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ERC 2012: Francescotti e Ravera sulle vette d'Europa

Sul difficilissimo Pannoniaring, il pilota e team manager del Twister Racing e il capitano del Team Inpist@ portano a casa la vittoria finale dell'European Riders Cup, rispettivamente nelle classi SBK e SSP. Secondi assoluti nell'Endurance gli italiani del Le Pesti Racing

Pannoniaring , tracciato tutto curve sperduto nell'omonima regione attraversata dal Danubio. E' una domenica di fine settembre e siamo qui per il weekend di gare che chiude l'ottava stagione dell'European Riders Cup (ERC) .

Mancano soltanto tre giri alla bandiera a scacchi della Gara Superbike e siamo all'ultimo piano della torretta che sovrasta le tribune del circuito. Da quassù, il tracciato si vede quasi nella sua interezza. L'adrenalina corre - e gli spettatori con lei - da una parte all'altra della terrazza a ogni passaggio dei piloti. Lo spettacolo è grandioso, meglio che in tv...

La contesa è entusiasmante. A fare il ritmo Pierluigi Begossi, il pilota del Team Power , che nel misto guadagna decimi sul diretto rivale per poi ritrovarsi agli scarichi, sui tratti più veloci, Andrea Francescotti, il rider del Twister Racing Team , la "vecchia volpe" del Campionato, che ha vinto nel 2010.

Dietro di loro, due Suzuki, con la 750 tricolore di Federico Napoli che insegue la ben più prestante gemella da 1000 cc condotta da Andreas Kreicha. Poco prima è uscito di scena per una scivolata in curva 4 uno dei potenziali candidati alle posizioni di testa, Davide Spinelli del Team Mdr Motorsport.

L'elastico dei due piloti in testa prosegue per tutto il giro, fino a quando, alla curva 17, quella che precede il rettilineo di arrivo, Francescotti riesce a uscire più forte del suo avversario, lo affianca sulla linea del traguardo e lo infila in staccata alla curva 1.

Begossi, tuttavia, non molla: guida molto stretto sui cordoli ma il suo avversario lavora di mestiere e riesce a chiudergli tutte le porte. Ultimo giro: il divario tra i due è ormai incolmabile. Bandiera a scacchi. Il capitano del Twister Racing passa per primo sotto la bandiera a scacchi. Fa sua la gara e anche il campionato, con 10 punti di distacco dall'altro Napoli, Christian (che chiude la gara in quinta posizione), e 16 sullo stesso Begossi.

Vittoria di gara, vittoria di campionato, una bimba in arrivo. E' un momento magico per il pilota e team manager del Twister Racing, un finale scoppiettante di una stagione che, tra cadute e problemi tecnici della sua Honda CBR1000RR ha avuto un bioritmo molto irregolare.

TUTTI I RISULTATI DELLA GARA SBK

LA GARA SSP - Meno combattuta ma tutt'altro che avara di emozioni la gara delle 600, dominata da Benno Blümel con una fuga inesorabile fin dal primo giro, e segnata dalla condotta accorta di Federico "Flash" Ravera del Team Inpist@ che riesce nell'intento di amministrare il vantaggio in classifica su Matteo Padoan, del Team Power, e conquistare la vittoria finale in Campionato.

Di rilievo anche la battaglia per il terzo posto tra quest'ultimo e Leonardo Cozzo del Twister Racing che, dopo una rimonta da cardiopalma, si impone sull'avversario con un sorpasso da manuale nelle battute finali della gara.

La hit assoluta di fine stagione segna dunque il primo posto di Ravera, al termine di una stagione pressoché perfetta, seguito sul secondo gradino del podio da Padoan e da Blümel nella terza piazza.

TUTTI I RISULTATI DELLA GARA SSP

LA GARA ENDURANCE - Solita magica atmosfera nella gara di durata, accentuata dal fatto di essere l'epilogo stagionale della categoria. Per tutti e 6 gli appuntamenti di quest'anno, è stata una faccenda a tre, cioè tra gli specialisti del team tedesco-svizzero PT-Race, quello tutto svizzero dell'MRD Racing e la new entry Le Pesti Racing dei fratelli Napoli, in questo frangente orfani di Kristian Milic, infortunato durante le prove del sabato e rimpiazzato, per la circostanza, dall'onnipresente Francescotti.

Sono stati questi tre equipaggi a salire sul podio finale del campionato, con la vittoria del PT, il secondo posto dell'equipaggio italiano e il terzo posto di MRD.

Postilla: questa volta c'eravamo anche noi tra i partecipanti dell'Endurance con il Team Panorama che, formato da Alessandro Andreoli, Massimo Acciarini, il sottoscritto e, special guest star Fabio Bargagna, l'ideatore dell'ERC una volta tanto in veste di pilota ha chiuso in 26esima posizione, guadagnandone 6 rispetto a quella di partenza.

