Juventus, Roma, Lazio: semestrali a confronto

C’è chi attende lo sceicco e intanto pensa a un nuovo stadio di proprietà. C’è chi lo stadio lo possiede già e nel giro di un campionato e mezzo è riuscito a trasformarlo in una voce interessante della sezione “ricavi”. …Leggi tutto

C’è chi attende lo sceicco e intanto pensa a un nuovo stadio di proprietà. C’è chi lo stadio lo possiede già e nel giro di un campionato e mezzo è riuscito a trasformarlo in una voce interessante della sezione “ricavi”. C’è chi, pur mettendo in mostra buoni risultati in campionato e nelle coppe, riesce ad approvare un bilancio virtuoso. I risultati semestrali appena pubblicati dalle tre società di serie A quotate a piazza Affari sono molto diversi tra loro, per numeri e caratteristiche, ma ciascuno di questi documenti racconta un pezzetto di una storia. La storia di come, alla vigilia dell’entrata in vigore del fair play finanziario, ogni squadra cerchi come può di massimizzare e diversificare i ricavi, cercando nel frattempo nuove risorse. Vediamo i risultati nel dettaglio.

Piazza Affari a Milano (Credits: Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Juventus. Non sono solo i risultati sportivi, con lo scudetto ormai a portata di mano, a far sorridere la società bianconera. Anche i conti economici del club bianconero, infatti, dopo un paio d’anni di sofferenza volgono finalmente al bello grazie soprattutto all’apporto della Champions’ League e dei ricavi del nuovo Juventus Stadium. La semestrale ha evidenziato un attivo di 11,3 milioni di euro rispetto al primo semestre dell’esercizio precedente che si era chiuso con un rosso di 34,6 milioni, il periodo da luglio a dicembre 2012 ha fatto segnare una variazione positiva del risultato di gestione per 45,9 milioni.
Anche il fatturato ha fatto registrare un notevole incremento, passando da 85,4 a 149,4 milioni (+75%), in virtù della partecipazione alla Champions’ League che ha iniettato 42 milioni cash nel forziere bianconero: ed almeno un’altra ventina arriveranno nel semestre in corso, visto il passaggio del turno. Considerata la performance, appaiono quasi un dettaglio i costi operativi in crescita, visto che il delta è di appena 10,6 milioni e quello relativo ai salari non arriva a 4. Per raggiungere la strada del pareggio, comunque, c’è ancora molto da fare, visto che la stessa relazione prevede una chiusura annuale 2012/2013 caratterizzata dal segno meno. Quanto più il “rosso” risulterà ridotto, tanto più positivo potrà essere il giudizio di Uefa e mercati, già comunque piuttosto positivi sul titolo Juventus. Considerando anche che la società di piazza Galileo Ferraris ha un altro potenziale jolly ancora da giocarsi: i naming rights dell’impianto, ancora non assegnati, e che in caso di trattative a buon fine (in questi giorni si sarebbero intensificati i contatti con alcuni potenziali partner) potrebbero generare un impatto positivo per alcuni milioni di euro l’anno.

