Sport

Donna arbitro insultata e picchiata: "Ma tornerò sui campi"

A Panorama.it parla il "fischietto donna" finita in ospedale, dopo essere stata aggredita dai giocatori in un torneo amatoriale a Genova

Rosa Grotta, l'arbitro insultata e aggredita da giocatori del torneo amatoriale di calcio, a Genova. (Credits: calcioliguria.com)

"Non saranno 2, 3, 10 o 20 maleducati a farmi smettere. Io tornerò in campo". E' una ragazza "tosta" Rosa, 25 anni, ex giocatrice di calcio, poi aiuto allenatore e, ormai da quattro anni e mezzo arbitro con regolare patentino. L'altra sera, proprio dirigendo una partita del torneo amatoriale, a Genova, è stata insultata pesantemente, aggredita verbalmente, poi anche fisicamente, ha ricevuto uno sputo in faccia e, solo grazie alla sua prontezza di riflessi, è riuscita a parare un pugno al viso. Ne ha rimediato, però, una forte contusione alla mano, quella usata per ripararsi dal suo aggressore.

Ora, a due giorni "dall'incidente", cerca di sdrammatizzare, ma su un punto è fermissima: "Gli insulti in quanto donna, insulti pesantissimi, mi hanno fatto male. Cerco di non pensarci, ma non ci riesco. Le contestazioni in quanto arbitro ci stanno, quando vengono fatte con educazione e rispetto per il ruolo che si ha in campo. Si può anche dire, a fine partita, che l'arbitraggio non è piaciuto, persino che si sarebbe preferito un uomo. Ma sentirsi urlare epiteti pesanti in quanto donna o, peggio ancora, ricevere uno sputo in faccia è qualcosa di inaccettabile: mi è crollato il mondo addosso, è come se qualcuno ti dicesse "Tu non esisti, mi fai schifo" ".

E' un fiume in piena Rosa Grotta, nel raccontare a Panorama.it quanto accaduto l'altra sera, quando a sfidarsi in campo c'erano le squadre Pizzeria Sosta Obbligata di Pegli e Magic Game Party, per il Torneo Genova Cup. Fin dal fischio d'inizio, gli animi erano piuttosto accesi, con insulti e bestemmie in campo. L'arbitro ha cercato di riportare la calma e l'ordine, ma solo una delle due squadre "è tornata nei binari" come racconta Rosa. Dall'altra parte ha continuato a ricevere epiteti come "troia, puttana, vai a lavare i piatti che è l'unica cosa che voi donne sapere fare".

Rosa Grotta ha estratto un primo cartellino rosso, ma il giocatore espulso non ha voluto lasciare il campo, urlando: "Io non me ne vado, lei non è nessuno".

Una volta uscito, il clima non è migliorato. Proteste, falli, una seconda espulsione, fino a che l'arbitro ha fischiato un rigore netto, che però è stato fatto ripetere per la presenza di giocatori in area. E' a questo punto che è scoppiato il finimondo: gli insulti sono aumentati, Rosa ha estratto un terzo cartellino rosso, ma ne ha ricevuto in risposta un pugno, fortunatamente parato con una mano prima che fosse colpita in faccia. Uno dei precedenti espulsi è tornato in campo, la partita è stata sospesa (anche perché mancava il numero minimo di giocatori necessari a proseguire) e i calciatori se la sono presa con gli organizzatori, con nuovi insulti.

Dopo diversi minuti, quando Rosa è andata nello spogliatoio degli arbitri, ha notato che la porta era stata rotta. Uno degli espulsi, quello che già aveva le sputato e tirato un pugno, aveva forzato la porta per riprendersi i documenti che l'arbitro aveva chiesto, per le segnalazioni di dovere alla polizia. Lo aveva ancora l'arbitro e il giocatore glielo ha tolto di mano, andandosene. La polizia è stata poi chiamata, ora seguiranno le indagini di rito.

Di certo Rosa non solo non dimenticherà questa storia, ma andrà ora fino in fondo per vie legali. In ospedale le hanno diagnosticato una forte contusione, che la terrà ferma per qualche tempo. Ma lei ha intenzione di tornare a dirigere altre partite: "Non mi fermeranno, il calcio è la mia passione, la mia vita, il mio lavoro" racconta.

"Dopo 19 anni che gioco a pallone, mi sono cimentata anche come aiuto allenatore e ora ho il patentino da arbitro da quattro anni e mezzo, perché il calcio ha mille sfaccettature. Mi diverte e mi diverto quando vedo gli altri divertirsi". L'altra sera non è andata così, ma Rosa insiste: "Io faccio il mio lavoro con passione, diligenza ed esperienza". Il suo sogno? Diventare come Collina. Il suo "mito" invece è Alex Del Piero, di cui ammira la bravura, l'umiltà e la passione. Quella stessa che dice di avere lei, che conclude: "La passione non me la toglie nessuno. Non deve più succedere una cosa del genere, né la violenza sui campi né quella sulle donne, perché le donne sono padrone delle proprie scelte, senza che nessun uomo possa metterci bocca, né soprattutto mani".

© Riproduzione Riservata

Commenti