Questo sito contribuisce alla audience di TGCOM24
Sport

L'Italia agli Europei 4^ parte (dal 2000 al 2008)

Dal sogno infranto dal golden gol di Trezeguet a Euro 2000, alla delusione targata Spagna di 8 anni più tardi

Il ct Donadoni prima della gara con la Spagna a Euro 2008

– Credits: Jonathan Moscrop - LaPresse

2000 - BELGIO E OLANDA

Per la prima volta nella storia, i campionati europei di calcio si fanno in due. La fase finale dall'edizione del '96 si è fatta più ingombrante e impegnativa. Le squadre che accedono alle partite decisive sono 16, non più 4 come negli anni precedenti. E' necessario procedere nei tempi e nei modi opportuni per organizzare una manifestazione dalle dimensioni così imponenti e un Paese solo può non bastare. Per il 2000, viene così scelta la soluzione a due, come le nazioni che si fanno avanti per ospitare la fase finale, Belgio e Olanda. Insieme. Per un unico grande e indimenticabile Europeo.

L'Italia del nuovo ct Dino Zoff, che ha preso il posto di Cesare Maldini, viene inserita nel gruppo A di qualificazione, con Danimarca, Svizzera, Galles e Bielorussia. Passano le prime di ogni girone più la migliore seconda. Per le altre 4, ché come vuole la regola Belgio e Olanda sono qualificate di diritto, valgono gli spareggi con andata e ritorno.

Zoff non stravolge, assembla e rilancia. Nella "prima" contro il Galles, schiera 3 esordienti assoluti (Iuliano, Di Francesco e Michele Serena), e tanti uomini già visti in passato in azzurro. Tra loro, 3 giocatori che vestono la casacca dell'Italia da tempo, come Dino e Roberto Baggio e Demetrio Albertini.

L'esordio di Liverpool è vincente e convincente. 2 a 0, gol di Fuser e Vieri. Poco più di un mese dopo, si replica, questa volta contro la Svizzera, in casa. Anche qui, 2 a 0, con doppietta di Del Piero. E tanto per non cambiare un percorso che regala soddisfazioni e commenti positivi da parte della stampa, 2 sono anche i gol con i quali gli azzurri regolano la Danimarca a Copenaghen nel marzo successivo. Tre partite, tre successi, 6 gol fatti e 1 soltanto subito. Bello, bellissimo, probabilmente troppo.

I primi guai si incrociano ad Ancona contro la Bielorussia fanalino di coda, la formazione certamente meno preparata del girone. L'Italia va addirittura sotto al 24'. Fortuna che Inzaghi realizza la rete del pareggio poco dopo su rigore. E' 1 a 1, tanta fatica, qualche intoppo e un campanello d'allarme che comincia a farsi sentire. Vero, l'incontro successivo contro il Galles si risolve al meglio, con 4 lampi che illuminano la notte di Bologna. Ma poi, arrivano in sequenzatre risultati che mettono i brividi e che fanno rischiare grosso la squadra di Zoff.

Svizzera-Italia 0-0, Italia-Danimarca 2-3 (il primo vero capitombolo in salsa azzurra), quindi Bielorussia-Italia 0-0. Era iniziata benissimo, finisce così così. Azzurri primi nel girone a quota 15 punti, con Danimarca e Svizzera fermi a 14. Si vola nei Paesi Bassi per la fase finale, ma con qualche preoccupazione che toglie il sonno anche ai più fiduciosi.

Le 16 squadre che hanno staccato il pass per le gare che mettono in gioco il trofeo continentale vengono divise in 4 gironi. L'Italia finisce nel gruppo B, con Turchia, Belgio e Svezia.

