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Follia Uefa: all'Italia due giorni in meno di riposo rispetto alla Germania

Prandelli avrà solo 93 ore per preparare la semifinale contro le 142 del tedesco Low. Penalizzata anche la Spagna. Platini sotto accusa ma c'è un precedente...

Tifosi italiani a Kiev

Un gruppo di tifosi italiani a Kiev – Credits: La Presse

Adesso la parola d'ordine è non sprecare nemmeno un minuto. Non c'è da scherzare. L'operazione-semifinale contro la Germania ha i secondi contati e per uno scherzo del calendario all'Italia saranno concesse solo 93 ore (e 15 minuti) contro le 142 dei tedeschi che hanno disputato il loro quarto di finale venerdì scorso a Danzica mentre noi non eravamo ancora nemmeno alla vigilia della maratona contro l'Inghilterra.

Una vera e propria follia dell'Uefa che vede vittima anche la Spagna costretta a due giorni in meno di riposo rispetto al Portogallo. Perché? Difficile da spiegare e ancor di più da comprendere. L'unica certezza è che si tratta di un vantaggio indiscutibile perché tutte le semifinaliste arrivano da veri e propri tour de force avendo disputato in media quattro partite in due settimane.

CALENDARIO COMPRESSO E DISTANZE - A pesare è certamente anche il fatto che Euro 2012 si disputa in due nazioni (Polonia ed Ucraina) entrambe con esigenze comprensibili di visibilità e ottimizzazione degli investimenti fatti. I quarti di finale erano suddivi in maniera eguale tra i due paesi. Prima si sono giocati quelli in Polonia (21 giugno la vittoria del Portogallo e 22 giugno quella della Grecia), poi quelli in Ucraina (23 giugno la Spagna e 24 giugno l'Italia). Impossibile pensare di accorparli in due sole date per andare incontro alle esigenze delle televisioni. Oltre al danno, però, c'è la beffa perché gli azzurri, che hanno ritiro a Varsavia, dovranno anche affrontare il viaggio di ritorno in Polonia mentre la Germania è sempre rimasta in zona.

IL PRECENDENTE DEL 2004 - Non è la prima volta che si verifica una simile disparità di trattamento. Accadde anche nell'Europeo disputato in Portogallo nel 2004. Allora la prima semifinale si giocò il 30 giugno tra Portogallo e Olanda (2-1 per i padroni di casa): i portoghesi aveva disputati i quarti contro l'Inghilterra il 24 giugno e gli olandesi erano scesi in campo contro la Svezia due giorni più tardi. Stesso copione anche per Grecia-Repubblica Ceca: 1-0 per gli ellenici che avevano riposato per sei giorni contro i quattro degli svedesi. Può essere solo un caso, ma a vincere furono in entrambi i casi le due squadre più 'fresche'.

LE ALTRE EDIZIONI - Da quando l'Europeo si disputa con l'attuale formula a 16 squadre (Inghilterra 1996) non esistono altri precedenti simili. Tra quarti di finale e semifinale sono sempre trascorsi da 4 a 6 giorni ma facendo ben attenzione che la differenza massima di riposo concessa a due sfidanti dirette fosse di 24 ore. E' successo così nel 2008 e nel 2000, che pure erano tornei ugualmente organizzati in due paesi e nel 1996 in Inghilterra. Addirittura fino al 2000 i quarti di finale si disputavano in due sole giornate anche se alternati e tra le semifinaliste rimaneva comunque un giorno di differenza.

Prima ancora, con la fase finale a 8 squadre, i quarti non esistevano e si passava direttamente dal girone eliminatorio alla semifinale (dal 1984 al 1992) o addirittura alla finale (in Italia nel 1980). In ogni caso mai a una squadra è stato concesso di affrontare il penultimo atto con 48 ore di vantaggio sull'avversaria.

LE RESPONSABILITA' DI PLATINI - Il calendario così concepito genera un'evidente disparità di trattamento. Platini, che si fa vanto del fair play come bandiera dell'Uefa, avrebbe dovuto rifletterci prima e poco conta che nel 2004 ci sia cascato anche un presidente di grande esperienza come lo svedese Lennart Johansson. Questo Europeo è nato male al momento dell'assegnazione a causa dei tanti dubbi sollevati sulla scelta di Polonia e Ucraina a discapito dell'Italia, è stato organizzato tra mille difficoltà e in un paese come l'Ucraina al centro di un ballottaggio internazionale e ora mostra anche pecche dal punto di vista della regolamentazione.

PRANDELLI, CORSA CONTRO IL TEMPO - L'Italia ha chiuso la maratona contro l'Inghilterra con qualche problema fisico. Abate e De Rossi sono stati costretti a uscire per fastidi muscolari. Chiellini sta facendo di tutto per recuperare dopo lo stiramento patito nella gara del 14 giugno con la Croazia. L'entusiasmo a volte fa miracoli, ma è evidente che 93 ore non siano sufficienti per presentarsi nelle migliori condizioni all'appuntamento con la storia. Bisognava pensarci prima. Bisognava dire qualcosa almeno il giorno del sorteggio con inserimento nel gruppo C. Già lì si sapeva che, primi o secondi, saremmo stati condannati a un calendario folle. Siamo stati zitti e adesso è inutile protestare.

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