E' stata la domenica nera della Ferrari e di Sebastian Vettel e il trionfo della Mercedes. Che entrava da favorita nella gara di casa (Gp di Gran Bretagna a Silverstone, ovvero la patria di Hamilton), ma che non poteva nemmeno sognare di uscire con la conferma di un dominio assoluto come accaduto in pista.

Hamilton ha vinto comandando dal primo all'ultimo metro. Bottas è risalito dalla nona alla seconda posizione, cancellando la penalizzazione subita per la sostituzione del cambio. Le Ferrari? Terzo Raikkonen e settimo Vettel, beffato dalla foratura della gomma anteriore sinistra nel giro finale mentre anche il compagno di scuderia aveva avuto un problema con i pneumatici salvando il podio di un soffio.


Il prodotto della domenica nera, in termini di punti, è il quasi completo azzeramento del vantaggio di Vettel nella classifica mondiale: da +20 a +1 (177 a 176) e fuga in quella costruttori che per Marchionne significa molto e che ora vede il Cavallino arrancare a meno 55. Il sospetto che la Mercedes avesse ristabilito i valori in pista era già venuto nelle ultime domeniche, poi condizionate da eventi straordinari. Questa volta è andato tutto come da norma e il risultato è stato indiscutibile.

Ferrari, allarme rosso dopo Silverstone. Ecco perché...

I numeri non sono l'unico motivo di preoccupazione dopo il week end inglese in cui la Mercedes ha dimostrato di essere superiore senza discussione. Sia nelle prove che in gara Hamilton ha dominato e Bottas ha confermato di aver compreso alla perfezione sia come funziona la sua vettura, sia il ruolo di secondo pilota. Tra l'altro la vittoria del britannico (quarta stagionale) ha rimesso a posto anche le gerarchie in casa Mercedes.

Ferrari, non è solo sfortuna - La foratura di Vettel a pochi chilometri dall'arrivo e i problemi di Raikkonen non possono essere classificati unicamente come sfortuna. Il tedesco ha pagato una tattica volutamente esasperata per limitare i danni dell'ennesima partenza difficile. Non è riuscito a superare Verstappen in pista e lo ha dovuto fare anticipando la sosta ai box. Non poteva prevedere il ko tecnico finale, ma nemmeno escluderlo.

Per tutto il week end la Rossa è stata in affanno rispetto alla Mercedes con distacci tra il mezzo secondo e il secondo e mezzo, sia sul bagnato che sull'asciutto. Segnale poco confortante se si pensa anche a Montreal, Baku e Spielberg la sensazione era di un nuovo ribaltone tecnico solo attenuato da episodi eccezionali.

Vettel nervoso e in calo - Sebastian Vettel nelle prime sei gare della stagione era arrivato solo primo (3 volte) o secondo (altrettante). Dopo Montecarlo ha un ruolino di marcia modesto: un solo podio (Austria) e 48 punti racimolati con la media di 12 ogni gara. Così è impossibile vincere un Mondiale, anche se Hamilton ha dilapidato molto (72 punti su un potenziale di 100) ritardando l'appuntamento con il sorpasso.

Il nervosismo del tedesco si spiega anche così: quasi la consapevolezza della rimonta inarrestabile della Mercedes che era rimasta choccata dall'inizio della Ferrari. Vettel nervoso significa anche qualche errore di troppo nelle partenze che sempre più sono il momento decisivo in cui la Rossa può provare a scrivere una storia diversa.

Raikkonen, che combini? - Kimi ha dato l'impressione di fare da tappo a Vettel nelle prime curve, quando il tedesco era in qualche modo riuscito a rimettersi dietro Verstappen. Poi ha fatto la sua gara senza mai impensierire Hamilton e alla fine è salito sul podio malgrado i problemi.

Si fatica a comprendere il ruolo di spalla di Sebastian che, invece, ne avrebbe un assoluto bisogno. I numeri lo condannano: è stato scavalcato da Ricciardo in classifica dove ha fatto 56 punti meno di Bottas e 79 meno del compagno di squadra mentre il finlandese della Mercedes è solo a -23 da Hamilton. Stiamo entrando nella fase decisiva della stagione: Kimi deve dare di più e con maggiore continuità.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti