in Uk. Fa notizia il caso dell’autobus che trasporta il team Usa. Lo guida un volontario che pare non conosca perfettamente la strada per Stratford, il quartiere che ospita il villaggio olimpico. Sbaglia strada, una dannazione. Per lui e per tutta la squadra di fenomeni che hanno avuto la sfortuna di salire sul bus. Finisce nel traffico di Londra. E’ un mezzo disastro, che sarà risolto soltanto 4 ore più tardi, all’arrivo a Stratford.

Um, così ci siamo persi per 4 ore. Non una buona prima impressione Londra”. Lo twitta Kerron Clement, due volte campione del mondo dei 400 ostacoli. Il disagio diventa quasi imbarazzante. E rimbalza in rete. Lo stesso Clement rincara la dose: “Gli atleti sono stanchi, affamati e hanno bisogno di un bagno. Possiamo raggiungere il villaggio olimpico, per cortesia”.

Le cose non vanno meglio al team australiano. All’autista del bus va in palla il navigatore e improvvisa un percorso che evidentemente non raccoglie il plauso dei suoi ospiti. Già, perché arriva a destinazione dopo 3 ore. Per un viaggio che sulla carta non avrebbe dovuto superare i 45 minuti. “Ci ha detto: spiacente, è il mio primo giorno e mi sono perso – fa sapere una dirigente dell’ufficio stampa del comitato olimpico di Canberra -. Abbiamo visto Buckingham Palace e il Tower Bridge. Qualcuno sul bus ha battezzato il giro Monopoli tour”.  

Insomma, difficoltà grandi così per i mezzi che avevano il lascia-passare per usare le corsie olimpiche, ma pure, e non era difficile immaginarlo, per le auto di turisti e cittadini che dal giorno alla notte si sono ritrovati a guidare i loro mezzi su strade più strette, molto più strette. La critica questa volta arriva dall’interno della macchina olimpica inglese. Parla Kevin Delaney, ex responsabile per il traffico della polizia londinese, attualmente numero 1 della sicurezza per conto dell’Institute of Advanced Motorists: “Le corsie preferenziali hanno ridotto gli spazi per il traffico ordinario. E la rete stradale della città era già al limite della sopportazione. Se si verifica un incidente, sarà complicato risolvere la situazione”.

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