Formula 1

Kimi Raikkonen, tutti i suoi numeri

Il nuovo compagno di squadra di Alonso in Ferrari vanta diversi primati in F1 - il sondaggio - l'opinione di I. Capelli - l'opinione di D. Valsecchi - la reazione della Lotus -

Photostream - F1, stop di Raikkonen nel 2010

Kimi Raikkonen con la divisa Ferrari nella sua precedente esperienza a Maranello

Kimi Raikkonen in Ferrari, ora è ufficiale. Ma chi è davvero il pilota finlandese?

Stando ai numeri Raikkonen non è un pilota qualsiasi. Non lo è mai stato. Fin da quando da giovanissimo correva sui kart e faceva a spallate per vincere le gare. Il suo obiettivo era chiaro: conquistarsi nel più breve tempo possibile un sedile nella Formula 1 dei campioni. E poco importa se la tradizione insegna che per arrivare nella Serie A dei motori a quattro ruote sia quasi necessario fare la gavetta nelle categorie inferiori. Lui, il finlandese che parlava poco e vinceva tanto, non voleva aspettare. Sapeva di avere le stigmate del fuoriclasse e contava di dimostrarlo a tutti a stretto giro di posta.

La grande occasione gli arrivò nel 2001, per merito della Sauber, che decise di affidargli una macchina per sei gare e poi si vedrà. Il debutto, al Gran premio d’Australia, spiegò le ragioni di un’ascesa così veloce. Chiuse quella gara al sesto posto, dietro Michael Schumacher, David Coulthard, Rubens Barrichello, Nick Heidfeld e Heinz Frentzen. Da zero a sei alla prima da titolare, un trionfo da non credere. Che si ripeterà in almeno tre occasioni. In Austria arrivò quarto, come in Canada. E in Gran Bretagna quinto. Era nato un campione. Di quelli veri. Capace di tenere testa ai veterani del Circus. Un predestinato, qualcuno dirà in seguito. Un asso del volante, uno dei migliori di sempre.

L’anno successivo passò alla McLaren, in cui rimase cinque anni, durante i quali raccolse due secondi posti finali, tante soddisfazioni e qualche salto nel buio (nel 2004, collezionò 8 ritiri in 18 gare). Nel 2007, il passaggio alla Ferrari orfana di Michael Schumacher. Buona la prima. Sei vittorie e 12 podi complessivi. Un trionfo da celebrare all’ultima curva. Sì, perché Raikkonen vinse il titolo con un punto di vantaggio su Hamilton e Alonso. Un finale da brividi, emozionante ed esaltante per il rosso Ferrari. Fino alla rottura, provocata, si disse, dalla scarsa attitudine del pilota finlandese a seguire le direttive della scuderia. In pista, ma anche e soprattutto nel day by day.

Raikkonen lascia Maranello e la F1 per dedicarsi ai rally, la sua grande passione. Guida una Citroën per due anni, ma non riesce a fare il grande salto. Due volte decimo nella classifica finale del mondiale. Uno dei tanti. Nel 2011, altro giro, altra corsa, con le gare del circuito Nascar. Anche qui, tanti guai e poche soddisfazioni. Finché non arriva la chiamata della Lotus, che lo vuole riportare in F1 per la stagione 2012. Il resto è storia recente. Kimi dimostra di non aver perso il talento dei giorni migliori e porta l’ex Renault a risultati insperati e per certi versi imprevedibili. Con una monoposto che soffre e non poco il confronto con le scuderie più titolate, il finlandese riesce a battersi da par suo. Stella tra le stelle. Tutti lo cercano, tutti lo vogliono. Anche la Red Bull, che poi però decide di puntare su Ricciardo e lascia spazio alla Ferrari. Oggi la notizia dell’atteso ritorno. Al fianco di Alonso. Due campioni sotto lo stesso tetto.

 

I numeri di Raikkonen in F1

Gran premi disputati: 189

Vittorie: 20

Podi: 75

Punti complessivi: 920

Pole position: 16

Titoli mondiali: 1, nel 2007

Gran premi consecutivi a punti: 27 (record assoluto)

Debutto: Australia 2001

Prima vittoria: Malesia 2003

Prima pole: Gp d’Europa 2003

Maggior numero di vittorie in un anno: 7 (2005)

Carriera: Sauber (2001), McLaren (dal 2002 al 2006), Ferrari (dal 2007 al 2009), Lotus (dal 2012 al 2013).

© Riproduzione Riservata

Commenti