Formula 1

Turrini: "Vettel imbattibile, ma se Alonso non avesse sbagliato..."

Il giornalista commenta la gara di Spa e sottolinea l'errore del pilota Ferrari nelle qualifiche. Mondiale finito? "Sì, se il tedesco vince a Monza" - Le pagelle del GP

Il podio di Spa 2013 (Credits: Mark Thompson/Getty Images)

"Questa volta dobbiamo partire da Caressa: se Vettel vince anche a Monza manda tutti a prendere il tè caldo". Leo Turrini, noto esperto delle cose della Formula 1, introduce così a panorama.it il tema del giorno. Il Gran premio d'Italia come linea di confine tra il possibile e l'impossibile. Tra l'ennesima dimostrazione di forza del tedesco della Red Bull e il desiderio di rivalsa di Fernando Alonso. Perché per il pilota spagnolo della Ferrari non esiste domani. A Monza deve vincere. Altrimenti, fine della storia e arrivederci al prossimo anno. Con un carico di delusione da spartire con tutti gli uomini del team, presidente Montezemolo compreso.

Alonso ha risposto con una prova straordinaria a chi cominciava a girare anche a lui le responsabilità per una stagione che fin qui non ha risposto alle aspettative della vigilia.

"Se Alonso dovesse vincere a Monza potrebbe iniziare un nuovo campionato. Con un trionfo, il pilota spagnolo ridurrebbe infatti lo svantaggio da Vettel e invertirebbe la logica della corsa al titolo. Ciò detto, sabato ha fatto un errore clamoroso. Perché è stato l'unico dei dieci piloti che erano in pista a giocarsi la pole ad andare in testacoda su una pozzanghera, perdendo per pochi secondi la possibilità di fare l'ultimo tentativo mentre la pista si stava asciugando. Possibilità che invece hanno sfruttato al meglio tutti gli altri. 

"Fernando non ammette mai i suoi errori. E' fatto così, è il suo carattere. Si è inventato che non era vero che era colpa di quell'errore e via dicendo. Intendiamoci, la pole non l'avrebbe fatta lo stesso, Ma non sarebbe partito dalla quinta fila. Aveva una macchina che poteva essere come minimo da seconda fila. In gara è stato perfetto, ma come sarebbero andate le cose se fosse partito qualche posizione più avanti? Magari avrebbe potuto mettere un po' di pressione al tedesco. Sperare di indurlo all'errore. Se parti nono e dopo cinque giri hai già 8-10 secondi da Vettel, c'è ben poco da fare".

A fine gara, Alonso ha dichiarato che più di così non avrebbe potuto fare. Vettel ieri era imprendibile. E le cose non sarebbero cambiate anche se fosse partito dalla prima fila. 

"Diciamolo chiaro. La Red Bull di Vettel era imbattibile. La svolta c'è stata all'ultimo pit stop, quando entrambi hanno montato le gomme dure. Il team della lattina ha raccomandato al tedesco via radio di correre il più possibile per aumentare il vantaggio su Alonso. Così, giusto per stare tranquilli. E abbiamo visto come è andata. Vettel gli prendeva un secondo al giro. Con le gomme dello scorso anno, siamo tornati alla differenza di prestazioni di dodici mesi fa. Quindi Alonso ha detto la verità questa volta. Anche se fosse partito in prima fila, non sarebbe riuscito a battere il suo avversario. Detto questo, c'è una buona notizia per la Ferrari". 

L'inversione di tendenza. Ora la macchina corre davvero. 

"Proprio così. Dopo due mesi difficili, in Belgio abbiamo visto di nuovo una monoposto competitiva. La Ferrari è stata nettamente davanti alla Mercedes e alla Lotus. La sensazione è che a Maranello abbiano trovato il bandolo della matassa. Che si siano rimessi nella giusta direzione per migliorare l'auto". 

Aumenta il rammarico. Se la Ferrari fosse riuscita a fare questo salto in avanti qualche settimana prima, forse ora potremmo raccontare un'altra storia. 

"Fino a fine maggio la Ferrari ha dato ad Alonso una macchina competitiva. I problemi veri sono cominciati dopo Montecarlo. Perché gli sviluppi che ha presentato Maranello a giugno e luglio non hanno prodotto i risultati sperati. E invece di andare avanti sono andati indietro. Ma non è giusto dire che la Ferrari sia nei guai dall'inizio del campionato. Ripeto, fino alla fine di maggio la Ferrari era la macchina migliore". 

Vero, anche se in qualifica, nel giro secco, i problemi ci sono sempre stati. 

"Certo, ma questo è un altro discorso. E se la macchina è superiore in gara, non è necessaria la pole per vincere. L'abbiamo visto. Alonso ha vinto in Cina e in Spagna pur non partendo davanti a tutti. Per non parlare del caos gomme. Non era mai successo che cambiassero i pneumatici nel corso del campionato. E questo ha creato non pochi guai anche alla Ferrari". 

L'ingresso di Allison potrebbe diventare determinante per le ultime gare del campionato?

"E' un tecnico molto bravo. E' già stato in Ferrari e conosce l'ambiente. Ma ha lavorato anche in Renault, nell'anno del Mondiale di Alonso. E sicuramente c'è il suo zampino pure nella Lotus di Raikkonen. Per la mia esperienza, dubito però che un ingegnere possa cambiare le cose in corsa. Anche avesse delle idee rivoluzionarie da applicare sulla F138 non credo che a Maranello avrebbero il tempo di metterle in pratica a stretto giro di posta. In ogni caso, è importante che la Ferrari abbia investito su una figura professionale di alto livello". 

Raikkonen, a Monza si saprà. Sarà Ferrari?

"Ieri è stata scattata l'ennesima fotografia degli ultimi anni in Ferrari. Hai due piloti in quinta fila alla partenza. Uno fa una grandissima gara e arriva secondo. L'altro arriva dopo la musica beccandosi un distacco di 40 secondi dal compagno. Lo dico ancora. La Ferrari non può fare come Paolo Ferrari nella pubblicità del fustino di detersivo, paghi uno e prendi due. Perché la Ferrari paga due piloti e di fatto corre con uno solo. Ecco perché sarebbe importante portare a casa Raikkonen. Al di là di quello che pensa Alonso, che non ci interessa.

"Lui deve fare il pilota, non si deve occupare della gestione della scuderia. Per vincere, è necessario passare da qui, da una scelta di questo tipo. Se andiamo a vedere, le scuderie concorrenti hanno sempre avuto un secondo pilota all'altezza della situazione, capace di strappare punti importanti agli avversari di turno. La Ferrari corre da tempo con una sola macchina. E' ora di finirla". 

Vettel si sente già il mondiale in tasca?

"Mi sembra molto consapevole delle qualità della macchina che guida. Ma pure del talento suo personale e del vantaggio che possiede su chi lo segue in classifica. Io credo che Monza sia lo spartiacque. Se uscirà da quella gara aumentando il vantaggio su Alonso, al di là che vinca o meno la corsa, credo sia finita. Se invece la Ferrari dovesse vincere, potrebbero aprirsi delle prospettive interessanti per chi tifa Cavallino". 

© Riproduzione Riservata

Commenti