TUTTI I RISULTATI DELLA GARA ENDURANCE

*LE CLASSIFICHE ASSOLUTE SBK, SSP ED ENDURANCE*

UNA PISTA BELLA MA... ANTIPATICA - I due turni che abbiamo corso nella competizione del sabato sono stati, per noi, tra i più gustosi del fine settimana magiaro, su un tracciato tanto bello quanto impegnativo e ostico da comprendere. "Dopo essere rientrato al box dal primo turno in pista, vorrai solo fare armi e bagagli e tornartene a casa. Ma devi darti tempo...". Oppure: "Ti chiederai chi te l'ha fatto fare a venire in questa pista. Poi però...". Frasi così, pronunciate alla vigilia e durante il weekend un po' da tutti quelli che su questa pista ci hanno già corso negli anni passati.

Abbiamo sempre dato retta alle opinioni di chi ha più esperienza. E mai come in questa circostanza abbiamo trovato un'esatta corrispondenza tra quanto ci veniva anticipato e la realtà delle cose.

Perché sì, il Pannoniaring è una pista davvero diversa da tutte le altre. Bella e difficile, è fatta apposta per le moto, totalmente priva guard-rail e caratterizzata da abbondanti vie di fuga, in ghiaia o di prato. Tra una e l'altra delle 17 curve in cui si snodano i suoi 4.740 metri si è sempre in piega.

I rettilinei, tolto quello principale di circa 800 metri, sono tutti piuttosto brevi.

Per andare forte qui, specialmente con un 600, non bisogna far precedere l'inserimento in curva da frenate importanti. Il segreto, al contrario, è lasciar scorrere e abituarsi a non cercare a ogni i costo - e invano - gli inesistenti punti di riferimento. In altre parole, proprio quello che siamo meno capaci di fare, con la nostra guida spigolosa, fatta di staccate a moto dritta sempre troppo forti e sempre troppo prolungate, che ci portano a entrare in curva troppo lenti costringendoci a riaprire il gas ben prima del punto di corda.

"Coraggio, la prima volta è normale che sia così". Ancora quella frase. Accidenti alla prima volta. Accidenti alla lentezza nell'imparare i circuiti sconosciuti. Fatto sta che con questa pista la scintilla non si accende. La stessa sensazione la provammo tra i saliscendi dello Slovakiaring ed è molto diverso - agli antipodi, perfino - da quanto accadde, per esempio, con l'altro tracciato ungherese (l'Hungaroring , ndr) lo scorso anno e con Ledenon in questa stagione.

Le proviamo tutte, per cercare di trovare la quadra, mettendo mano al setting delle sospensioni, con una serie di inteventi al precarico e all'idraulica della forcella e del mono, in abbinata a quello dell'ammortizzatore di sterzo. Come se la causa di tutto fosse la moto... Che anzi, gira come deve girare. Il motore in primis, reso bello tonico dalla freschezza delle temperature e dalla splendida accoppiata scarico-centralina.

L'unico vero punto fermo sono le gomme, che mai ci deludono e mai ci tradiscono nonostante il clima non sia dei migliori per farle lavorare al meglio del loro potenziale. Dedichiamo l'intera giornata delle prove libere del venerdì a cercare di imparare la pista, aiutati anche da Hector, l'istruttore che l'organizzazione mette a disposizione di tutti coloro che intendono avere una guida all'apprendimento del tracciato.

LA GARA ROOKIE - La somma di tutto questo è al di sotto delle nostre aspettative. Se, infatti, nelle ultime due gare eravamo riusciti a qualificarci per la finale SSP, questa volta ci dobbiamo accontentare della Gara Rookie. Chiuderemo soltanto al nono posto, sui tredici in griglia con un passo di gara pessimo, da dimenticare.

E dire che, anche questa volta, l'avvio di gara era stato di quelli spumeggianti, con ben quattro posizioni guadagnate allo scatto dopo lo spegnimento del semaforo rosso. Buono anche il seguito: per i primi due degli otto giri previsti, manteniamo un ritmo che ci consente di restare agganciati al gruppo. Dopodiché, ha inizio la parabola negativa.

Le prime avvisaglie arrivano alla staccata della curva 1 del terzo giro. Gli avversari che ci precedono riescono a interpretarla sempre meglio entrando sempre più forte. Noi no. La sbagliamo in modo molto grossolano. Quel che resta della nostra concentrazione si sfilaccia definitivamente tre tornate più tardi, dove subiamo il primo sorpasso. E poi un altro ancora, nello stesso giro, sul misto finale che precede l'arrivo.

I nostri compagni di squadra, dietro le paratie di plastica che separano la pit lane dal rettilineo principale si sbracciano per spronarci a tenere botta, a stringere i denti e continuare a combattere. Ci sentiamo in colpa per non essere in grado di trasformare tutta quella incitazione in energia agonistica.

