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INDISCRETO - Milan e Inter, l'austerity funziona: ingaggi a quota 100 milioni

Galliani e Moratti hanno raggiunto l'obiettivo: monte-stipendi giù di oltre il 30% come chiedeva il fair play finanziario dell'Uefa

Julio Cesar piange

Le lacrime di Julio Cesar mentre saluta il pubblico di San Siro – Credits: Ap Photo

Vedere Julio Cesar piangere in mezzo al prato di San Siro ha commosso Moratti così come le parole di Thiago Silva verso il Milan hanno certamente colpito al cuore Galliani. L'estate degli addii dolorosi per i due club milanesi ha, però, consentito a Inter e Milan di raggiungere il loro obiettivo che era una drastica riduzione del monte stipendi ormai non più sostenibile per società con fatturati inferiori della metà rispetto alle big di Spagna e Inghilterra.

Un anno fa di questi tempi il bilancio per le milanesi era traumatico. Malgrado la cessione di Eto'o in casa Inter e una tornata di rinnovi al ribasso con i senatori e la partenza di Pirlo in casa Milan da via Turati e corso Vittorio Emanuele continuavano a partire ogni mese bonifici fuori mercato. Il Milan aveva un monte ingaggi per la prima squadra da 160 milioni di euro lordi e l'Inter si fermava poco più sotto a quota 145. A questi bisognava aggiungere il costo dello staff tecnico.

IN STIPENDI IL 90% DEL FATTURATO - Nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2011 il costo del personale Milan toccava la cifra di 206,5 milioni di euro comprensivi di bonus, management, dipendenti e settore giovanile. Un record in Italia superato solo dall'Inter del Triplete con 234 milioni causati anche dai premi ingenti pagati da Moratti per una stagione irripetibile. Numeri non sostenibili nel calcio del fair play e in piena crisi economica. Basti sottolineare come nello stesso bilancio il Milan iscriveva un valore di produzione di 266 milioni di euro e il fatturato dell'Inter è a quota 221 milioni con calo previsto nei prossimi dodici mesi causa mancata qualificazione alla Champions League.

MILAN, RISPARMI PER 60 MILIONI - L'austerity imposta da Berlusconi ha cambiato la situazione. Al via della prossima stagione il Milan si presenterà con un monte stipendi per i calciatori intorno ai 100 milioni di euro lordi. Ibrahimovic e Thiago Silva da soli pesavano per circa 30 milioni all'anno, ma insieme a loro la società si è liberata di altri ingaggi top: Gattuso (4), Van Bommel e Zambrotta (3,5), Cassano e Seedorf (3). Altri giocatori hanno rinnovato con sensibili tagli come Flamini (da 4,5 a 1,8) e Ambrosini.

Oggi gli stipendi più pesanti a Milanello sono di Pato, Robinho e Mexes e viaggiano intorno ai 4 milioni di euro netti. Possibile che nei prossimi mesi venga proposto un sacrificio anche a loro. Se Kakà non è arrivato il motivo è principalmente questo: il suo contratto, pur con forte riduzione dai 9 attuali, avrebbe sforato il tetto imposto da Galliani al quale si è dovuto piegare anche De Jong che guadagnerà meno di 3 milioni netti più qualche bonus.

L'olandese proveniente dal Manchester City è il più 'ricco' dei nuovi acquisti. Dietro di lui ci sono Montolivo e Pazzini con 2,5 milioni netti, Bojan (1,6), Zapata (1,5) e Muntari cui il contratto è stato rinnovato con taglio dopo l'infortunio patito in Ghana durante le vacanze. Per tutti gli alti vale più o meno la regola del milione ed eventuali aumenti non vanno considerati scontati. Ci aveva provato El Shaarawy ma il suo procuratore ha dovuto piegare la testa dopo un duello per 200mila euro. Cose dell'altro mondo in casa-Milan. Il bilancio dice che il monte stipendi si è assestato intorno ai 48 milioni netti (96 lordi).

INTER A QUOTA 100 MILIONI - Julio Cesar, Maicon, Cordoba, Lucio, Forlan e Pazzini più il rinnovo a cifre umane di Samuel e Chivu: insieme sono valsi un risparmio a Moratti da oltre 45 milioni di euro lordi. Fosse arrivata l'offerta giusta sarebbe partito anche Sneijder con i suoi 6 milioni netti che rappresentano oggi il top del club e dell'intera serie A insieme a Buffon. L'olandese è rimasto e con lui altri reduci dal Triplete col loro carico di gloria e soldi: Milito (4,5), Cambiasso (4), Stankovic e Zanetti (3).

Solo Cassano tra i nuovi arrivati si è avvicinato a queste cifre strappando un biennale da 3 milioni più bonus legati ad assist, rigori guadagnati e vittorie di squadra. Gli altri sono rimasti sotto al nuovo tetto senza alcuna deroga: Palacio con 2,7 milioni ha il contratto più pesante, poi Guarin e Alvaro Pereira (2), Gargano (1,8), Handanovic (1,7) e Silvestre (1,5). I giovani hanno stipendi da impiegati di lusso: 50mila euro Longo e 40mila Mbaye ma presto arriveranno adeguamenti per metterli al riparo da tentazioni.

Il totale al netto della mancanza di comunicazioni ufficiali da parte di società e procuratori, dei bonus che hanno un'incidenza sempre maggiore sulle buste paga e delle buonuscite che andranno a pesare su questo bilancio (Julio Cesar se n'è andato al Qpr con un assegno da 3 milioni) porta l'Inter a un totale di poco superiore ai 98 milioni di euro lordi, il 32% in meno rispetto a un anno fa. Miracoli dell'austerity. E pazienza se salutare chi ti ha portato vittorie e trofei ti ha fatto piangere per una sera.

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