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Lite Inzaghi - Allegri. Dov'è finito il Milan?

Una volta da Milanello uscivano solo buone notizie e sorrisi. Oggi siamo alle risse in pubblico

Pippo Inzaghi e Massimiliano Allegri a Milanello due anni fa (Credits: gian mattia D'Alberto / lapresse)

Fonti accreditate e voci confermate raccontano che subito dopo l’arrivo di Massimiliano Allegri al Milan, Pippo Inzaghi andasse in giro ad esternare il suo entusiasmo per il giovane allenatore, ex mezzala di talento e noto sciupa femmine. “Date retta a me, questo è il più bravo di tutti”. Sarà che aveva preso il posto del detestato Leonardo, sarà stata la vicinanza anagrafica e di gusti di cui sopra, ma Pippo metteva la mano sul fuoco. E non aveva mica torto: centro tricolore al primo colpo.

Poi di acqua sporca e di sgarbi ne devono essere passati parecchi sotto i ponti di Milanello. Tanto che quello che è successo lo sa ormai il mondo. Anche su questo ci sarebbe da dire, dato che c’era un tempo affatto lontano in cui era più facile filtrassero segreti dalla Cia piuttosto che da Milanlandia. Tanto che, per ricordare uno degli episodi più recenti, c’era stato chi si era dovuto arrampicare sugli alberi per documentare la scazzottata tra Ibra e Onyewu. Ma quei muri non hanno mai parlato. E non crediate non avessero nulla da raccontare. Questo era uno dei segreti meno segreto del Milan che vinceva, come sottolineavano ogni volta quasi con le lacrime agli occhi gli interisti.

Adesso il terrore corre sul filo, di una visita davvero poco opportuna del traballante Allegri al centro in cui si allenano le giovanili rossonere. Compresi gli Allievi di Inzaghi. Prevedibile lo scontro tra due che si detestavano già prima, per storie di campo negato e di liste Champions e che immaginatevi come possano starsi simpatici ora che si strilla da giorni con ogni supporto mediatico che Inzaghi prenderà la panchina del livornese al primo pretesto. E d’altra parte Superpippo si è sempre ben guardato dal negare, fina dal momento in cui ha comunicato la scelta di allenare, che il suo desiderio più grande era proprio quella panchina. Con calma e col tempo.

Ma tutti sanno, Inzaghi più di tutti, che non sono queste componenti che appartengono al pallone. E tutti conoscono la determinazione e la cattiveria con cui Pippo ha sempre inseguito i suoi obiettivi. Di recente ha detto Ibrahimovic: “Non è tanto un calciatore è più un killer. Possiede un enorme istinto omicida davanti a una porta”. Che in questo caso non è una porta ma una panca.

Del resto c’è da capirlo Allegri, poverello: al culmine della tensione lo mandano (inutilmente) ad incrociare il suo attuale peggior rivale. Umano che ci scappi una parola, poi due, poi un fiume. Morale, entrambi convocati oggi in via Turati per l’inevitabile paternale e magari per una stretta di mano falsa più di giuda, oltre che per concordare annacquate dichiarazioni. Fino alla prossima. Che magari sarà già lunedì. Il giorno dopo Udinese-Milan.

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