Pallanuoto, il difficile momento economico delle liguri

Momento difficile dal punto di vista economico per alcune squadre liguri di pallanuoto maschile delle serie A1 e A2. La settimana scorsa il fisco ha fatto recapitare alla Rari Nantes Bogliasco (non senza sorpresa da parte dei diretti interessati, che …Leggi tutto

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epa04096356 Peter Biros (R) of ZF Eger of Hungary in action against Petar Muslim of Primorje Rijeka of Croatia during their mens water polo Champions League Group A sixth round match in Eger, 127 kilometers northeast of Budapest, Hungary, 22 February 2014. EPA/Peter Komka HUNGARY OUT

Un momento dell'ultima Eurolega maschile (credits:Peter Komka/Epa/Ansa)

Momento difficile dal punto di vista economico per alcune squadre liguri di pallanuoto maschile delle serie A1 e A2. La settimana scorsa il fisco ha fatto recapitare alla Rari Nantes Bogliasco (non senza sorpresa da parte dei diretti interessati, che annunciano ricorso alla commissione tributaria) una cartella esattoriale da un milione di euro.

La supermulta, secondo l’Agenzia delle Entrate, arriva dopo una serie di accertamenti relativi alle annate fiscali tra il 2000 e il 2007, periodo durante il quale risulterebbero diversi importi non dichiarati eccedenti la quota di 250 mila euro, ovvero il tetto fissato dalla norma per la dichiarazione redditi forfettaria riservata alle società sportive.

Possibile, anzi probabile, che dal ricorso bogliaschino scaturisca una forte riduzione degli importi da versare, ma a ogni modo la situazione resta difficile. Il club, presieduto da Claudio Gavazzi (anche presidente della controllata pubblica Genova Parcheggi) e caratterizzato da una forte presenza nella promozione dello sport di base, infantile e giovanile, potrebbe essere costretto a un ridimensionamento tecnico importante già a partire dalla stagione agonistica 2014/2015.

Ma le difficoltà finanziarie riguardano anche altre società. Savona ha inaugurato una campagna di austerity, accompagnata da un piano di rientro del debito concordato con banche, erario e fornitori, dopo il rosso da quasi un milione e mezzo di euro con cui aveva chiuso l’ultima stagione. E persino la Pro Recco, unica squadra italiana che insieme forse a Brescia può dirsi dotata di un modello di business simil-calcistico e di capacità di investimento, attende ancora di riscuotere dalla Len (la federazione pallanotistica europea) la seconda tranche del contributo da 60 mila euro che le spetterebbe per l’ultima vittoria in Eurolega: metà dell’importo, infatti, risulta bloccato a causa di un presunto credito pregresso di Len nei confronti di una controllata della società recchese.

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