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Il Si di Blatter per un pugno di dollari (e voti)

Da Conservatore a Rivoluzionario. Blatter, il padrone del calcio, regole comprese

Il Presidente della Fifa, Joseph Blatter (Creedits: AP Photo/MTI, Laszlo Beliczay)

A Biscardi saranno venuti i capelli ricci, a Platini il ciuffo un po’ più moscio, al povero Muntari, infortunatissimo, un attacco di bile, ad Allegri uno di ansia, a Ibrahimovic il mal di pancia (sai la novità). Galliani è corso a comprarsi altri dieci cellulari con lo schermo gigante.

Il Grande Reazionario, quello che sosteneva che gli errori e dunque le polemiche, sono il sale che spolvera il pallone, e così facendo si teneva stretto al cuore il potere enorme che esce dal fischietto, diventa il Grande Rivoluzionario. Sepp Blatter, uno che si venderebbe la famiglia per un pugno di voti, ammesso che già non l’abbia fatto, diventa l’imperatore populista, gettando dalla sua finestra all’ultimo piano del palazzo di vetro, il pane della certezza del diritto tecnologica.

Altrove si limiteranno ad accogliere con favore; in Italia ci sono già i caroselli in piazza, perché noi per queste cose diventiamo matti. Il popolo è accontentato: quando la palla supererà la linea di porta si accenderanno mille lampadine e magari partirà anche la fanfara.

Lampard ai Mondiali e l’ucraino Devic all’Europeo, derubati di gol regolari, nel secondo caso con l’arbitro di fondo campo a fare da palo, hanno dato a Blatter la convinzione che un calcio così pieno di bugie poteva perfino fargli perdere dei quattrini. Non sia mai.

Ovviamente i parrucconi dell’International Board non hanno fatto una piega davanti al volere dell’imperatore svizzero ed ecco che la tecnologia, sia essa l’“Occhio di falco” o il “Golref” con il pallone con il microchip iniettato, diventa il futuro prossimo e state certi che ai Mondiali brasiliani non ci saranno fantasmi di gol. Noi stiamo, per una volta, con la grandissima maggioranza: applausi a Blatter, non senza un po’ di orticaria.

E’ ridicolo che nel 2012 quando si gioca al massimo livello si debba star lì sospesi come al circo al tempo dei romani: pollice alto o pollice verso? Anche mille occhi umani non sono in grado di percepire in un istante, con certezza assoluta, se un pallone in volo è tutto al di là della linea bianca, o la proiezione ortogonale di un brandello di cuoio sintetico sfiora quel gesso. Insomma, era ora.

A condizione che ci si fermi qui senza consentire mai alla tecnologia di togliere all’arbitro la sua discrezionalità di giudizio e il suo diritto all’errore (e il nostro diritto all’incazzatura) su ogni altra parte del gioco.Perché, semplicemente, non sarebbe più gioco, ma Grande Fratello col pallone e se vi piace guardatelo voi che noi si va al cinema.

Sia chiaro, quella che sarà non è moviola in campo, ma la soluzione di un problema di geometria. Adesso prepariamoci al casino assoluto e a un calcio a mille velocità. Nelle competizioni mondiali sotto la bandiera della Fifa ci saranno lo porte computerizzate; in quelle europee con il sigillo dell’Uefa gli arbitri di porta; nei campionati nazionali lo sa il Cielo. Pare che da noi in Italia si andrà col sistema di Platini, magari già dalla prossima stagione, ammesso che al tempo delle pezze al sedere si trovino arbitri e quattrini a sufficienza: 1,5 milioni l’anno per la Serie A dovrebbero bastare e se pagassero i club sarebbe la sciocchezza di 75mila euro a testa, un decimo dello stipendio di un terzinaccio qualunque.

Questo per la Serie A. Ma poi c’è la B e giù giù fino ai campi in cui è già tanto se arriva la terna arbitrale al completo. Insomma non sarà più per tutti lo stesso gioco. Meno democrazia. Che comunque non è la forma di governo preferita di Sepp Blatter.

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