Tempo 70 minuti e l'Europeo degli azzurri sembra svoltare verso il bello. Passa prima l'Italia con Conte, pareggia Buruk, ma è poi Inzaghi (ancora su rigore) a cambiare l'inerzia della gara. 2 a 1 e inizio che non poteva essere dei migliori. Anche perché a Bruxelles, 3 giorni dopo, i ragazzi di Zoff si ripetono in grande stile contro i padroni di casa del Belgio. Tutto lo stadio contro, eppure funziona. Totti e Fiore fanno tremare i polsi ai tifosi della squadra del ct Waseige. 2 a 0, Italia che passa ai quarti con un turno di anticipo.

L'ultima gara del girone, contro la Svezia, serve a compattare le fila e a confermare le logiche di squadra. Il gol decisivo è firmato da Del Piero a due minuti dalla fine dell'incontro. 2 a 1 e azzurri avanti tutta. Con un sogno che sembra avere i numeri per diventare realtà.

Nei quarti, la sfida che vale un posto tra le prime 4 del torneo mette di fronte l'Italia di capitan Maldini e la Romania di capitan Hagi, che aveva passato la fase a gironi con grande fatica. Non c'è storia. Gli azzurri dominano senza se e senza ma. Segna prima Totti, finalizza poco prima dell'intervallo Inzaghi. La Romania torna in campo con la voglia di cambiare le cose, ma non ci riesce. Finisce 2 a 0, Italia in semifinale.

Alle ore 18 del 29 giugno 2000, all'Amsterdam Arena, casa dei lancieri dell'Ajax, prende forma l'evento che raccoglie l'attenzione di tutta l'Europa. Sì, perché la sorte ha deciso che a scontrarsi per un posto in finale saranno l'Italia e l'Olanda, la squadra del tulipano, gli orange, che giocano davanti al proprio pubblico.

Toldo fenomeno. Italia in 10 al 33' per l'espulsione di Zambrotta. L'arbitro Merk concede due rigore agli olandesi. Calciano prima Frank De Boer, quindi Kluivert. Sbagliano entrambi. Il primo si fa parare il penalty dal portierone azzurro. L'altro la spedisce sul palo. Il risultato non si sblocca nei primi 90 minuti. E nemmeno ai tempi supplementari. Comincia la lotteria dei rigori. Di Biagio, Pessotto e Totti fanno il loro dovere. Frank De Boer, Stam e Bosvelt no. E Toldo fa il fenomeno. Para l'impossibile e regala all'Italia la finale di Euro 2000. E dire che non avrebbe nemmeno dovuto giocare da titolare (Buffon infortunato).

Tre giorni più tardi, a Rotterdam, va in scena la finale Italia-Francia. Gli azzurri provano sulla loro pelle quali danni e sofferenze possa causare il golden gol. Passa Delvecchio al 55', Italia campione d'Europa fino al 94'. Già, perché nell'ultimo minuto di recupero, i galletti pareggiano con Wiltord. In casa azzurri, musi lunghi, disperazione, delusione. Cominciano i supplementari. Trezeguet è lesto a spingere in rete un pallone sotto porta. Siamo al 103', gol e fine della partita. Fine dell'Europeo. Francia in festa, Italia nella nebbia.

I convocati azzurri per la fase finale: Abbiati, Albertini, Maldini e Ambrosini (Milan); Ferrara, Conte, Inzaghi, Del Piero, Pessotto, Iuliano e Zambrotta (Juventus); Cannavaro (Parma); Negro e Nesta (Lazio); Di Livio e Toldo (Fiorentina); Di Biagio (Inter); Fiore (Udinese); Montella, Totti, Delvecchio e Antonioli (Roma).

2004 - PORTOGALLO

In occasione della prima edizione lusitana, aumentano considerevolmente le nazionali alle prese con le qualificazioni. Cresce l'Europa, cambiano i numeri: 50 squadre vengono divise in 10 gruppi da 5. Passano le prime, per le altre si procede con gli spareggi.

