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Formula 1

Marchionne, delusione e rabbia: perché ha definito la Ferrari imbarazzante?

Lo sfogo del presidente del Cavallino dopo il Gp d'Italia a Monza. Cosa c'è in gioco? La sfida alla Mercedes e la volata del Mondiale

Da mesi non si sentiva il presidente della Ferrari, Sergio Marchionne, parlare così del Cavallino. Da un anno, ovvero da quando la Rossa arrancava nel finale di una stagione da dimenticare e preparava in silenzio la rivincita.

Che sia tornato a tuonare a Monza nel week end del sorpasso Hamilton su Vettel nella classifica mondiale (ora sono 3 i punti di vantaggio del britannico sul tedesco) sorprende. Non tanto per l'andamento del Gp d'Italia, totalmente dominato dalle Mercedes e con la Ferrari staccatissima e mai competitiva, quanto per il tono e la tempistica delle critiche.

 

Cosa ha detto Marchionne dopo il Gp di Monza

Il podio di Vettel, che ha limitato i danni nella corsa al Mondiale 2017 non ha addolcito la pillola di Marchionne. "Dobbiamo capire cosa abbiamo sbagliato, è stato quasi imbarazzante vedere questa differenza tra noi e la Mercedes - ha detto il numero uno di Maranello -. Si è capovolta la situazione rispetto a Spa. Essere partiti in terza fila non significa nulla, dopo la macchina non ce l'ha fatta".

Un messaggio duro e diretto ai responsabili del team: "Prendevamo quasi un secondo al giro. E' impossibile, non è la vera Ferrari. Bisogna raddoppiare l'impegno. L'obiettivo non è cambiato, sia nel Mondiale piloti che in quello costruttori. Non significa un tubo che i prossimi circuiti siano favorevoli a noi: devo veramente togliere il sorriso dalla faccia di questi qua".

Dedicato ai vertici della Mercedes, gongolanti per il secondo successo di fila di Hamilton. Finale con stoccata alla tifoso della Rossa: "Mi stanno girando le balle".

Perche Marchionne ha parlato così?

Una presa di posizione quasi inspiegabile, visto che solo un giorno prima lo stesso Marchionne aveva parlato di Ferrari alla pari con la Mercedes lodando il grande lavoro fatto dal team negli ultimi dodici mesi. Può essere bastata la delusione della corsa di Monza per giustificare un simile cambio di scenario? Solo in parte.

Ferrari per la prima volta impreparata - Di sicuro non è piaciuta la sensazione che, per la prima volta, la Ferrari sia parsa quasi impreparata alla sfida. Vettel e Raikkonen sono stati inferiori sempre, sia sul bagnato delle prove che con il sole della gara. Il dominio Mercedes è stato totale, come dimostrato dai pesanti distacchi.

Le Red Bull improvvisamente più veloci - Senza dimenticare che anche le Red Bull si sono trovate improvvisamente ad essere più performanti delle Ferrari. Scenario inaccettabile per un team che ormai punta deciso alla vittoria del Mondiale. Passi per la difficoltà sulla pista più favorevole ai tedeschi, ma non si può far finta di nulla rispetto a Ricciardo e Verstappen che senza penalizzazioni sarebbero rimasti davanti alle due Rosse.

Trend negativo da Montecarlo - E' vero che a partire da Singapore arrivano circuiti più adatti alla Ferrari (lo saranno anche Austin e Abu Dhabi), ma la tendenza è negativa da mesi. Due numeri? Negli ultimi 7 gran premi le Mercedes ne hanno vinti 5 e la Ferrari solo quello in Ungheria tra mille sofferenze. Hamilton ha 8 pole stagionali contro le 3 delle due Ferrari. E sono risultati ottenuti su tracciati di tutti i tipi, non solo come Spa e Monza.

Segnale alla squadra dopo i contratti - In generale Marchionne ha voluto dare un segnale forte alla vigilia della volata finale. Mancano 7 gare e le chance per il titolo piloti sono intatte mentre quello per scuderie sta volando via (Mercedes +62). La Ferrari ha fatto tutto per mettere Vettel e Raikkonen nelle condizioni giuste per non sbagliare, a partire dai rinnovi di contratto anticipati per entrambi.

Magari Marchionne ha parlato soprattutto con l'animo del tifoso. O, forse, da manager attento nella gestione delle risorse umane (tecnici, capisquadra e piloti) ha voluto dare la scossa forte. Non ci sono elementi per dire che si sia tornati indietro di un anno, anzi. Però il week end di Monza non può essere archiviato con il sorriso che anche sul podio aveva Vettel. Per battere la Mercedes ci vogliono rabbia e fame. Marchionne lo ha ricordato a tutti.

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