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Grazie Italia, ma a Kiev si è chiuso un ciclo

Troppi campioni oltre i trent'anni e pochi giovani all'altezza. Ad Euro 2012 hanno giocato sempre gli stessi e adesso bisogna preparare il Mondiale in Brasile. I rapporti difficili con i club

Delusione Italia a Kiev

La delusione degli azzurri dopo la finale di Kiev – Credits: La Presse

L'errore più grande dopo la sbornia di Kiev sarebbe non riuscire a trovare l'equilibrio tra l'esaltazione per essere arrivati in fondo all'Europeo da outsider e la delusione dopo essersi dissolti contro la Spagna. Serve un'analisi serena ma spietata perché il mese vissuto in Polonia ed Ucraina lasci in eredità la base su cui costruire il futuro. Con una certezza: l'Italia seconda a Kiev è una squadra che chiude un grande ciclo e non lo apre. Guai ad illudersi del contrario. La buona notizia è la volontà del ct Prandelli di proseguire nel suo rapporto fino al Mondiale 2014. Perderlo adesso sarebbe stato un salto nel buio. Il resto, però, andrà costruito tassello per tassello.

AD EURO 2012 SENZA PANCHINA - Nella finale contro la Spagna siamo arrivati così stanchi e scarichi anche perché Prandelli ha ridotto via via la rosa dei suoi titolari con il passare delle partite. C'è chi non ha mai riposato o quasi: Buffon, Bonucci, Barzagli (dopo il rientro), Pirlo, Marchisio, De Rossi, Cassano e Balotelli. Qualcuno come Chiellini è rimasto fuori solo per problemi fisici. Sono nove uomini su undici che hanno tirato da Danzica a Kiev praticamente senza fermarsi mai per assenza di alternative.

L'elenco dei 'turisti' nel gruppo di Prandelli è troppo lungo per essere normale. A parte i due vice di Buffon c'è chi non ha messo piede in campo nemmeno un minuto (Ogbonna e Borini) e chi lo ha fatto solo per qualche ritaglio (Giaccherini, Nocerino, Maggio, Giovinco). Lo stesso Diamanti che aveva entusiasmato contro l'Inghilterra ha giocato mezz'ora contro la Germania e nulla in finale e in tutta la competizione ha messo insieme 101 minuti. In totale fanno nove giocatori su 23 convocati che non hanno potuto o saputo ritagliarsi uno spazio. Prandelli ha affrontato l'Europeo con 13-14 giocatori: troppo pochi per non arrivare in fondo cotto. Pochi anche per pensare di avere in mano una rosa competitiva a lungo termine.

BUFFON, PIRLO E LA CARTA D'IDENTITA' - A parte l'autogol di non convocare Cassano e Balotelli, Lippi in Sudafrica pagò anche la sfortuna di perdere Buffon dopo 45 minuti della sfida inaugurale contro il Paraguay e Pirlo per infortunio (giocò solo gli ultimi 34 minuti contro la Slovacchia). Quanto siano importanti lo ha confermato Euro 2012. La loro carta d'identità però non concede sconti. In Brasile nel 2014 avranno rispettivamente 36 anni (Buffon) e 35 anni compiuti. Soprattutto il regista non garantisce di poter restare a questi livelli di continuità.

Saranno oltre i trenta anche De Rossi (31), Chiellini (30 ad agosto 2014), Cassano (32), Barzagli (33), Balzaretti (33), Thiago Motta (32), Diamanti (31) e Di Natale (36). Urge far partire subito l'operazione ricambio generazionale perché molti di questi non potranno essere protagonisti in Brasile e le alternative mancano come hanno dimostrato le mancate utilizzazioni di Ogbonna e Borini e la non convocazione di Destro evidentemente ritenuti non pronti a questo livello.

GIRONE DI QUALIFICAZIONE DIFFICILE - Dopo l'eliminazione in Sudafrica Buffon disse che difficilmente l'Italia si sarebbe qualificata per l'Europeo. E' stato smentito dai fatti anche grazie a un girone non impossibile e al suicidio degli ultras serbi. Verso il Mondiale del 2014 non avremo lo stesso bonus. Dopo l'amichevole di Ferragosto contro l'Inghilterra ci tufferemo nel raggruppamento con Repubblica Ceca, Danimarca, Bulgaria, Armenia e Malta. I cechi hanno eliminato la Polonia e fatto soffrire il Portogallo e i danesi hanno battuto l'Olanda. Attenzione a sottovalutarli.

GIOVANI IN RAMPA DI LANCIO - Una mano a Prandelli la potrà dare paradossalmente il mercato dell'austerity cui sono costrette le big italiane. Se Milan, Inter, Juventus e le altre valorizzano qualche giovane nostrano la sua candidatura alla nazionale diventa automatica. Però bisogna fare in fretta ed è da dimostrare che Destro, Verratti, Insigne ed El Shaarawy siano già pronti per un salto che non potrà essere rimandato troppo. Sulla strada verso Euro 2012 il ct ha usato 41 giocatori e da questi ne ha tratto i 23 convocati. Era a inizio mandato. La sensazione è che d'ora in poi dovrà ragionare su numeri inferiori senza troppe possibilità di sperimentare.

RAPPORTO CONFLITTUALE CON I CLUB - Avrebbe bisogno di un rapporto migliore con i club, ma la storia degli stage dell'ultima primavera (prima negati e poi concessi per intervento del Coni) spiega bene quale sia la temperatura tra la Nazionale e la Lega di Serie A. Molti presidenti sopportano a malapena l'azzurro e le sue attività. Prandelli fin qui non si è speso in maniera totale nell'attività diplomatica e la Figc è parsa debole fino all'intervento del Coni.

Le cose dovranno necessariamente cambiare o si va incontro a due stagioni di scontri con la Nazionale nella parte del vaso di coccio tra calendari intasati e necessità economiche dei club. Eppure servirebbe tempo per inserire i giovani e capire quale degli anziani ha ancora tanto da dare lasciandogli magari il tempo per rifiatare un po'. Insomma servirebbe tempo per chiudere un ciclo che ci ha regalato un Mondiale una finale europea ed aprire quello nuovo. Perché di questo si tratta. Illudersi del contrario significherebbe dilapidare l'eredità di un mese comunque fantastico.

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