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L'Italia rimpiange Totti e Del Piero. Ma Prandelli non aveva altre scelte

Quattro gol in quattro gare ad Euro 2012. Balotelli e Cassano criticati. Eppure il ct non ha dimenticato nessuno. E anche i grandi vecchi...

Balotelli prima dell'Inghilterra

Balotelli ha giocato da titolare contro Spagna e Croazia – Credits: Ap Photo

Prandelli si sforza di non apparire preoccupato. Per lui che la nazionale sia arrivata alla semifinale con il peggior attacco tra le prime otto belle d'Europa (4 gol fatti in 4 partite) non è un problema: "Contro l'Inghilterra abbiamo tirato verso la porta 35 volte, 20 nello specchio, fosse  sempre così, vinceremmo nove partite su dieci, al di là del fatto che il  gol non sia arrivato, contro l’Inghilterra - ha spiegato -. In attacco le scelte che ho  fatto sono state all’insegna della continuità del progetto tattico".

Esercizio lodevole ma che rischia di nascondere il problema. L'Italia e il suo campionato non sono stati in grado di fornire un vero top player in attacco. Nessuno paragonabile alle bocche di fuoco tedesche (Gomez, Muller, Klose e Podolski), spagnole (Torres e Fabregas) o anche solo portoghesi (Cristiano Ronaldo). Si potrà discutere all'infinito sull'utilità della convocazione di Borini, ma la verità è che Prandelli si è portato in Polonia ed Ucraina quello che passava il convento.L'Italia che segna col contagocce non è una scoperta dell'Europeo: 4 gol nelle ultime 7 partite giocate, 14 nelle ultime 13. La media è praticamente identica.

CINQUE PUNTE SENZA BOMBER - Tra gli uomini in rosa quello con il maggior numero di reti segnate in azzurro è Totò Di Natale: 11 gol in 40 presenze. Il paradosso è che senza gli infortuni di Giuseppe Rossi (27 presenze e 6 gol) non sarebbe salito sull'aereo malgrado gli ultimi campionati di altissimo livello. Dietro all'udinese c'è Cassano: 33 presenze e 10 reti.

Poi Balotelli, criticato per le sue prestazioni contro Spagna, Croazia e Inghilterra ma che, anche con la maglia del club, non segna valanghe di gol. In nazionale ne ha fatti 2 (in 12 partite). Col Manchester City in questa stagione è arrivato a quota 17 (32 prezenze). Numero ragguardevole ma lontano anni luce dalle statistiche dei grandissimi dei tornei europei. Restano Giovinco e Borini. Zero gol in due. Acerbi per la maglia azzurra.

MA A CASA NON E' RIMASTO MOLTO... - Detto di Rossi che è stato sfortunato altrimenti sarebbe titolare, alla fine Prandelli ha pescato quasi il meglio possibile. Se si critica la scelta di Giovinco (15 reti col Parma) bisogna anche dire che nessuno degli attaccanti rimasti a casa ha fatto meglio. Matri è stato il più prolifico (10 gol) ma poco continuo nella seconda parte della stagione. Osvaldo (11) ha deluso e mostrato limiti comportamentali. Pazzini e Quagliarella insieme non sono arrivati in doppia cifra. Resterebbe Miccoli con i suoi 16 gol.

Il vero rimpianto di queste giornate è legato al nome di Mattia Destro, rimasto in ballottaggio fino all'ultimo con Borini preferito per la maggior duttilità tattica. Il senese viene da una grande stagione ma i suoi 12 gol in serie A non ne fanno un bomber irrinunciabile.

TOTTI E DEL PIERO? NON CONVOCABILI - Qualcuno vedendo Balotelli incartarsi tre volte davanti ad Hart ha rievocato addirittura due monumenti come Totti e Del Piero. Sarebbero serviti? Forse, ma anche i loro numeri non sono da urlo. Totti (58 presenze e 9 gol in nazionale) ha trovato la porta solo 5 volte in tutto il campionato. Del Piero (91/27 in azzurro) si è fermato a quota 3. Belli, utili ma anche pochissimi. Meglio allontanare la nostalgia. Il discorso vale anche per Gilardino (5 gol col Genoa) e Di Vaio (10 reti nel Bologna).

PRANDELLI DIFENDE TUTTI - Forse anche per questo Prandelli ha scelto la linea della difesa ad oltranza degli uomini che ha scelto. Critiche a Balotelli per i gol sbagliati contro l'Inghilterra? "Mi  è piaciuto, perché ha fatto quello che gli ho chiesto. Poi in 4-5  occasioni è mancata lucidità, ma la prestazione è stata convincente".

Cassano in calo dopo un buon inizio di Europeo? "Dopo tanti mesi di inattività, alla quarta partita di fila, può aver  pagato sul piano del ritmo gara. Ma averne di giocatori così, di  qualità. Poi quando avrò capito come staremo in campo giovedì, farò le  mie scelte". Scelte che potrebbero contemplare l'esclusione del secondo ma non del primo contro la Germania. Di Natale scalpita. In fondo è l'unico ad avere un pedigree di razza.

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