Roma. Un “rosso” di bilancio migliore del previsto ma più alto rispetto alla rilevazione precedente, e soprattutto non compensato da una pur apprezzabile crescita dei ricavi. Costi fissi in salita e non tutti spalmabili. Tempi ancora incerti per quanto riguarda nuovo stadio e sponsorship tecnica. La necessità di un aumento di capitale. Sono queste, in sintesi, le notizie contenute nel bilancio al 31 dicembre 2012 (primo semestre della stagione sportiva) approvato dalla As Roma spa pochi giorni fa. Nel comunicato firmato dal nuovo ad dalla società giallorossa Italo Zanzi è infatti evidenziato come da un lato il patrimonio netto consolidato sia negativo per 78,5 milioni di euro (contro i 52,5 milioni del 30 giugno scorso), mentre dall’altro si nota che “i ricavi consolidati del semestre, al netto dei risultati della gestione operativa del parco calciatori, sono pari a 57,8 milioni di euro (47,3 milioni di euro, al 31 dicembre 2011)”, in crescita dunque di oltre il 22,2%. Nessun riferimento è invece fatto alla questione legata alla possibile sottoscrizione di una nuova partnership per il fornitore tecnico: anche se successivamente alla pubblicazione del bilancio fonti vicine alla holding di controllo Neep hanno fatto sapere che è vicino un accordo con Nike, probabilmente il deal scatterà solo dalla stagione 2014/2015. Resta dunque l’incognita di una stagione da coprire, senza contare la causa in corso con BasicNet, titolare del marchio Robe di Kappa e reduce da una rescissione contrattuale al veleno. Soldi freschi arrivano invece dall’ingresso della Volkswagen come istituzionale della Roma che riceverà “un corrispettivo pari a 1,1 milioni di euro”. Prevista anche la facoltà di rinnovo automatico per la successiva stagione sportiva”. Quando magari proprio il gruppo automobilistico tedesco prenderà il posto della Wind (in scadenza a giugno) come main sponsor sulle maglie giallorosse. Ancora incertezze, invece, sull’operazione legata al nuovo impianto di proprietà e soprattutto su chi si accollerà la necessaria ricapitalizzazione del gruppo. Se, come previsto dagli amministratori, la perdita dell’esercizio 2012/13 si rivelerà significativa, ma inferiore a quella del 2011/12, potrebbero sorgere problemi in chiave del Regolamento del Fair Play Finanziario, in quanto la perdita prima delle imposte 2011/12, pari a 54,8 milioni, già da sola superava il limite di 45 milioni di perdita ammesso dal regolamento stesso per il biennio.

Lazio. Lo scorso 28 febbraio i revisori di Pwc hanno licenziato positivamente il bilancio della società guidata da Claudio Lotito ricordando che a fine dicembre la proprietà ha provveduto al regolare versamento degli importi finora previsti e relativi alla rateizzazione dei debiti tributari. Di conseguenza, il debito residuo ammonta a 67,3 milioni di euro. Più ridotto, dunque, rispetto a quello dei cugini giallorossi nonostante un monte ricavi nettamente inferiore. Il club biancazzurro, inoltre, può contare su una situazione finanziaria migliore, anche in virtù di costi di gestione che restano più bassi di quelli della Roma, senza per questo comprimere i risultati sportivi. Il fatturato della Lazio è salito da 40,3 a 47,6 milioni soprattutto grazie ai proventi dell’Europa League. Dal botteghino sono arrivati 4,9 milioni, dai diritti tv 30 milioni e dalle attività commerciali (sponsor e royalties) 6,2 milioni. Tutte voci in crescita, così come in crescita sono però, sfortunatamente, anche gli oneri finanziari derivati dall’esigenza di sfoltire a qualsiasi prezzo, in estate, una rosa troppo ampia e costosa: le difficoltà incontrate nel calciomercato estivo per cedere giocatori in esubero, come spiega il comunicato che accompagna la semestrale, hanno determinato costi complessivi per 12,2 milioni tra stipendi, ammortamenti e indennità di buonuscita. Mentre le plusvalenze da calciomercato ammontavano a poche centinaia di migliaia di euro, contro gli oltre 11 milioni registrati dalla scorsa relazione d’esercizio. Ma a fine campionato tutte le correzioni, tra risparmi sugli ingaggi e cessioni eccellenti di gennaio, dovrebbero far virare il risultato in positivo o quasi. Ancora da sciogliere, invece, i nodi relativi al nuovo stadio delle Aquile, che Lotito vorrebbe in periferia (già pronti il progetto architettonico e le linee guida dell’investimento) ma che si scontra con qualche ritardo burocratico. L’intenzione della proprietà, come da dichiarazioni dello stesso presidente, è comunque di dare il via ai lavori entro un anno al massimo.

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