Balotelli e gli altri: la serie A supervaluta i giovani

Certo, non è stata una rivoluzione voluta. Più che altro imposta dalla crisi, dalla necessità di far quadrare i conti anche in ossequio ai dettami del fair play finanziario e dall’obbligo di inserire in rosa un certo numero di …Leggi tutto

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La combo, realizzata con tre immagini di archivio, mostra gli attaccanti M'baye Niang (S), Stephan El Shaarawy e Mario Balotelli (D). ANSA

Il baby trio del Milan: da sinistra Niang, El Shaarawy e Balotelli. In tre, 59 anni e 51 milioni di valutazione (credits: Ansa)

Certo, non è stata una rivoluzione voluta. Più che altro imposta dalla crisi, dalla necessità di far quadrare i conti anche in ossequio ai dettami del fair play finanziario e dall’obbligo di inserire in rosa un certo numero di giocatori allevati in casa. Ora però la linea verde adottata da molti club della serie A italiana, oltre che da quello tecnico, comincia a rivelarsi una strategia vincente anche dal punto di vista economico.

A dirlo sono i dati appena pubblicati da TransferMarkt. Secondo il sito tedesco, specializzato nell’analisi di prestazioni e valori di mercato dei calciatori di tutto il mondo, nel corso della stagione 2012/2013 il valore medio degli under 23 all’interno delle rose di prima squadra è salito notevolmente, raggiungendo quota 3,124 milioni di euro.

Nella sola giornata di ieri, con l’annuncio dell’acquisto da parte del Milan di Mario Balotelli (valutato 24 milioni anche se i rossoneri sborseranno al City qualcosa di meno) il dato è quasi raddoppiato rispetto agli 1,77 milioni di 24 ore prima. Ma Balotelli, così come il suo nuovo partner d’attacco Stephan El Sharaawy, è solo la punta più visibile di una crescita ormai inarrestabile.

In totale i calciatori sotto i 23 anni tesserati nella prima squadra delle società di serie A sono 126. Ben 25 di loro superano i 5 milioni di euro di valutazione (vedere la tabella in basso) e tutti, in caso di cessione da parte delle rispettive squadre, sarebbero già oggi fonte di potenziale plusvalenza rispetto al prezzo d’acquisto o, nel caso di talenti allevati nella primavera di casa, rispetto al valore iscritto a bilancio. La nota dolente? Soltanto nove di loro sono italiani. Ma la Nazionale futura, con i due top player più il romanista Mattia Destro il napoletano Lorenzo Insigne e il genoano (in prestito a Pescara) Mattia Perin, ha un’ossatura di livello da cui ripartire.

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(Credits: Transfermarkt)

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