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Lo sconto al Napoli e la norma da riscrivere

Richieste soft di Palazzi per il club di De Laurentiis. Responsabilità oggettiva ormai superata

palazzi

Un'altra picconata alla responsabilità oggettiva così come abbiamo imparato a conoscerla negli ultimi decenni. Un passo avanti ulteriore rispetto alla già parziale riforma dei primi processi per il calcioscommesse. Le richieste del Procuratore federale Stefano Palazzi per il Napoli e i suoi tesserati rappresentano motivo di riflessione per capire se valga davvero la pena proseguire senza prendere atto, anche per iscritto, che la responsabilità oggettiva dei club è un istituto di giustizia sportiva che non può reggere alla trasformazione delle società in vere e proprie imprese.

Tre anni e tre mesi per Matteo Gianello, 9 mesi per Paolo Cannavaro e Gianluca Grava, un punto di penalizzazione e 100mila euro di ammenda al Napoli rappresentano una via di mezzo tra il patteggiamento (non richiesto dal Napoli) e l’applicazione del tariffario ormai tradizionale in questa stagione di processi per il calcioscommesse oltre che l’apertura di una porta per una sentenza finale in cui la squadra di Mazzarri potrà uscire senza danni sulla classifica.

Le richieste del Procuratore federale Stefano Palazzi alla Commissione che sta discutendo sulla tentata combine di Sampdoria-Napoli rappresentano una sorpresa a metà. La posizione del club era nota già dalle scorse ore. Ritenendosi “parte lesa” dalle azioni commesse dall’ex portiere Gianello ha scelto di non rifugiarsi nel patteggiamento che avrebbe garantito un solo punto di penalizzazione ma allo stesso tempo avrebbe precluso il percorso fino al Tnas.

Il rischio era vedersi affibiare in primo grado una pena maggiore (minimo 2 punti) per poi doversi affidare a una decisione ‘politica’ del Tnas senza, però, dare l’impressione di scardinare l’istituto della responsabilità oggettiva. Ora la richiesta di Palazzi si pone a metà strada e assomiglia abbastanza ai tre mesi di squalifica e 200 mila euro di multa che rappresentavano il punto di incontro con la Juventus e Antonio Conte nello scorso mese di agosto.

La novità si trova nella lunga lista di attenuanti che Palazzi ha voluto applicare al Napoli sottolineando in particolare come Gianello non sia mai stato impiegato e il "deciso rifiuto" opposto da Grava e Cannavaro alla proposta. Da qui lo sconto in fase di richiesta che mette il Napoli sulla stessa linea di Torino e Sampdoria che, però, avevano scelto la linea del patteggiamento.

E’ la parte pecuniaria a parere quasi sproporzionata, come se Palazzi non si fidasse del tutto delle carte in mano e volesse cautelarsi raggiungendo una sorta di tacito accordo con la Disciplinare. Ipotesi impossibile da provare, ma che ha un fondamento nelle parole di uno dei legali presenti al processo dove l’unico ad aver chiesto il patteggiamento è stato proprio Gianello che se lo è visto però respingere dalla Commissione perché si è ritenuto che il pentimento avesse lo scopo di raggiungere un “doppio sconto di pena”.

Il giudice applica solo la legge mentre la Procura federale può anche interpretarla annusando l’aria che tira e nelle ultime settimane troppe sentenze di primo e secondo grado sono state riformate in senso innocentista dal Tnas. Resta la battaglia di De Laurentiis contro la responsabilità oggettiva, “istituto odioso” come è stato definito dall’avvocato Grassani e che molti club vorrebbero riscrivere accentuando le sanzioni amministrative e depotenziando quelle sportive.

Una strada lunga e che potrà essere intrapresa solo a bocce ferme stante l’opposizione dura di Coni e Figc a fare figli e figliastri. Però le richieste di Palazzi assomigliano tanto a una via di mezzo tra un patteggiamento e l’attuale giurisprudenza e a questo punto tanto varrebbe forse sedersi attorno a un tavolo insieme ai presidenti dei club e dare il via alla richiesta riforma della giustizia sportiva. In ogni caso gli scenari da qui al Tnas lasciano ben sperare il Napoli.

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