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Formula 1. Titolo piloti, titolo costruttori e un nuovo main sponsor: la giornata di domenica si è rivelata decisamente positiva per la Red Bull. Terminati i festeggiamenti per il titolo iridato di Sebastien Vettel, i vertici della scuderia …Leggi tutto

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Red Bull driver Sebastian Vettel of Germany, top, sprays champagne on his teammates after the Brazil's Formula One Grand Prix at the Interlagos race track in Sao Paulo, Brazil, Sunday, Nov. 25, 2012. Vettel overcame a first-lap crash to clinch his third straight Formula One championship title on Sunday, finishing sixth in an incident-filled Brazilian Grand Prix won by Jenson Button under pouring rain.(AP Photo/Andre Penner)

I festeggiamenti del team Red Bull per il neocampione Sebastian Vettel (credits: AP Photo/Andre Penner)

Formula 1. Titolo piloti, titolo costruttori e un nuovo main sponsor: la giornata di domenica si è rivelata decisamente positiva per la Red Bull. Terminati i festeggiamenti per il titolo iridato di Sebastien Vettel, i vertici della scuderia hanno annunciato il rinnovo dell’accordo di sponsorizzazione quadriennale con Infiniti, brand di alto di gamma del gruppo automobilistico Nissan. Il deal, di cui non sono stati resi noti i dettagli economici, prevede il passaggio di Infiniti dallo status di semplice partner tecnico a quello di “title sponsor” del team, che ai nastri di partenza del mondiale 2013 si presenterà infatti con il nuovo nome di Infiniti Red Bull Racing. 

Calcio/1. Affluenza sotto le attese, spettacolo calcistico deludente, pochi nuovi sponsor e (complice il pessimo fuso orario che porta gli incontri di cartello a venire trasmessi in Europa la domenica mattina) meno incassi del previsto dalla vendita dei diritti televisivi all’estero. Italia compresa, dove se li è aggiudicati per pochi spiccioli Mediaset Premium. Insomma, nonostante l’arrivo di Alex Del Piero e di altre vecchie glorie del calcio professionistico, l’appeal del campionato australiano fatica a decollare. Tanto che, secondo i rumors circolati oltreoceano, la stessa Hyundai, che sponsorizza la lega, starebbe pensando di tirarsi fuori dai giochi quando, nel 2014, scadrà il contratto di partnership.

Calcio/2. Salvo qualche trafiletto sulla stampa locale e un paio di approfondimenti su quella specializzata (qui l’opinione dell’esperto di marketing sportivo Marcel Vulpis su Formiche), i media non hanno dato grande risalto alla querelle in corso tra la Roma e il suo ormai quasi ex fornitore tecnico, Robe di Kappa. Peccato perché la vicenda è interessante e, a quanto ci risulta, inedita nel panorama dei top club. In sintesi la squadra giallorossa ha annunciato di voler risolvere il contratto con l’azienda di abbigliamento a fine campionato, quindi con quattro anni di anticipo rispetto alla sua scadenza naturale (giugno 2017) per “gravi difetti riscontrati sul materiale tecnico e sulla linea di abbigliamento”, come si legge freddamente nel comunicato stampa ufficiale. Marco Boglione, presidente di BasicNet (la holding piemontese proprietaria del brand Kappa, ma anche di K-Way e Superga), ha confermato che i rapporti tra le due società si sposteranno in tribunale. Subito dopo l’annuncio il titolo di BasicNet, uno dei più in salute dell’asfittica Borsa milanese, ha perso a piazza Affari l’8%.

A irritare Boglione non sarebbero stati tanto i toni potenzialmente lesivi del comunicato, quanto un sospetto, peraltro circolante anche negli ambienti sportivi della capitale: la proprietà americana starebbe da tempo inseguendo un lucroso contratto di fornitura con una big come Adidas o Nike e, per rescindere gli accordi senza pagare penali, avrebbe scelto questa via. Boglione è intenzionato a chiedere un arbitrato sulla vicenda: in ballo non ci sono noccioline, ma una partnership da quasi 30 milioni di euro e un potenziale danno di immagine e di fatturato per il brand di abigliamento sportivo, che in Italia rifornisce diverse altre squadre di serie A e B. La palla ora passa ai giudici, ma di sicuro sentiremo riparlare della vicenda. Anche perchè dell’eventuale contenzioso si troverà probabilmente traccia nel prossimo bilancio giallorosso.

Calcio/3. L’Arsenal ha annunciato il rinnovo dei naming rights per il suo stadio con Fly Emirates. Nell’ambito di un accordo quadro di sponsorizzazione più ampio, l’impianto della squadra londinese legherà il suo nome a quello della compagnia aerea fino al termine della stagione calcistica 2027/ 2028, in cambio di una royalty fee annua da 32 milioni di sterline (circa 37 milioni di euro).

Rugby. I riscontri positivi non mancano, a partire dal boom di contatti e vendite registrato nei giorni dei test match da Firstore, il sito di shopping on line che la Federazione italiana rugby ha affidato in gestione ad Adidas. Ma l’indotto economico dei tre incontri disputati questo mese dalla Nazionale contro Tonga, All Blacks e Australia, come lamenta qualcuno nei corridoi federali, poteva anche essere più ghiotto. A Firenze, secondo alcuni a causa del caro-biglietti, il tanto atteso tutto esaurito non si è registrato. I dati degli ascolti televisivi, nonostante la contemporaneità tra Sky e La7, sono leggermente inferiori a quelli registrati nei test match del 2009. E c’è qualche malumore anche nei confronti del Coni: nonostante l’apice di popolarità raggiunto dalla palla ovale, anche il prossimo anno i contributi alla Fir non si schioderanno da quota 1,87 milioni. Poco più di quanto riceverà il baseball, per dire, e meno dei trasferimenti accordati alla canoa o alla vela. Per non parlare del calcio, che da solo riceverà nel 2013 oltre 53 milioni.

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