L'Italia di Giovanni Trapattoni viene inserita nel gruppo 9, con Galles, Serbia, Finlandia e Azerbaigian. La tradizione conferma la regola che vuole gli azzurri spesso in difficoltà nelle partite di avvicinamento alla fase finale. L'Italia non comincia benissimo. Vince in trasferta con i semidilettanti dell'Azerbaigian, ma poi pareggia in casa con la Serbia e rimedia una sconfitta in Galles.

Le cose vanno meglio in seguito. Perché arrivano 4 vittorie e 1 pareggio. Gli uomini del Trap chiudono al primo posto con 17 punti, come i gol fatti. 4 quelli subiti in 8 gare. La difesa è una garanzia, l'attacco segna a ripetizione. Insomma, si può fare.

In Portogallo, il test decisivo per capire se la squadra è matura per raccogliere risultati importanti. L'ex tecnico della Juventus riparte dopo il crac del Mondiale 2002, rilanciando un 4-2-3-1 decisamente prudente e però, almeno sulla carta, funzionale ed efficace. Totti, Del Piero e Vieri trovano il modo di convivere in attacco. Perrotta e Zanetti si dividono i compiti in mediana, per contenere le ripartenze avversarie.

L'Italia viene inserita nel gruppo C, con Svezia, Danimarca e Bulgaria. Come dire, poteva andare peggio. La prima gara degli azzurri è contro la Danimarca. Finisce 0 a 0 e non sono molte le azioni degne di nota. Piuttosto, resta negli archivi l'immagine dello sputo di Totti al danese Poulsen, che fa il giro del mondo. Un punto, le prime critiche al Trap per il gioco e quel gesto della stella giallorossa che divide gli appassionati.

Gara 2, Italia contro la Svezia che nella partita precedente aveva triturato la Bulgaria (5 a 0). La novità più eclatante nell'11 azzurro che scende in campo dal primo minuto è rappresentata da Antonio Cassano, che ripaga il suo mister con un gol dei suoi al 37'. Sembra fatta. E invece no. Perché a 5 minuti dalla fine ci pensa Ibrahimovic di tacco a riportare in partita i suoi. Finisce 1 a 1 e l'Italia a 2 punti deve fare il possibile e pure di più per vincere contro la Bulgaria e sperare che nell'incontro da dentro o fuori Svezia e Danimarca non facciano la marmellata. Che significa accordo sotto traccia per fare felici entrambe.

Contro la Bulgaria, pure se a fatica, gli azzurri riescono a fare il loro dovere. Merito anche e soprattutto di Cassano, che al 90' segna il gol del 2 a 1. Peccato che a Oporto, la Svezia riesca a pareggiare a meno due dalla fine della sfida scandinava e faccia pensare un po' a tutti gli italiani che la marmellata tanto temuta sia stata preparata come meglio non si poteva. Italia fuori perché terza del girone.

I convocati azzurri per la fase finale: Buffon, Del Piero, Camoranesi, Di Vaio e Zambrotta (Juventus); Panucci, Totti e Cassano (Roma); Oddo, Corradi, Fiore, Favalli e Peruzzi (Lazio); Zanetti, Cannavaro, Vieri, Toldo e Materazzi (Inter); Ferrari (Parma); Gattuso, Nesta e Pirlo (Milan); Perrotta (Chievo).

2008 - AUSTRIA E SVIZZERA

Altro giro, altra corsa. A due. Dopo l'esperienza felice di Belgio e Olanda 2000, per la 13esima edizione della manifestazione continentale l'Uefa di Michel Platini decide di puntare sulla coppia Austria e Svizzera. La formula non cambia. Il campionato europeo coinvolge e produce numeri importanti, giusto proseguire nella stessa direzione.

L'Italia arriva in Portogallo da campione del mondo. Il 2006 è stato l'anno d'oro per il calcio di casa nostra, che vuole ripetersi nella manifestazione continentale. La squadra è passata al giovane ct Roberto Donadoni, ex stella del Milan di Sacchi e con un curriculum come allenatore tutt'altro che esaltante. Prima di prendere il timone della squadra azzurra, Donadoni aveva guidato Genoa, Livorno e Lecco.

