Brasile, Mondiali di calcio 2014 a rischio budget

Dovevano rappresentare l’orgoglio ritrovato di un Paese che la crescita impetuosa ha spedito nell’Olimpo delle grandi potenze industriali. Dovevano dare nuovo impulso alla lotta del governo contro povertà e corruzione. Dovevano essere sostenibili, sia dal punto di vista …Leggi tutto

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Construction continues at the Maracana soccer stadium in Rio de Janeiro, Brazil, Thursday, Nov. 8, 2012. Brazil was granted permission by FIFA on Thursday to host the Confederations Cup with six venues including Rio de Janeiro, Salvador, Recife, Brasilia, Belo Horizonte and Fortaleza, as originally planned. FIFA had previously announced the six cities as hosts, but said Recife and Salvador would only be ratified if they showed significant improvement in their preparations. (AP Photo/Felipe Dana)

Dovevano rappresentare l’orgoglio ritrovato di un Paese che la crescita impetuosa ha spedito nell’Olimpo delle grandi potenze industriali. Dovevano dare nuovo impulso alla lotta del governo contro povertà e corruzione. Dovevano essere sostenibili, sia dal punto di vista economico che ambientale. Invece per il Brasile l’organizzazione dei mondiali di calcio del 2014 si sta rivelando più difficile del previsto.

I lavori di ristrutturazione dello stadio Maracanà di Rio (credits: AP Photo/Felipe Dana)

Nei mesi scorsi le voci circa uno sforamento del budget da parte del comitato organizzatore della prossima rassegna pallonara si erano già rincorse. E anche Joseph Blatter, capo supremo della Fifa, si era ammorbidito soltanto dopo un incontro chiarificatore con il presidente brasilianoDilma Roussef. Pochi giorni fa, invece, la conferma del pessimo stato di avanzamento dei lavori, ma soprattutto dei costi in salita, è arrivata da  Benjamin Zymler, presidente della Corte dei Conti brasiliana.

Dopo aver certificato che “al momento” gli importi necessari per allestire la manifestazione sono già saliti da 11,58 a 13,28 miliardi di dollari, Zymler, con una dura presa di posizione che ha suscitato interrogazioni parlamentari a pioggia, ha dichiarato che i costi continueranno a lievitare se il governo di Brasilia insisterà nel bandire gare a licitazione privata per la costruzione dei nuovi stadi e il rifacimento di quelli già esistenti, perché ciò non comporterà altro che un’ulteriore impennata di spesa.

Tutto vero. Ma, come ha sottolineato la stampa locale, non sembrano esserci altre vie percorribili. I lavori, infatti, sono quasi ovunque in ritardo. Dei tre impianti già esistenti, solo il Maracanà (lo stadio di Rio de Janeiro che ospiterà cerimonia inaugurale e match finale) sta rispettando la tabella di marcia. E dei nove costruiti ex novo (spesa media di 210 milioni di dollari ciascuno) non ce n’è ancora uno che sia andato oltre la posa delle fondamenta. Addirittura a Natal, cioè nell’unico dei 14 siti dove le spese per la realizzazione del nuovo stadio (225 milioni di euro) saranno interamente coperte dalla messa a reddito di altri immobili, i lavori non sono ancora neppure partiti. Con conseguente arrabbiatura dei tecnici di Populos, responsabili del progetto e già autori dell’Emirates Stadium di Londra.

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Fuleco, l'armadillo calciatore scelto come mascotte ufficiale dei Mondiali 2014 (credits: Fifa press office/Afb)

Al cahier des doléances, per dovere di cronaca, andrebbero aggiunte anche le proteste della FifPro, il sindacato mondiale dei calciatori, che minaccia uno sciopero se il comitato organizzatore non recederà dalla sua decisione di far giocare diverse partite dei prossimi mondiali all’ora di pranzo per motivi televisivi: si parla di almeno 12 match che avrebbero così il conforto della diretta europea in prima serata. Il ministro dello sport brasiliano, Aldo Rebelo, si è detto d’accordo con gli ammutinati e sta cercando di limitare il numero dei lunch kick-offs. Ma una loro riduzione, verosimilmente, renderebbe meno appetibili i diritti tv. Con il rischio di aprire un’ulteriore falla nei conti previsionali di Brazil 2014.

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