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Ecco gli inglesi difesa e contropiede. Possiamo batterli

I nostri avversari costruiti all'italiana da Capello e dall'attuale ct. Gerrard e Rooney gli uomini chiave. Per Prandelli l'incognita-Balotelli

La formazione dell'Inghilterra

La formazione dell'Inghilterra contro l'Ucraina – Credits: La Presse

Dimenticatevi l'Inghilterra tutta corsa e assalti che siamo abituati ad attenderci per cliché ed abitudini. Nulla di meno simile alla squadra che Roy Hodgson ha ereditato da Capello e portato ai quarti di finale dell'Europeo giusto in rotta di collisione con la nazionale di Prandelli. Gruppo giovane e motivato, equilibrio tattico e un pizzico di follia: ecco la carta d'identità degli inglesi che, malgrado lo scetticismo della vigilia e un po' di freddezza rispetto al tradizionale trasporto, hanno superato lo scoglio del girone facendo peggio solo della travolgente Germania e comportandosi come la Spagna: due vittorie e un pareggio in un gruppo tutt'altro che semplice vista la presenza della Francia e dei padroni di casa dell'Ucraina con sullo sfondo la rabbia di Ibra come outsider.

Guai a sottovalutarli, insomma, anche se la cabala dice che da 35 anni non ci battono e gli unici precedenti in fasi finali di competizioni ufficiali sono a nostro favore. Ci troveremo di fronte una squadra molto italiana e solida, forgiata da Capello e non stravolta da Hodgson che sarà pure un gentiluomo compassato ma che ha dimostrato di aver infuso carattere ai suoi. Chiedere alla Svezia le referenze dopo la rimonta nel finale che è valsa mezza qualificazione.

DIFESA E CONTROPIEDE - L'Inghilterra gioca il classico 4-4-2 con una versione, però, che più difensiva non si può. In fase di non possesso palla coproono in almeno otto cui si aggiunge Rooney che è il prototipo dell'attaccante moderno e il primo a pressare sul portatore di palla. Le ali sono 'basse' malgrado sulla carta siano giocatori dall'alto potenziale offensivo (più Young di Milner) e proteggono la coppia Gerrard-Parker che a sua volta copre la difesa. Dietro ci sono molto fisico e velocità oltre all'esperienza. Ha subito fin qui tre gol ma quasi tutti in condizioni estemporanee.

GERRARD E ROONEY - Persi per strada per infortunio Lampard, Cahill e Barry, Hodgson ha più che mai consegnato le chiavi della squadra a Gerrard che ne è il regista e l'anima. Quasi tutti i palloni passano da lui ed è lui a dettare i tempi del pressing e delle ripartenze. La fine della squalifica ha restituito al ct inglese anche Rooney e il peso si è visto subito nella rete decisiva contro l'Ucraina. L'attaccante del Manchester United è fresco e determinato: potrebbe essere un vantaggio dopo che tutti gli avversari si sono logorati giocando tre partite in otto giorni.

GRANDE VARIETA' IN ATTACCO - Parlando dell'Inghilterra possibile avversario Prandelli diceva di temere soprattutto quel "pizzico di fantasia che hanno trovato insieme agli equilibri". A differenza sua, infatti, Hodgson può scegliere diverse formule in attacco. Rooney è un punto fermo. Contro l'Ucraina al suo fianco ha giocato Welbeck con in panchina Walcott e Carroll. Difficile che quest'ultimo trovi spazio dall'inizio, però è evidente che i leoni inglesi hanno in panchina opportunità che noi ci sogniamo. Giunti alla seconda settimana di una manifestazione dura e spietata come l'Europeo potrebbe fare la differenza.

ALLARME TENUTA FISICA - Gli inglesi hanno disputato due terzi del girone al caldo ucraino (contro la Francia l'afa era insopportabile). Noi, Eire a parte, abbiamo goduto di un clima migliore. Però Prandelli ha pochi cambi e il problema di sostituire Chiellini. Molto probabile che l'undici anti-Inghilterra ricalchi per almeno 9 uomini quello base. Bonucci potrebbe prendere il posto rimasto libero al centro della difesa senza sacrificare ulteriormente De Rossi, Abate e Balzaretti si sono meritati la conferma e, soprattutto, a centrocampo Marchisio-Pirlo e Thiago Motta non hanno alternative. Montolivo ha giocato solo qualche minuto e Nocerino nemmeno quello. Non è credibile che vengano gettati nella mischia adesso. Siamo contati e questo è un limite.

BALOTELLI CONTRO I TABLOID - Prepariamoci a una lunga vigilia di fuoco. I tabloid inglesi non aspettavano altro che mettere SuperMario sotto i riflettori. Il ragazzo ha già problemi col gruppo e di tenuta nervosa. Rischia di andare incontro a una serie di provocazioni ed è certo che smanierà per essere lanciato da titolare contro quel mondo che conosce benissimo e che col City di Mancini ha dominato vincendo la Premier. Starà a Prandelli capire quanto l'esuberanza di Balotelli possa essere positiva o a rischio. Sfida affascinante e pericolosa, proprio come Italia-Inghilterra che vale la semifinale e un bell'8 in pagella all'Europeo azzurro.

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