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Italia-Germania: calma, paura, forza

Le sensazioni da Varsavia a poche ore dalla partita dell'anno

L'esultanza degli azzurri dopo la vittoria con l'Inghilterra (Credits: AP Photo/Vadim Ghirda)

La guardi e pare l'Everest, bianca e dura. Sembra impossibile da conquistare, perchè non ti lascia appoggi, varchi, sentieri. Di roccia dietro, di corsa e di piedi in mezzo, freddissima e talentuosa davanti. Eppure hanno paura di noi, che spesso ci incartiamo contro una Croazia qualunque; che dobbiamo pregare tutti i Santi del Paradiso ogni volta che c'è da passare un primo turno: in questo caso, San Giovanni, San Patrizio e San Giacomo, patrono della Spagna.

La Germania i primi turni dei grandi tornei nemmeno se li fila: botte e gol a tutti, spietata. Però quando comincia a vederci all'orizzone le prende paura. Fa bene a sottoliarlo Pirlo, il pilota di azzurra. Tanti anni fa abbiamo appoggiato uno scimmione sulla loro spalla bianca e abbiamo preso le chiavi del loro cuore. Qualche volta ci hanno anche battuti, ma mai quando contava davvero. Siamo andati a portargli via l'osso dalla loro storica fossa dei leoni, quella di Dortmund nel 2006. Normale che adesso parlino di conti da regolare. Ma sembrano quelli che strillano nella Foresta Nera per farsi passare la paura.

Sono forti, fortissimi e giovani: una nazionale con un grande futuro. Si pigliano perfino il lusso di sbattere in panchina un paio di genietti come Kroos e Muller, che a noi sembrano delle stelle vere. Dietro sono alti e grossi, hanno un grande portiere. Davanti hanno solo da fare la conta: ogni numero che esce è quello buono, da Mario Gomez a Klose. Kedirha e Ozil sono due mostri del centrocampo. Eppure hanno una fifa blu, o azzurra scura se preferite. Perchè nel calcio il pregresso fa giurisprudenza. Forse a maggior ragione ora che Prandelli sta cercando di costruire per la nostra Nazionale, una faccia nuova rovesciandole la mentalità come un guanto.

Dopo aver preso a schiaffi l'Inghilterra, la fiducia è alta. Pirlo dice che nulla è stato fatto ancora e che l'obiettivo vero è il bersaglio grosso. Prandelli aggiunge che alla Germania salteremo addosso con il gioco, perchè è inutile accucciarsi e soffrire. Meglio vivere.

Tutte belle dichiarazioni di intenti, quello che ci vuole. Vedrete che recupereremo anche i malconci De Rossi, Abate e Chiellini, perchè davanti a partite così non c'è dolorino che tenga e se non prendi rischi in momenti così vuol dire che sei un mezzo giocatore. Detto questo capiremo se sarà possibile passare domani sera a Varsavia dal regno dei boschi, delle favole, delle storie antiche, della fantasia, a quello del campo. Ancora una volta.

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