Formula 1

James Allison riuscirà a salvare la Ferrari?

Ritratto dell’uomo scelto dalla "rossa" per l’operazione rilancio. De Adamich: “Servirà soprattutto per il 2014”

James Allison di spalle, accanto a Schumacher quando nel 2004 era in Ferrari (Credits: TORSTEN BLACKWOOD/AFP/Getty Images)

Un quinto posto deludente e conseguente battuta al veleno di Alonso dopo la delusione del Gp d’Ungheria – “Un regalo? Vorrei la macchina degli altri…” –, hanno fatto scattare l’allarme in casa Ferrari. Qualcosa non va per l’ennesima volta e a nove gare dal termine la scuderia di Maranello vive ancora una stagione in salita.

Alonso non si rassegna, non fa parte del carattere del due volte campione del mondo spagnolo, e con lucidità e ottimismo ha rimandato la questione ai prossimi appuntamenti: “Mancano ancora nove gare, 225 punti, la squadra c'è, il tempo e il budget pure. Non vedo un solo motivo per non crederci".

Certo, 83 punti di distacco dalla Red Bull nella classifica costruttori e i 39 che lo separano da Vettel in quella piloti non sono poco, ma nemmeno una montagna insormontabile; Nando lo sa. Ecco che la Ferrari ha pensato a James Allison per risalire la china. L’ex direttore tecnico della Lotus diverrà operativo dal 1° settembre nel ruolo di Direttore Tecnico del telaio, mentre Pat Fry diventa Direttore dell’Ingegneria

Ma chi è James Allison? L’ingegnere inglese è una vecchia conoscenza già dai tempi di Michael Schumacher, quando si occupò di aerodinamica per un quinquennio aiutando il team a tessere il successo di quegli anni. “Non lo conosco personalmente, è uno di quei personaggi che vive dentro le mura come lo stesso Tombazis (Chief Designer della scuderia, ndr)", è il commento di Andrea De Adamich a Panorama.it. “La Ferrari ha sicuramente avviato una politica di rafforzamento – continua De Adamich - e credo lo stia facendo in un settore che presenta delle lacune. Se il problema è proprio il telaio? La soluzione non va trovata in un singolo problema: la Ferrari sta lavorando giorno e notte per risolverlo”.

E Allison dove si colloca in questa operazione di rafforzamento? “Lui arriva per migliorare la macchina soprattutto in vista del 2014. Credo ad Alonso quando dice che tornano in ballo se vincono quattro o cinque gare consecutive. L’anno scorso sembrava avesse già vinto il mondiale, poi…”, ricordiamo tutti come andò a finire con Vettel campione del mondo per la terza volta.

La carriera di Allison affonda le radici nell’asfalto automobilistico dopo la laurea all’Università di Cambridge nei primissimi anni 90’. Poi il salto: entra nella squadra della Benetton come addetto al reparto aerodinamico. Giusto un paio d’anni, poi sposa il progetto fallimentare Larrousse, team fondato nell’87’ e destinato a chiudere i battenti pochi anni dopo.

Ma il valore di Allison è riconosciuto e torna in Benetton al fianco di Briatore prima del salto nella scuderia del Cavallino Rampante, nel 2000. Sono anni d’oro: arrivano cinque titoli costruttori e altrettanti campionati piloti. 

Ma a questo punto della stagione è possibile rimontare la Red Bull a nove gare dal termine? “Ai miei tempi – risponde De Adamich – i numeri erano diversi; la vittoria valeva 9 punti, il secondo posto 6 e così via, le gare erano circa 16 e in caso di vittoria si creava un distacco minore dal secondo. Sinceramente non ricordo un ribaltone di queste proporzioni però… Vincere il mondiale è una serie di fattori accessori: le gomme, gli strumenti… Non basta Domenicali e l’arrivo di Allison. E non basta nemmeno arrivare in Ferrari per pensare di vincere. E qui voglio dire una cosina”.

Prego: “Non mi sono piaciute le dichiarazioni di Alonso, ha fatto una battuta ipocrita. Quando c’è il pilota migliore sulla macchina migliore la vita diventa facile; è quello che succede a Vettel. Ma la Ferrari non è neanche una scamorza. Dico che Alonso ha fatto poche Pole rispetto gli avversari, se fosse in prova quello che poi è in gara la Ferrari ora sarebbe più avanti in classifica. Poi con i macelli legati alle gomme e i 1000 chilometri di test sono stati svantaggiati mentre la Mercedes ha ottenuto un vantaggio; questo va detto”.

La storia di Allison, tornando al nuovo innesto di casa Ferrari, dice che dove si sposta lui arrivano i successi, coincidenza o bravura di un ingegnere passato da quasi tutte le case automobilistiche più importanti degli ultimi anni. L'approdo in Renault nel 2005 – venne chiamato da Flavio Briatore – coincide col successo del team e di Alonso: due mondiali costruttori e due trionfi mondiali per Fernando prima del passaggio alla McLaren. Allison vive poi dall’interno la trasfigurazione definitiva della casa francese in Lotus F1 Team. E oggi la crescita evidente della vettura pilotata da Kimi Raikkonen (attualmente secondo in classifica) è sotto gli occhi di tutti, Domenicali in primis. Il Team Principal della Rossa non ci ha pensato due volte e si è portato a casa Allison: l’ufficialità è arrivata il 28 luglio nonostante l’accordo fosse già nell’aria da mesi.

Allison e Fry ora faranno riferimento proprio a Domenicali per tentare insieme il rilancio. Ci riusciranno? “Me lo auguro proprio”, conclude De Adamich.

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