Sport & business, le novità della settimana

Stipendi. Dopo la bocciatura da parte del Consiglio costituzionale (l’equivalente della nostra Consulta), il premier francese François Hollande ha ridisegnato il funzionamento della discussa “imposta sui ricchi” che prevede una tassazione del 75% per le eccedenze di reddito superiori al milione. Saranno …Leggi tutto

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Il nuovo presidente del Coni, Giovanni Malagò al 'Candido Day' nella sede della 'Gazzetta dello Sport', Milano, 22 febbraio 2013. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Stipendi. Dopo la bocciatura da parte del Consiglio costituzionale (l’equivalente della nostra Consulta), il premier francese François Hollande ha ridisegnato il funzionamento della discussa “imposta sui ricchi” che prevede una tassazione del 75% per le eccedenze di reddito superiori al milione. Saranno le aziende, e non i percettori del reddito, a farsi carico di questo costo. Il provvedimento, secondo le prime rilevazioni, potrebbe mettere a rischio i conti delle maggiori squadre di calcio, già alle prese con un difficile equilibrio dei conti rispetto ai dettami del fair play finanziario. Fra i 100 e i 150 giocatori di Ligue 1, infatti, cadrebbero sotto la scure del fisco rendendo in breve ancora meno attraente il calcio transalpino rispetto a quello degli altri paesi europei (Paris Saint-Germain a parte). Il quotidiano La Stampa fa notare che cambia la prospettiva: gli ingaggi si trattano su cifre pulite, sul netto, quindi saranno le società a pensarci su mille volte prima di comprare un nuovo Ibrahimovic o di assumere Mourinho. Sopra al milione di euro, ci sono giocatori non solo del club parigino ma anche di Olympique Marsiglia, Lione, Lille e Bordeaux. Tra le big, il solo Saint-Etienne scamperebbe alla mannaia ma soltanto se nella tassazione non rientreranno i premi, cosa che è tutta ancora da dimostrare. Insomma, in totale i club – se gli stipendi rimanessero quelli attuali – dovrebbero sborsare 82 milioni di euro in più.

Nuovi stadi/1. Il caso è molto lontano dai nostri, ma non è escluso che qualcuno voglia prendere nota. In Maryland la squadra di softball (baseball femminile) della piccola città di Towson ha ottenuto l’autorizzazione da parte del governo statale a emettere bond per un totale di 2 milioni di dollari con i quali finanziare il suo nuovo impianto. Garante ultimo dei titoli sarà ,lo stesso Stato, in cambio di una quota degli incassi su base trentennale e dell’utilizzo per fini sociali delle strutture.

Giovanni Malagò, presidente del Coni (credits: Daniele Dal Zennaro/Ansa)

Nuovi stadi/2. Al Coni piace il progetto della Sampdoria di dotarsi di un impianto di proprietà da costruire nell’area dell’ex fiera di Genova. Lo ha rivelato lo stesso neopresidente Giovanni Malagò in un’intervista al quotidiano Il Secolo XIX. L’endorsement è così marcato che probabilmente Malagò sarà in Liguria il 22 aprile per assistere alla presentazione del progetto da parte del numero uno blucerchiato Edoardo Garrone. In comune e nella società fieristica, però, c’è ancora parecchia resistenza.

Olimpiadi. Havas sarà il centro media ufficiale per la pianificazione pubblicitaria e le iniziative di comarketing legate ai Giochi brasiliani del 2016. La società non ha reso noti gli importi dell’accordo con il comitato olimpico carioca, ma sicuramente si tratta di cifre ragguardevoli. Sulla comunicazione si giocherà buona parte della strategia promozionale da qui a tre anni, visto che da un lato le aspettative di sponsor e governo sono enormi ma dall’altro le accuse di corruzione e lentezza dei lavori stanno un po’ minando l’immagine dell’evento.

Sponsorizzazioni. Il mercato sponsorizzativo italiano nel 2013 si contrarrà del 6,4%. Nel 2012 si è attestato a 1, 288 miliardi di euro con una flessione dell’8,2% rispetto al 2011. Sono questi i principali dati che emergono dall’Indagine “Il Futuro della Sponsorizzazione” di StageUp ‐ Sport & Leisure Business e Ipsos, alla sua undicesima edizione, presentata anche in video streaming sul sito della società di consulenza. Fra il 2011 e il 2012 il comparto che ha subito il maggior calo percentuale è stato quello culturale, passato da 166 milioni a 150 milioni di investimenti, per un decremento del 9,6%. Scendono anche gli impieghi nello sport, da 856 milioni a 782 milioni, con una flessione dell’8,6%, e quelli in attività socialmente utili, da 381 milioni a 356 milioni, con un saldo negativo del 6,5%. Prosegue dunque il calo generalizzato degli investimenti sponsorizzativi: nell’ultimo quadriennio (2008‐2012) hanno fatto segnare a valori nominali, al netto degli investimenti a supporto, una flessione del 28% corrispondente ad una perdita di 507 milioni di euro.

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