Il Gp di Spagna segna il ritorno alla vittoria per Lewis Hamilton, ma si conclude con un risultato che promuove anche la Ferrari. Il Cavallino c'è, rimane competitivo anche dopo il pacchetto di aggiornamenti portato dalla casa tedesca e da qui in poi sarà un duello tra Seb e Lewis per il titolo. Le prime ruotate si sono già viste al Montmelò.


E' stata la gara più bella del Mondiale, decisa dalla strategia della Mercedes ma arricchita da sorpassi che hanno reso preziosa la sfida. A fare la differenza è stata la scelta di Hamilton e del suo muretto di giocarsi le gomme soft nell'ultima fase favorendo così il soprasso al 44° giro. La Ferrari le aveva utilizzate prima e Vettel non è riuscito nell'obiettivo di tenere dietro il campione del mondo.

Gioco di squadra Mercedes - L'altro dettaglio che ha fatto la differenza in pista è stata la scelta Mercedes di sacrificare la seconda guida Bottas per danneggiare Vettel nella fase clou della gara. Una decisione che evidenzia come a Stoccarda temano la Ferrari e un duello che mancava da troppe stagioni. Siamo solo in primavera e i tedeschi stanno mettendo sul campo tutto l'arsenale a disposizione.

E Raikkonen che fa? - Kimi è stato buttato fuori alla prima curva da Bottas e Verstappen ed è innocente per non aver contribuito alla domenica della Rossa. Ora, però, il tema delle gerarchie diventa pressante: saprà il finlandese essere la spalla di Vettel per tutto il campionato, sacrificando anche le proprie ambizioni? E Arrivabene come gestirà l'eventuale necessità di non offrirgli il rinnovo di contratto e al tempo stesso di chiedergli la massima applicazione nel lavoro di squadra?

Ferrari, troppi cambi motore - L'altro dettaglio che rischia di pesare da qui alla fine è la gestione del motori. Il sabato delle prove ha costrutto Vettel a giocarsi il quarto turbo dell'annata. Da qui in poi saranno penalizzazioni in griglia, con il rischio di cancellare l'equilibrio che la Ferrari ha saputo miracolosamente creare in questi gran premi d'avvio. A meno che a Maranello non riescano a fare tutta la stagione ruotando i motori già utilizzati.

Come previsto il ritorno in Europa della Formula Uno ha disegnato con chiarezza i valori in campo. Ci sono Mercedes e Ferrari, tutti gli altri arrancano dietro e l'impressione è che non ci sia spazio per il recupero nemmeno attraverso gli aggiornamenti dei prossimi mesi. Si torna in pista tra due settimane a Montecarlo, circuito storico e anomalo in cui saranno fondamentali il lavoro del sabato e quello del muretto. Fin qui la Ferrari si è dimostrata all'altezza.

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