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Il viaggio di CR7 da Varsavia al Pallone d'Oro

Il Portogallo apre i quarti contro la Repubblica Ceca. Ronaldo ha l'occasione per convincere i giurati a preferirlo a Messi dopo una stagione da 68 reti in 67 partite

Cristiano Ronaldo

Il sogno di Cristiano Ronaldo è partire da Varsavia per arrivare direttamente a Parigi passando, se possibile, da Kiev. Un giro d'Europa lungo e impegnativo ma che potrebbe essere l'unica strada percorribile per mettere le mani sul Pallone d'Oro beffando la dolce ossessione che si trova già in vacanza e non gode della ribalta planetaria di questo Europeo.

La sfida di CR7 si gioca su più tavoli. La Repubblica Ceca è solo uno degli invitati a questa partita. L'altro, assente in Polonia ma più che mai presente nella testa del portoghese, si sta riposando dopo la stagione dei record con la maglia del Barcellona chiusa però senza sollevare alcun titolo di quelli che contano. Mai come quest'anno Messi può essere battuto da Ronaldo. E' già accaduto nella Liga con lo scudetto vinto dal Real Madrid che ha reso inutili i 50 gol segnati dalla 'Pulce' (quattro in più del portoghese) e potrebbe accadere anche nei giudizi dei grandi elettori del Pallone d'Oro.

Per Ronaldo sta diventando quasi un'ossessione. Irritante nei primi due match del girone contro Germania e Danimarca non aveva trovato di meglio che zittire le critiche prendendosela proprio con il grande avversario che un anno fa di questi tempi aveva già abbandonato senza troppa gloria la Coppa America. Molto meglio il Ronaldo versione trascinatore che ha portato il suo Portogallo ai quarti scavalcando l'Olanda e aprendo ai compagni la possibilità di arrivare fino in fondo.

Gli mancava il gol ed è arrivato: non una rete banale perché si tratta della quinta in tre edizioni diverse dell'Europeo (2004, 2008 e 2012). Gol che lo ha riportato alla media stratosferica di questa stagione: 67 partite giocate e 68 centri di cui 60 con la maglia del Real Madrid (46 in Liga, 10 in Champions League, 3 in Coppa di Spagna e una in Supercoppa) e 8 con il Portogallo. La miglior annata della sua carriera e un'occasione irripetibile.

Arrivare a Kiev mostrando i numeri che hanno schiantato l'Olanda gli spianerebbe la strada verso la passerella di Fifa e France Football che CR7 ha già percorso nel 2008 quando era poco più che un ragazzino convinto di avere il mondo ai suoi piedi chissà per quanto. Poi è arrivato Messi e una parte delle sue certezze si sono sgretolate fino a insuinargli il dubbio di essere costretto a una vita da secondo. Ora ha la chance di cancellare tutto. Parte da Varsavia, punta a Kiev ma il vero obiettivo è Parigi.

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