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Domani (ri)comincia il campionato di calcio

Dopo la pausa per la Nazionale si comincia con Serie A e Coppe e tra un mese vediamo chi sale e chi scende

La Juventus è la superfavorita, ma c'è l'incognita Champions League (Credits: LaPresse/Jonathan Moscrop)

Dopo un paio di turni in maschera, specie di amichevoli coi punti in gioco e il fucile della critica già spianato, comincia il campionato di calcio. Anzi, i campionati, dato che stiamo per essere travolti da una marea colorata di 177 partite in venticinque giorni. Roba da ammazzare anche un tossico del pallone. Qualcosa di eccessivo, ma è nella continuità che si comincerà a capire qualcosa, dopo i palloncini fatti volare per aria tra fine agosto e i primi di settembre.

Eccitanti quelli giallorossi, ma pure quelli azzurri dell’altra metà di Roma e di Napoli. Sgonfi quelli milanesi. Già altissimi quelli colorati di bianconero con la scritta “trenta sul campo”. La variabile impazzita delle Coppe produrrà correnti d’aria, che permetteranno di valutare meglio soprattutto l’inafferrabilità teorica della Juventus.

Ci aspettiamo parecchio dal Napoli, che è sempre più o meno lo stesso e recita a memoria. La Roma è l’esatto opposto, la vera scheggia pazza piena di nomi che ogni volta devi andare a maneggiare l’almanacco per capire chi sono e da dove arrivano. Zeman è questo, forse un po’ “paraculo” come ha detto in settimana Gianluca Vialli ricordando vecchie battaglie e accusando il boemo di combattere solo quelle che gli convengono. Non del tutto sbagliato, almeno per noi. Ma di personaggi abbiamo bisogno in questo mondo piatto, magari con qualche polemica “intelligente” che possa guardare anche al futuro. Perché sennò si torna al balletto: e i passaporti falsi e i Rolex agli arbitri e il doping anni Novanta e via via fino a raggiungere la madre di tutti i peccati, Moggiopoli.

E la figlia di queste ultime due estati: il calcio adulterato da scommettitori e aggiustatori di partite. Che poi c’è sempre quello che solleva il ditino e fa notare come nel curriculum dell’allenatore dietro il vetro – Antonio Conte – ci siano tre squadre che in queste storiacce sono finite dentro fino al collo, Atalanta, Bari e Siena. Non è difficile essere maliziosi, facendo alzare il pelo dei tifosi della Juventus fino ai livelli di guardia. Se pensate che ci sia un rimedio e che questa musica finirà quando comincerà a suonare tutti i giorni il pallone, meglio che cambiate canale. Anche se al momento quello più gettonato che trasmetteva i gol di Cristiano Ronaldo e Messi è oscurato. Ma non durerà molto, date retta, perché alla fine Sky otterrà lo sconto e ci invaderà di spot sulla Liga spagnola.

Nel frattempo ci becchiamo quelli, che certe volte sfiorano il ridicolo sulle nostre Serie A e B. Mica facile vendere come se fosse di lusso roba come Palermo-Cagliari che domani alle 18 aprirà il cartellone. Smettiamo di girare intorno al punto del prossimo mese che a occhio e croce sarà uno solo: chi sono Milan e Inter? La risposta ora non esiste.

Ad Allegri chiedono i miracoli per forza e per la grazia di avergli preso un paio di giocatori: si trova davanti all’impresa più difficile della sua giovane carriera, far brillare il ferro come fosse qualcosa d’altro e incantare i serpenti (tanti) che gli girano intorno. Dubbi sulla riuscita. Quanto all’Inter, Stramaccioni con la squadra vista fin qui che becca gol ogni volta possibile, non può andare da nessuna parte. Questione di equilibri più che di singoli attori. Ma il ragazzo non ci sembra fesso, al di là della vaga somiglianza fisica con quello che non era “pirla”. Adesso dobbiamo capire se ha la personalità per non finire ostaggio di certi giocatori e di un ambiente sempre sull’orlo di una crisi di nervi. Tempo un mesetto e lo sapremo.

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