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DOSSIER- Sorpasso in serie A: gli italiani giocano più degli stranieri

La crisi cambia le abitudini: un anno fa il record di minuti per giocatori dall'estero (52%): ora la tendenza si ribalta. Dal mercato ne sono arrivati solo 80

Curva Gascoigne

La curva della Lazio inneggia ancora a Paul Gascoigne – Credits: Ap Photo

Un anno fa il campanello d'allarme era stato suonato dal sindacato dei calciatori. Per la prima volta nella storia della serie A gli stranieri erano stati in campo più minuti di quelli italiani: 52% contro 48%. Un record amaro nella stagione in cui ne risultavano tesserati ben 478 di cui 362 professionisti e anche questo era un primato assoluto. Ora la tendenza si è ribaltata. Siamo solo al bilancio delle prime due giornate e, dunque, non è il caso di arrivare a conclusioni affretttate. Però l'immagine del Milan 'italiano' per dieci undicesimi di Bologna potrebbe essere il manifesto della riscossa.

PIU' ITALIANI IN CAMPO - Rispetto alla scorsa stagione il dato è ribaltato. Dei 41.534 minuti fin qui complessivamente trascorsi in campo da giocatori di serie A gli italiani ne hanno disputati la maggioranza: 21.485' pari al 51,7%. Il record è proprio per Bologna-Milan alla seconda giornata con 1.623' sui 2.090' totali (77,5%). Poi Siena-Torino al debutto (1.593') e Cagliari-Atalanta (1.512'). Quelle con meno italiani in campo sono state, invece, Lazio-Palermo (514'), Napoli-Fiorentina (544') e Fiorentina-Udinese (578').

C'entrano gli infortuni ma ancor di più pesano le scelte delle società che sono tornate a rivolgersi al mercato interno anche perché si sono trovate a essere poco competitive su quello straniero. Gli allenatori si sono adeguati. In campo sono scesi molti giovani e spesso prodotti del nostro vivaio. Gli under 23 azzurri hanno realizzato 10 gol e cumulato almeno una presenza in 24 casi. Siamo ancora lontani dal modello tedesco ma ci avviciniamo.

NELLE ROSE ITALIANO UNO SU DUE - Dove non si vede ancora una netta inversione di tendenza è nella presenza di stranieri nelle rose delle società italiane che rimangono extralarge. Al termine della seconda giornata la Lega Calcio registra tesseramenti per 601 calciatori. Una media di 30 per squadra che è prima di tutto un lusso che difficilmente possiamo continuare a permetterci.

Di questi ci sono 307 italiani (51,1%) e 294 stranieri (48,9%). In percentuale si tratta di un primato perché un anno fa gli stranieri professionisti erano 362 e coprivano il 47,8% delle maglie. Mai si era arrivati a tanto: erano 323 (43,7%) la stagione precedente, 296 (40,1%) in quella culminata nel Mondiale sudafricano, 272 (37,9%) nel 2008/2009 e 324 (38,7%) cinque anni fa.

Però in termini assoluti il loro numero è diminuito (-55). Per un bilancio definitivo bisognerà attendere febbraio e la chiusura della finestra invernale del mercato, però è una tendenza che merita di essere sottolineata. Del resto dei 455 contratti registrati presso il database della Lega Calcio alle ore 19 dello scorso 31 agosto solo 80 riguardavano calciatori stranieri provenienti da campionati esteri. Anche qui un'inversione di tendenza decisa rispetto al passato.

GLI ECCESSI DI INTER E ATALANTA - Non è una novità ma anche in questa stagione la squadra più 'straniera' del campionato resta l'Inter che in rosa ne ha 25 su un totale di 32 giocatori (78,1%). Seguono Lazio (18 su 27 con un'incidenza del 66,6%), Udinese (23 su 35 per il 65,7%) e Palermo (20 su 31 per il 64,5%). Le più italiane vengono dalla provincia: all'Atalanta ce ne sono 21 su 27 (77,7%), al Siena 23 su 31 (74,1%). Oltra la soglia del 60% anche Pescara (62,5%), Parma (60,7%) e Bologna (60%).

Ci sono grandi differenze anche tra le politiche delle big. Quela più 'italia' di tutti è la Juventus che offre la spina dorsale alla nazionale di Prandelli: ci sono 16 italiani su una rosa di 27 elementi (59,2%). Il Milan italianizzato dalla crisi si ferma a 14 su 32 (43,7%), ma rispetto al passato la qualità è quasi tutta spostata sui nostri e, infatti, la percentuale si ribalta contando i minuti giocati dove gli italiani dominano: 1.525' per un'incidenza del 72,2%.

Dell'Inter e della sua tradizione esterofila si è già detto. Incurioscono le romane (uniche con tecnici che vengono da fuori) molto legate agli stranieri: la Roma di Zeman ne ha in rosa 15 su 24 e la Lazio 18 su 27. Il Napoli di Mazzarri pesca molto in Sud America ma nel complesso di un gruppo equilibrato: 14 stranieri e 13 italiani.

LA CARICA DEI MILLE - Tutto questo in un contesto in cui la caduta delle barriere ha moltiplicato la presenza di giocatori proveninenti dall'estero nel nostro calcio. Non è solo una tendenza della serie A. Lo studio dell'Aic, che nel luglio scorso aveva certificato il sorpasso stranieri nei minuti disputati in campo, forniva numeri disarmanti. Nella stagione 2011/2012 il loro numero complessivo considerando tutte le serie fino alla Seconda Divisione di Lega Pro era 1.195. Uno sproposito soprattutto nei campionati minori, quelli che dovrebbero servire da palestra per i nostri talenti.

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