Formula 1

F1, la riscossa dei numeri 2

Rosberg, ma pure Ricciardo, Bottas, Magnussen e Kvyat: nel 2014 dominano le seconde guide. Ma perché? Ne parliamo con Umberto Zapelloni

Nico Rosberg festeggia sul podio del Gp dell'Austria la sua terza vittoria stagionale – Credits: EPA/HANS KLAUS TECHT

Nico Rosberg, soprattutto. Ma pure Daniel Ricciardo, Valtteri Bottas, Kevin Magnussen, Daniil Kvyat. La Formula 1 della rivoluzione tecnologica e regolamentare premia i numeri 2 e lascia almeno fin qui con il broncio i numeri 1, i piloti che alla vigilia del campionato partivano con i favori del pronostico e tra le grazie della scuderia di appartenenza, pronta a sostenerli fuori e dentro la pista. Alla regola non risponde Kimi Raikkonen, protagonista di un avvio di stagione da mani nei capelli, per risultati e prospettive. Ma in fondo lui, il finlandese, non ha detto sì alla Ferrari con l'idea di fare la spalla di Fernando Alonso.

“Ferrari a parte e scorrendo la classifica si può dire che sia proprio così, i numeri 2 stanno spesso facendo meglio dei numeri 1 - spiega a panorama.it il vicedirettore della Gazzetta dello Sport, Umberto Zapelloni – Tuttavia ogni caso merita un approfondimento, perché talvolta tutto era chiaro sin dall'inizio. Prendiamo la Williams, per esempio. Bottas era un numero 2 sulla carta. In realtà, il pilota finlandese ha un potenziale maggiore rispetto a Massa, che conosciamo bene da anni. Discorso diverso e per certi versi più sorprendente in casa Red Bull. Vettel sta accumulando quest'anno i problemi che non ha avuto in 4 anni durante i quali ha dominato in lungo e in largo. Ricciardo invece si è dimostrato subito pronto per una grande scuderia, sta facendo ottime cose in gara e in qualifica”.

Rosberg a più 29 rispetto ad Hamilton, chi l'avrebbe mai detto?

“Dopo le prime gare del mondiale, quando la superiorità della Mercedes si è manifestata in tutta la sua evidenza, vedevo Hamilton favorito per la conquista del titolo. Perché è un pilota che ha sempre fatto vedere di avere una velocità nettamente superiore agli altri. Col passare delle settimane, Rosberg ha dimostrato però di soffrire meno la pressione e di avere una regolarità straordinaria. Nei primi otto gran premi, è arrivato tre volte primo e cinque secondo, difficile chiedere di più. E poi, se a lui capita un guaio, arriva comunque sul podio, mentre se capita ad Hamilton quest'ultimo è costretto a fermarsi. Devo dire che mi ha sorpreso la tenuta del tedesco anche nelle qualifiche. Ora il conto è 4-3 per il britannico, ma non pensavo che Rosberg riuscisse a fare così bene pure il sabato. Ora il favorito per la vittoria finale sta diventando lui”.

Largo ai giovani. Bottas, Ricciardo, ma anche e soprattutto Magnussen e Kvyat: non capitava da tempo di avere una nidiata di piloti subito così veloce in F1.

“E' la generazione dei cosiddetti piloti-playstation, che sono probabilmente più abituati di altri a muovere dieci tasti in contemporanea perché l'hanno fatto per anni con i videogiochi. E poi, c'è il talento. Finalmente, hanno trovato spazio in F1 giovani bravi davvero e non soltanto con la valigia piena di denaro. Kvyat è sicuramente un ragazzo destinato a fare grandi cose. Come Ricciardo e Bottas, che aveva fatto bene anche l'anno scorso pur non avendo una macchina competitiva. Certo, magari a parità di talento emerge chi ha più soldi. Il nostro Davide Valsecchi, per esempio, avrebbe potuto dire la sua alla pari degli altri, ma non ha trovato il denaro necessario per assicurarsi un volante”.

Come si diceva, Raikkonen fa storia a sé.

“Fin qui, la sua è stata una stagione disastrosa, spiegabile in parte soltanto con il fatto che questa Ferrari è cominciata a crescere quando Raikkonen non era ancora nei pensieri di Maranello, cioè all'inizio della stagione scorsa. La F14 T è stata fatta su misura per Fernando Alonso, che ha caratteristiche di guida diverse da quelle del suo attuale compagno di squadra. In più, aggiungiamo il fatto che la F1 di oggi non prevede molte prove e Raikkonen non ha avuto molte possibilità per adattare la macchina al suo stile di guida. La Ferrari è così piena di problemi che peraltro non è stato fatto nulla finora per aiutare il pilota finlandese. In questo momento stanno cercando di salvare il salvabile con Alonso, che sta portando una Ferrari da 4 a fare gare da 6,5”.

Twitter: @dario_pelizzari

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