Altro giro e altro sorpasso. Questa volta è un 1.000, ma la superiorità del motore sul rettifilo non c'entra niente: il problema siamo sempre e soltanto noi.

A metà gara il vantaggio accumulato in partenza viene completamente eroso. Siamo noni. E lì resteremo fno alla bandiera a scacchi. Rientriamo. E solo gli applausi di chi, dall'inizio della stagione, condivide con noi questa avventura, ci alleggeriscono dal peso di una performance davvero sconfortante.

Alessandro, Andrea, Brunetto, Christian, Federico, Gabrio, Giampaolo, Giorgio, Kristian, Leonardo, Lupo, Riccardo, Sandro: ancora una volta a loro, i nostri compagni del Twister Racing, va il nostro grazie per il supporto, per i consigli, per la pazienza.  

Parcheggiamo la moto, sfiliamo via casco e guanti e restiamo lì, stanchi e attoniti, talmente straniti da non arrivare in tempo per la premiazione. Ma forse è stato giusto così, una coppa immeritata è meglio che arrivi così, senza troppe cerimonie.

Ad aggiudicarsi la gara è Jürgen Kreiner, seguito da Igor Steinberger e Marcus Hummel.

TUTTI I RISULTATI DELLA GARA ROOKIE

BILANCI E PROSPETTIVE - Archiviata la delusione per la gara, andiamo a scorrere la classifica finale, che ci vede chiudere al 15esimo posto assoluto nella categoria SSP, con il rammarico di non aver chiuso a punti per le noie al motore in uno dei nostri tracciati preferiti ma anche con la soddisfazione di aver raggiunto comunque un traguardo che a inizio stagione non avremmo neppure immaginato di sfiorare.

Il tempo dei bilanci lo affidiamo all'ideatore di questo straordinario campionato, Fabio Bargagna, il Ceo di Power Up , il lato italiano dell'ERC, che ci offerto l'opportunità di raccontarlo in prima persona: "Mai come quest'anno - si entusiasma a sua volta - le gare sono state così combattute e l'incertezza sull'esito finale delle varie categorie è stata così alta.

Oltre alla conferma e agli importanti miglioramenti dei talenti che già conoscevamo, ci sono state anche notevoli new entry, vedi i fratelli Napoli che, all'esordio assoluto nel mondo delle gare, hanno messo in riga ben più di un veterano. Senza contare che, questa stagione è stata la più 'cosmopolita' di tutte, con tantissimi piloti delle nazioni più disparate, accanto allo 'zoccolo duro' storico delle presenze italiane, svizzere e tedesche", senza attriti, senza quegli (assurdi) nazionalismi che qualche volta si erano visti nelle passate edizioni".

Passando ai ricordi, sul momento più emozionante della stagione, Bargagna non ha dubbi: "La gara SSP di Magny Cours , tutta un duello, è stato lì, dall'alto della torretta che si innlza sulla linea del traguardo, che mi sono reso conto di quanto molti piloti fossero cresciuti rispetto alla stagione precedente, di quanto avessero affinato il loro stile di guida e migliorato i tempi sul giro.

Nessun dubbio, purtroppo, anche sul momento più nero, il terribile incidente nel prologo di Aragon che è costato la vita ad Alessandro De Leonardis, uno di noi.

Più concentrate sulle prospettive future le parole di Dieter Trissler, l'anima svizzera dell'ERC, che co-dirige attraverso la sua organizzazione Valentinos : "Abbiamo in mente diverse novità per la prossima stagione. Tra queste spicca senz'altro l'idea di avere due gare GP per ogni tappa (il cui numero, peraltro, potrebbe scendere da 7 a 6 per assecondare il momento di crisi), una il venerdì e l'altra la domenica, oltre all'Endurance del sabato. Una di queste potrebbe essere "monogomma" e dare vita a una sorta di 'campionato nel campionato' sotto l'egida di un produttore di pneumatici".

Una delle prerogative dell'ERC è il suo snodarsi su alcuni dei circuiti più belli d'Europa e per estendere questo fattore tutt'altro che secondario anche a chi non ha esperienza con le gare, magari è alle prime armi, ma è attirato dall'idea di poter girare sulle piste nelle quali si svolge, Valentinos ha in serbo un'altra interessante possibilità: "La collaborazione con Gábor Talmácsi (campione del Mondo della 250 tornato quest'anno alle competizioni nel Campionato Mondiale SuperSport) che abbiamo avviato in via sperimentale in questa stagione - ci rivela Trissler - l'anno prossimo si consoliderà in una vera a propria scuola di pilotaggio di cui potranno usufruire sia i principianti che i piloti desiderosi di migliorare le proprie tecniche di guida in pista".

Insomma, tanta carne al fuoco. Che speriamo di gustare anche il prossimo anno, con l'obiettivo di alzare ancora un po' l'asticella delle performance e, soprattutto, del divertimento.

Stay tuned...

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