Formula 1

F1, Gp Germania - Super Alonso, Hockenheim si tinge di rosso

Il pilota spagnolo conferma di avere i numeri e la macchina per staccare gli avversari più quotati anche sull'asciutto. Vettel, secondo, a rischio sanzione. Terzo Button, Hamilton ritirato

Italia batte Germania 1 a 0. Sul circuito di Hockenheim, pista che anticipa di qualche metro l’inizio della Foresta nera e che torna a farsi bella in F1 dopo la parentesi 2011 del Nurburgring, Fernando Alonso sbaraglia la concorrenza per la seconda volta consecutiva e parcheggia la sua Ferrari sul gradino più alto del podio. La Mercedes, che da queste parti è di casa, non gradisce e si rammarica per il risultato tutt’altro che esaltante dei suoi due piloti (Schumacher 7°, Rosberg 10°), che altro non possono fare che raccogliere il possibile e sperare in un domani migliore.

Una corsa straordinaria, quella del pilota spagnolo. Che conferma i progressi delle settimane scorse e dimostra che gli ingegneri di Maranello hanno fatto un ottimo lavoro, rivoluzionando o quasi una macchina che a inizio stagione soffriva tantissimo il confronto con le solite note e che ora fa la lepre. Ferrari davanti, le altre dietro, a correre ai ripari per trovare il modo di non farsi mettere sotto dalla Rossa.

Nella decima prova del Mondiale, giro di boa del campionato 2012, primo giorno di nuvole senza acqua dopo due giorni di tempesta, non c’è stata partita. Alonso, numero 1 sulla griglia di partenza, è scattato come un razzo al via della gara e non si è fatto più prendere. Fuori gioco Hamilton al terzo giro, a causa di un pneumatico forato, soltanto Vettel e Button sono riusciti a tenergli testa. Sgomitando tra loro e favorendo di fatto la fuga del fuoriclasse Ferrari, che con una macchina che gira finalmente con prestazioni all’altezza delle dirette avversarie Red Bull e McLaren non sbaglia un colpo e, anzi, fa capire chiaramente, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che il più bravo è lui.

La gara di Hockenheim dice anche un’altra cosa, importantissima: la Ferrari è super competitiva anche sull’asciutto. Lo era sul bagnato e lo sapevamo da un paio di mesi. Ma che lo fosse anche senza l’acqua sul circuito, beh, non era così certo. Almeno, fino a oggi. Stefano Domenicali, l’uomo di fiducia di Montezemolo in Ferrari, strizza l’occhio ma non sorride: “Godiamoci la vittoria, ma restiamo calmi”. Basso profilo, quindi, testa bassa e pedalare. Maranello esulta, ma non si fa sentire. Come Alonso. Che dopo aver stappato la bottiglia sul podio, dichiara con la compostezza del campione che “sì, è andato tutto bene. Abbiamo vinto, Hamilton si è ritirato, Webber è arrivato ottavo. Bene anche i pit stop. Insomma, tutto perfetto”. Proprio così, tutto perfetto.

Vettel e Button si sono presi a pizzicotti per tutta la corsa. Il pilota tedesco, idolo dei tifosi in tribuna (pure se non c’è il tutto esaurito dei tempi d’oro), parte dalla seconda posizione e ringrazia i commissari della Federazione internazionale. Che respingono le ipotesi di irregolarità legate alla mappatura del motore e gli consentono, a lui come a Webber (già retrocesso di 5 posizioni per la sostituzione del cambio), compagno di scuderia, di mantenere le posizioni guadagnate nelle qualifiche.

Dopo un testa a testa bellissimo con Button, autore di un recupero da applausi (partiva dalla terza fila), Vettel taglia il traguardo dietro Alonso, ma non è detto che lo mantenga. Perché è attesa a breve la decisione dei giudici di pista che dovranno dire la loro su un sorpasso al limite del regolamento che il campione del mondo 2011 ha effettuato ai danni del collega inglese a due giri dal termine. Button alza la voce e chiede giustizia. Probabile che gli venga data ragione. Il tedesco non ha mai vinto nel mese di luglio e nemmeno nelle diverse edizioni del Gran premio di Germania. Vorrà dire qualcosa?

Chi la fa, la aspetti, potrebbe dire Vettel. Che per qualche giro ha dovuto lottare con Hamilton, doppiatissimo e in cerca di risalire la china dopo il guaio alla partenza, che proprio non ne voleva sapere di lasciargli strada. Anche perché oggi la McLaren di Hamilton era velocissima e aveva i numeri per creare problemi grandi come una casa ad Alonso, che se la ride sotto i baffi per aver ricevuto un buffetto sulla guancia dalla sorte.

Sotto il podio, tanto rammarico e piacevoli conferme. Per Raikkonen (Lotus), che in gara fa sempre il diavolo a quattro, ma non riesce a raggiungere il risultato di spessore anche e soprattutto a causa della difficoltà di fare un buon risultato in qualifica. Benissimo le Sauber di Perez e Kobayashi, rispettivamente quinta e sesta. Nulla di nuovo, la bianca che fa il verso alla Ferrari è in forma e non da oggi. Settimo Schumacher, ottavo Webber, nono Hulkenberg, decimo Rosberg, capace di recuperare ben 10 posizioni dalla partenza. Massa? Soltanto 12°. Sfortunato in partenza e mai protagonista. Sempre più d’attualità la lotta per la sua successione.

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