Nelle qualificazioni, l'Italia viene inserita nel gruppo B, con Francia, Scozia, Ucraina, Lituania, Georgia e Isole Far Oer. Male l'inizio. 1 a 1 in casa con una Lituania che non sembra irresistibile. Quindi sconfitta a Parigi contro la Francia per 3 a 1. Segna Gilardino, ma non basta. Doppietta di Govou e rete di Henry. Primi guai e prime preoccupazioni.

Fortunatamente, la squadra di Donadoni riesce a completare un filotto di 5 vittorie, che le permettono di volare alta in classifica e di sperare nella qualificazione, che si fa concreta dopo gli incontri successivi. A parte un pareggio a reti bianche contro la Francia, le altre partite portano infatti tutte 3 punti. L'Italia chiude al primo posto il girone. 29 punti contro i 26 della Francia, seconda classificata. Per gli azzurri, segnano in tanti. Tra loro, Toni, Di Natale, Quagliarella e Inzaghi. Donadoni deve decidere chi convocare per la fase finale.
Il ct sceglie Cassano, Del Piero e Di Natale e lascia a casa Inzaghi, con Cannavaro che si fa male al primo allenamento in Austria ed è costretto a dare forfait, sostituito da Gamberini.

I sorteggi per i gironi in terra lusitana non dicono bene all'Italia. Che si ritrova a giocarsi il pass per i quarti con Olanda, Romania e Francia. Un gruppo di "ferro", difficilissimo, quasi impossibile. Nel primo incontro, azzurri impegnati contro l'Olanda dei fenomeni Van Nistelrooy e Sneijder. Finisce male. Non c'è partita. Segnano le due stelle olandesi sopracitate e Zambrotta gela i tifosi italiani con un autogol che chiude la storia. 3 a 0, poco da dire se non che la stampa made in Italy, come prevedibile, si scaglia contro le decisioni prese prima e durante la gara di Donadoni.

L'Italia torna in campo contro la Romania, costretta a fare risultato per non salutare anzitempo la competizione. Segna Mutu, pareggia Panucci qualche secondo dopo, ma niente di più. Solo un punto per gli azzurri, che rimangono in corsa grazie alla sconfitta dei francesi a opera degli olandesi.

Gara 3 è quella decisiva, proprio contro i transalpini, che 8 anni prima avevano fatto lo sgambetto alla nostra rappresentativa con un golden gol che aveva gelato il sangue ai tifosi italiani. Finisce bene, decisamente meglio. 2 a 0, rigore di Pirlo e gol di De Rossi, Italia in trionfo. Passa come seconda del girone. Romania e Francia fuori, Olanda e Italia ai quarti.

Avversario di rango nel turno successivo, la Spagna del ct Aragones, che può già contare su campioni del calibro di Fabregas, Torres, Xavi e Villa, capocannoniere del torneo. Gattuso e Pirlo fuori dai giochi perché squalificati. Dopo 120 minuti è ancora 0 a 0. Si passa ai rigori, che sbagliano De Rossi e Di Natale, consegnando alle Furie Rosse il tagliando per la semifinale. Vinceranno l'Europeo, per iniziare un ciclo strepitoso che li porterà nel 2010 sul tetto del mondo.

I convocati azzurri per la fase finale: Buffon, Chiellini, Del Piero e Camoranesi (Juventus); Panucci, De Rossi e Perrotta (Roma); Grosso (Lione); Gamberini (Fiorentina); Barzagli (Palermo); Gattuso, Ambrosini e Pirlo (Milan); Toni (Bayern Monaco); Di Natale e Quagliarella (Udinese); Borriello (Genoa); Amelia (Livorno); De Sanctis (Siviglia), Cassano (Sampdoria); Zambrotta (Barcellona); Materazzi (Inter).

© Riproduzione Riservata

Commenti

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>